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Assiom Forex, il presidente Mocio: «Bce acceleri nella riduzione dei tassi»

Ieri l’allarme sulle criptovalute della vice direttrice generale della Banca d’Italia, Chiara Scotti: «Il peso e l’intreccio fra crypto e sistema finanziario ed economico - ha detto nel suo intervento ad Assiom Forex - sono fino a ora moderati e tuttavia con l’evolversi della digitalizzazione le interconnessioni tra l’ecosistema crypto e il sistema finanziario tradizionale cresceranno», e le fragilità delle crypto «potrebbero divenire destabilizzanti»
Massimo Mocio, Presidente Assiom Forex
  • Ue, Marcegaglia: serve cambio passo per competitività e crescita

    “Serve un cambio di passo serio. Negli ultimi venti anni c’è stata una caduta di competitività e di capacità di crescita della Ue impressionante, e lo scenario attuale non ci aiuta. L’Europa è debole in un contesto di forti”. Lo sottolinea Emma Marcegaglia, presidente e ad della holding omonima, nel corso del 31esimo Congresso Assiom Forex al Lingotto di Torino.

    “In più, l’anno è iniziato con due alert”, osserva Marcegaglia citando le previsioni del Fmi che ha descritto un’economia mondiale fragile, con un gap tra Europa e Stati Uniti destinato a crescere. Inoltre, “le imprese stanno facendo i conti con un prezzo dell’energia e del gas che è alle stelle, parliamo di rialzi superiori al 40% per l’elettrico e addirittura oltre il 60% per il gas”, aggiunge l’imprenditrice, sottolineando che “il problema è nelle risposte: non basta la bussola, serve una sveglia che suoni forte e veloce. L’Europa deve liberarsi di ogni tecnicismo burocratico e ideologico e agire nell’interesse delle sue imprese, che vuol dire anche dei suoi cittadini. La competitività non è un discorso astratto: significa poter giocare un ruolo nello scacchiere internazionale”. Altrimenti, “Altrimenti, rassegniamoci alla decadenza e alla marginalità”.

  • Dazi, Marcegaglia: «Non convengono a nessuno, incertezza ai massimi»

    Oggi “l’incertezza è ai massimi” e “la guerra dei dazi non conviene a nessuno”. Lo sottolinea Emma Marcegaglia, presidente a ad di Marcegaglia Holding, durante la tavola rotonda “L’economia mondiale tra protezionismo e libero mercato”, organizzata al congresso Assiom-Forex in collaborazione con Il Sole 24 Ore – Radiocor.

    “Siamo in un clima di grande incertezza che rischia di frenare scambi e investimenti, e di impattare pesantemente sull’economia globale”, afferma Marcegaglia, che punta il dito contro una “politica aggressiva e non chiara” di Donald Trump. “Questa situazione di incertezza è il primo problema perché un imprenditore per decidere i propri investimenti e come organizzare la propria catena del valore ha bisogno di certezze”, spiega l’imprenditrice, che è “una veterana” dei dazi, visto che Trump impose tariffe commerciali sull’acciaio già nel 2016. L’auspicio è che il presidente Usa “userà i dazi come strumento per negoziare elementi per sanare delle situazioni un po’ anomale”, perché “mettere dazi indiscriminati su tutti i prodotti e tutti i paesi rischia di creare un problema per tutti anche per chi li mette”. “Gli stessi Stati Uniti, come diceva il governatore Panetta rischiano conseguenze, una su tutte l’aumento dell’inflazione”, osserva Marcegaglia. “E non dimentichiamoci che Trump è stato eletto anche perché gli americani si sentivano sotto pressione per l’inflazione. Ma potrebbe esserci un contraccolpo per tutti, anche se va capito se i dazi saranno reali o sono un mezzo per negoziare”.

  • Dazi, Micillo: «Imprese si aspettano da Ue non slogan ma interventi concreti»

    Davanti alle tensioni globali sui dazi, e le nuove sfide del commercio globale, «gli imprenditori si aspettano che l’Europa agisca con più Europa, non come slogan ma come qualcosa di concreto». Così Mauro Micillo, chief of Imi Corporate & investment Banking Division di Intesa Sanpaolo, durante la tavola rotonda “L’economia mondiale tra protezionismo e libero mercato” organizzata al congresso Assiom-Forex in collaborazione con Il Sole 24 Ore Radiocor. Tra gli esempi, Micillo ha citato anche il cosiddetto ’Patto europeo per la competitività’ (proposto dal governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta), che «deve essere finanziato da soldi pubblici, ma attenzione che non basteranno e sarà necessario affiancare capitali privati per riuscire ad avere un impatto concreto». E da questo punto di vista, «le banche possono essere di grande aiuto e dare ossigeno a progetti strategici importanti».

