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Proteste in Argentina contro il Mega-Decreto di Deregulation: Milei sotto Pressione - Ultimi Sviluppi e Reazioni

Una nuova ondata di proteste ha scosso l’Argentina in risposta al controverso mega-decreto di deregulation e privatizzazioni annunciato dal presidente Javier Milei. Migliaia di cittadini sono scesi in piazza in diverse città del paese, esprimendo dissenso contro le oltre 300 deroghe proposte

Aggiornato il 22 dicembre 2023 alle ore 8.00

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Javier Milei: "Oggi inizia la ricostruzione dell'Argentina"

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Ancora una notte di proteste in Argentina contro il mega decreto sulla deregulation e le privatizzazioni del neopresidente Javier Milei . A scendere in piazza questa volta sono migliaia di persone non solo a Buenos Aires, ma anche a Cordoba, Rosario, Santa Fe e Mar del Plata.

Scontri tra polizia e manifestanti si sono registrati proprio a Cordoba, dove le forze dell’ordine hanno fatto ricorso a spray e gas lacrimogeni per disperdere un raduno spontaneo nella piazza Patio Olmos.

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Nonostante le proteste di strada e la valutazione di incostituzionalità da parte dei principali costituzionalisti, il governo si dichiara deciso a portare avanti l’iter parlamentare del decreto. In tale contesto i sindacati hanno annunciato per mercoledì una manifestazione di protesta contro il governo e la presentazione alla giustizia di una denuncia di incostituzionalità.

Argentina, subito proteste contro il mega-decreto di Milei

Mega-Decreto in Argentina: Milei annuncia rivoluzionarie riforme economiche

Il mega-decreto annunciato il 20 dicembre dal presidente dell’Argentina, Javier Milei, getta le basi per un’ampia deregulation dell’economia nazionale ed è stato presentato dal leader ultraliberista come la “base per la ricostruzione” del Paese afflitto da gravi squilibri macroeconomici e sociali. In un video trasmesso a reti unificate, il capo dello Stato ha presentato solo 30 delle oltre 300 deroghe e disposizioni che figurano nel testo e che verranno adesso sottoposte in blocco all’approvazione delle Camere. Secondo quanto si legge nel documento originale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, i primi tre articoli del decreto costituiscono il quadro generale che giustifica il resto delle 360 misure adottate.

Giovedì 21 dicembre la Borsa di Buenos Aires ha aperto in rialzo di oltre il 4% in seguito alle misure annunciate da Milei.

Argentina in piazza contro le riforme di Milei

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Dichiarazione di emergenza pubblica

Nel primo articolo si decreta “l’emergenza pubblica in materia economica, finanziaria, fiscale, amministrativa, previdenziale, tariffaria, sanitaria e sociale fino al 31 dicembre 2025”. Il secondo è dedicato alla deregolamentazione e afferma che “lo Stato nazionale promuoverà la vigenza di un sistema economico basato su decisioni libere, adottate in un contesto di libera competenza”. Per raggiungere questo fine, recita il testo, “verrà attuata la più ampia deregolamentazione del commercio, dei servizi e dell’industria”.

Il terzo articolo riguarda invece la politica estera commerciale, e afferma la necessità di adottare standard internazionali in materia di commercio di beni e servizi nel rispetto in particolare delle raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale del commercio (Omc) e dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse). Sulla base di queste premesse il megadecreto stabilisce tra le altre cose la derogazione della legge sull’approvvigionamento che assicura quote di beni al mercato interno; della legge sugli acquisti nazionali che impone allo Stato di privilegiare imprese locali per appalti e concessioni; delle leggi di promozione industriale e commerciale; e della legge che impedisce la privatizzazione delle aziende statali.

L'Argentina di Milei guarda a Usa e Ue: "Stessi valori'

Immediata protesta popolare

Dopo l’annuncio del decreto migliaia di argentini si sono riversate nelle strade delle principali città del Paese per protestare. Nella capitale Buenos Aires la protesta, iniziata timidamente già pochi minuti dopo l’annuncio, è sfociata con il passare dei minuti in una grande manifestazione spontanea che si è diretta da diversi quartieri verso la piazza del Congresso, nel centro della città, dove verso la mezzanotte erano già radunate diverse migliaia di persone. “La patria non si vende” e “Milei spazzatura, sei la dittatura”, sono stati gli slogan più ascoltati tra i manifestanti. Tra le oltre 300 disposizioni e deroghe a leggi che regolano il mercato spiccano una deroga alla legge sulla Terra che impedisce la vendita di grandi aree a stranieri; una deroga alla legge che impedisce la privatizzazione delle aziende statali e la loro trasformazione in società anonime; e una deroga alle leggi di promozione industriale e commerciale e alla legge che impedisce la privatizzazione della compagnia di bandiera Aerolineas Argentinas.

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