Arco a Madrid, un ponte culturale con l’America Latina
Si è chiusa la 43a edizione con un ottimo successo di vendite e di pubblico con 100.000 presenze. Molta attenzione per gli artisti latinoamericani, aspettando la Biennale di Venezia
di Nicola Zanella
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Arco la Fiera d’arte contemporanea di Madrid ha celebrato la sua 43ª edizione dal 6 al 10 marzo. Presenti 205 gallerie in rappresentanza di 36 paesi diversi, riunite in un appuntamento che con quest’edizione ha ritrovato pienamente il suo ruolo di ponte tra Europa ed America Latina, come era sempre stato fino all’avvento del Covid.
Ad accogliere ARCO è una Madrid in ottima salute, città in crescita a testimoniare di come forse il plan de recuperaciòn stia funzionando meglio del nostro Pnrr, per esempio. Con l’intera Spagna proiettata verso una crescita del Pil doppia rispetto all’Italia per il 2024.
Pubblico e offerta
Alla fine sono stati più di 100.000 i visitatori, in un evento che qui ha un ruolo culturale e simbolico del tutto peculiare essendo stata una delle prime grandi manifestazioni di carattere internazionale a nascere dopo la caduta del franchismo. Delle 205 gallerie presenti otto sono le italiane e, tra queste, P420 si dice molto soddisfatta di come è andata la fiera e di come è stato accolto il solo show del loro artista, Merlin James (Cardiff,1960), le sue pitture astratte quotate tra i 10.000 e i 25.000 euro hanno riscosso un ottimo successo di vendite. Molto soddisfatta anche la galleria di Roma Gilda Lavia, che nella sezione opening, dedicata alle giovani gallerie, ha creato un duo show italo-brasiliano tra le artiste Elle de Bernardini e Gabriela Ciancimino. A sorpresa, visto il luogo, la maggior parte delle vendite è stata a favore della seconda ed una delle acquisizioni è stata fatta dalla collezionista milanese Costanza Fiani. Le opere in stand avevano prezzi fino agli 8.000 euro
Tra gli artisti italiani è stata ben accolta Maria Lai in vendita alla galleria 1 Mira Madrid, uno dei suoi ricami “un pezzo di Luna” eseguito su un libro di Fernando Pessoa era quotato 60.000 euro, oltre che ad altri lavori con prezzi più accessibili, alcuni dei quali sono stati venduti nei primi giorni di fiera. Tra le gallerie più conosciute a livello internazionale molto soddisfatti Taddeus Ropac e Max Hetzler, oltre a Capitain Petzel che ha messo a segno molte vendite di opere dai 5.000 fino ai 250.000 euro.
Il continente sud americano
Ma come detto Arco è il regno dell’arte latino americana e molta dell’attenzione generale è rivolta a queste latitudini. La brasiliana Galeria Vermelho ha venduto opere per oltre 65.000 dollari, equamente divise tra l’artista peruviana Ximena Garrido-Lecca e la brasiliana Carmela Gross. Molto soddisfatta per i risultati ottenuti anche A Gentil Carioca che ha presentato un solo show di Denilson Baniwa, opere offerte in un range tra i 10.000 e i 70.000 euro e caratterizzate da un’estetica accattivante e leggera ma da un significato forte come la denuncia verso lo sfruttamento del territorio. La galleria argentina Piedras ha vinto il premio come miglior stand tra le gallerie emergenti con un duo show di Carla Grunauer e Carla Esborraz, il premio ha chiaramente trainato le vendite per opere offerte tra i 4.000 e 8.000 euro. Tra le artiste più acclamate anche la cilena Sandra Vasquez de la Horra presente in vari stand, tra cui quello della galleria parigina Bendana Pinel, molte le sue opere vendute anche oltre i 25.000 euro, e alcune di esse troveranno casa in Italia
Ha premiato gli artisti latino americani, l’argentino Thomas Saraceno e il messicano Abraham Gonzalez Pacheco anche la prima edizione del premio di CRT con Patrizia Sandretto Re Rebaudengo in giuria, le opere acquisite per un totale di 35.000 euro andranno in prestito a lungo termine alla GAM di Torino.