  • Tononi (Banco Bpm): offerta Unicredit totalmente inadeguata

  • Pirovano (Banca Mediolanum): AI grande opportunità per il futuro del lavoro

  • Banche, Panetta: «Per esame alcune ops mancano ancora documenti»

    Per alcune ops lanciate in Italia mancano ancora alcuni documenti per valutarle. Così il Governatore nel passaggio a braccio al congresso Assiom Forex rispondendo ad alcuni commenti apparsi in questo periodo. “Queste sono operazioni che richiedono un’attenta complessa analisi delle operazioni, dei documenti e degli effetti” afferma Panetta. “Per altro per alcune di queste operazioni non tutti i documenti necessari per la valutazione del dossier sono disponibili. Quindi la Vigilanza non funziona così con dichiarazioni come se si fosse in un talk show, la Vigilanza non funziona così,

    la Banca d’Italia e, per quello che vale, non funziono così neanche io. Parleremo di queste operazioni attraverso le analisi e le decisioni che verranno effettuate a tempo debito in accordo con tutte le altre autorità interessate”.

  • Pastore (Bcc Iccrea): focus su sostenibilità e servizi per le imprese

  • Crypto, Panetta: «Da ruolo big tech rischi per banche commerciali»

    «I rischi legati alle criptoattività non derivano soltanto dalle divergenze normative. Non si può escludere che una o più criptoattività, incluse quelle con caratteristiche di moneta elettronica, vengano emesse da giganti tecnologici e inizino a diffondersi in Europa» e, in questo scenario, «le banche commerciali rischierebbero di perdere una parte importante delle loro funzioni». È uno dei passaggi del discorso che il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, ha tenuto al 31esimo congresso dell’Assiom Forex in corso a Torino.

    Bankitalia, insieme alla Consob, ha già «avviato contatti con gli operatori interessati a offrire servizi sulle criptoattività». Sul fronte delle normative, però, le «divergenze» tra Stati Uniti ed Europa «andranno attentamente valutate», visto che «gli arbitraggi normativi possono risultare particolarmente insidiosi e difficili da contrastare» e «alcuni operatori potrebbero sfruttare le differenze regolamentari per adottare pratiche opache o altamente rischiose, con possibili conseguenze sui risparmiatori e sull’integrità del sistema finanziario».

    Nel dibattito pubblico «si sostiene a volte che l’introduzione dell’euro digitale comporterebbe» rischi per le banche commerciali, «ignorando che la vera minaccia proviene dalle criptoattività, per le quali – a differenza dell’euro digitale – non sono previsti limiti alla detenzione da parte dei risparmiatori». Tirando le somme, «i rischi per il sistema dei pagamenti e i mercati finanziari sarebbero dunque considerevoli».

  • Panetta: fusioni bancarie ridurrebbero divario dimensioni con Ue

    “Le operazioni” bancarie di fusioni annunciate “ridurrebbero il divario dimensionale” tra i principali istituti di credito italiani e i concorrenti europei” e sono “favorite in primo luogo dall’abbondanza di eccesso di capitale” Lo afferma il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta nel suo intervento all’Assiom Forex secondo cui “la prospettiva di un restringimento dei margini” spinge le banche a “ricercare economie di scala e sinergie”. Panetta che sottolinea come l’esito sarà deciso dal mercato e dagli azionisti, rileva “come sebbene in generale nel settore bancario le grandi dimensioni comportino sia vantaggi sia alcune criticità ben note, queste operazioni possono essere inquadrate in una prospettiva di integrazione e consolidamento del mercato europeo”.

    PER APPROFONDIRE/ Panetta: «L’esito delle operazioni bancarie affidato al mercato e alle scelte degli azionisti»

  • Panetta: Pmi soffrono accesso al credito, sostenere i meritevoli

    In Italia, le imprese di piccole dimensioni «continuano a registrare una maggiore e persistente contrazione degli impieghi» e tra queste «affiorano segnali di una possibile carenza di prestiti. In vista della ripresa dell’attività economica, queste aziende potrebbero dover ricorrere maggiormente ai finanziamenti esterni» e «sarà essenziale, in quella fase, che le banche assicurino l’accesso al credito alle aziende meritevoli». Così il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, durante il suo intervento al 31esimo congresso dell’Assiom Forex in corso a Torino. In Italia, spiega ancora il numero uno di Bankitalia, la dinamica del credito «resta negativa, sebbene emergano segnali di ripresa» e «diversi indicatori suggeriscono che questo andamento, pur influenzato da politiche di offerta improntate alla cautela, dipende principalmente dalla debolezza della domanda di prestiti».

    La percentuale di aziende, che segnalano difficoltà di accesso al credito, è «in calo in tutti i settori e in tutte le classi dimensionali», e le banche «dispongono di una solida dotazione patrimoniale», tuttavia, «la contrazione del credito richiede attenzione».

  • Bce, Panetta: «Avanti su tagli tassi o rischia inflazione troppo bassa»

    Nell’area euro “il percorso di normalizzazione della politica monetaria non è concluso” e, guardando avanti, “un allentamento meno deciso” rispetto allo scenario di base, che considera un taglio dei tassi di riferimento “intorno al 2 per cento dalla metà del 2025, potrebbe comportare un’inflazione troppo bassa nel medio periodo”. Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta nel suo intervento al 31esimo congresso Assiom Forex.

