Art and science unite to reveal the secrets of great masterpieces
The evocative exhibition 'Art from inside' curated by the Bracco Foundation can be visited free of charge at the Palazzo Reale in Milan until 6 January
Leonardo's genius was already aware of this: 'No colour that reflects in the surface of another body, tints that surface with its own colour, but will be mixed with the competitions of the other reflected colours, which stand out in the same place...' wrote Leonardo in his Treatise on Painting.
Non stupisce dunque che la mostra ideata dall Fondazione Bracco e che si avvale della consulenza scientifica di Isabella Castiglioni, ordinario di fisica applicata presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca e dello storico dell’arte Stefano Zuffi, indaghi le profondità delle opere d’arte, per svelarne segreti e composizioni, pentimenti o modifiche, ridipinture e fragilità. Art from inside, capolavori svelati tra arte e scienza è il titolo di questa inusuale esposizione visitabile gratuitamente al Palazzo Reale di Milano e che lungo un percorso finemente immersivo e multimediale conduce a prospettive davvero inaspettate, rivelando cosa si celi dietro un’opera d’arte o eccelsi manufatti quali un violino. Perno di questi meravigliosi disvelamenti sono le moderne tecnologie diagnostiche non invasive, le medesime ampiamente utilizzate in medicina, in grado di indagare gli strati nascosti delle opere, non visibili a occhio nudo.
Isabella Castiglioni
Vanguard techniques and technologies that, however, in a certain sense take us back to the origin of the great Italian art of workshops and the conservative restoration approach of the great Italian tradition...
«L’approccio del restauro, che in Italia è molto conservativo, - risponde la professoressa Castiglioni - è lo stesso che impieghiamo con lo studio delle opere d’arte attraverso la diagnostica per immagine. Sono tecniche che, semplicemente irraggiando l’opera, consentono di ottenere delle informazioni complementari, a seconda della radiazione utilizzata, in modo non invasivo, cioè senza manipolare l’opera o effettuarne prelievi. In realtà ci riportano nel passato dell’opera, nelle botteghe dove l’opera è stata realizzata, ed è come se entrassimo in questi laboratori e scoprissimo il modello organizzativo dei maestri e dei loro collaboratori, a partire dai supporti, per poi scoprire con tecniche come i raggi X, come i supporti venivano realizzati