    “Il processo di normalizzazione della politica monetaria va quindi continuato - ha detto - accompagnando le decisioni con una comunicazione orientata alle prospettive dell’economia reale e dell’inflazione nel medio termine. In questa fase, un’eccessiva attenzione ai dati di volta in volta disponibili rischia di generare incertezza e volatilità nei mercati, riducendo l’efficacia della politica monetaria”.

    Come tutti i governatori di banche centrali nazionali dell’area euro, Panetta partecipa al Consiglio direttivo della Bce. “Il rientro dell’inflazione nell’area dell’euro all’obiettivo del 2 per cento nel medio termine è quasi completo - ha fatto notare -. I rialzi degli ultimi mesi, fino al 2,5 per cento a gennaio, erano previsti e sono dovuti in parte a effetti di base legati all’evoluzione passata dei prezzi dell’energia. L’inflazione di fondo si è mantenuta al 2,7 per cento, ma la sua dinamica sui tre mesi, più rappresentativa delle tendenze recenti, evidenzia un calo pressoché continuo”.

    Nel frattempo il principale tasso di riferimento della Bce “rimane superiore alle stime del tasso neutrale, ossia il livello compatibile con l’assenza di pressioni inflazionistiche e con la crescita potenziale dell’economia. Di conseguenza - ha rilevato Panetta - la politica monetaria continua a esercitare una pressione al ribasso sull’attività produttiva e sulla dinamica dei prezzi al consumo, un effetto sempre meno necessario in un contesto in cui l’inflazione è vicina all’obiettivo e la domanda interna resta debole”.

  • Mocio (Assiom Forex): «Bce acceleri nella riduzione dei tassi»

    “Le condizioni dell’economia americana non sembrano richiedere, al momento, una riduzione dei costi di finanziamento. Al contrario, sarebbe auspicabile da parte della Banca Centrale Europea un’accelerazione nel taglio dei tassi, data l’importanza di ridurre al più presto l’onerosità dei costi di finanziamento per famiglie e imprese, al fine di stimolare la ripresa della domanda”.

    Lo ha sottolineato Massimo Mocio, presidente di Assiom Forex, al trentunesimo congresso in corso al Lingotto di Torino. Mocio ha parlato della persistenza di “un divario molto importante in termini di crescita e di competitività tra Europa e America”, divaricazione “alimentata, da una parte, dalla straordinaria capacità americana di mobilitare risorse per gli investimenti, soprattutto nel settore tecnologico, dall’altra dal dinamismo del mercato dei capitali americani, che favorisce l’innovazione e stimola la creatività. Due caratteristiche - ha osservato - che sembrano mancare all’Europa”.

    La conseguenza di tutto questo è che “nel vecchio continente prevale una sorta di pessimismo ’cosmico’ economico” ed “è cresciuta la consapevolezza che, senza interventi adeguati, questo divario è destinato a crescere ulteriormente”.

  • Assiom Forex, oggi la seconda giornata

    Oggi si terranno i lavori della seconda giornata di Assiom Forex. Alle 11:30 previsto il discorso ufficiale del Governatore della Banca d’Italia.

    PER APPROFONDIRE/ Il programma del congresso Assiom Forex 2025

  • Bankitalia su crescita crypto: «Interconnessioni con la finanza sempre maggiori»

    Allarme della vice direttrice generale della Banca d’Italia, Chiara Scotti: «Il peso e l’intreccio fra crypto e sistema finanziario ed economico - ha detto nel suo intervento ieri, alla prima giornata dell’Assiom Forex a Torino - sono fino a ora moderati e tuttavia con l’evolversi della digitalizzazione le interconnessioni tra l’ecosistema crypto e il sistema finanziario tradizionale cresceranno», e le fragilità delle crypto «potrebbero divenire destabilizzanti». Scotti ha messo in guardia in particolare da «quei crypto asset non ancorati ad alcuna attività dell’economia reale o finanziaria».

  • Borse, ciclone Trump aumenta incertezze. Banche protagoniste anche nel 2025

    L’irrompere sulla scena delle politiche commerciali di Donald Trump attenua l’ottimismo e fa aumentare la prudenza degli operatori sull’andamento delle Borse nei prossimi mesi. Secondo il consueto sondaggio mensile di Assiom Forex condotto fra i suoi associati in collaborazione con Il Sole 24 Ore Radiocor, a febbraio scende all’83% (dall’87% di gennaio) la percentuale di quanti si aspettano mercati stabili o in rialzo nella prima parte dell’anno. Al contempo, sale al 62% dal 57% di gennaio la quota di operatori che non prevedono ulteriori guadagni, in un contesto in cui molte piazze viaggiano sui massimi. Più nel dettaglio, per il 45% degli intervistati le borse rimarranno ferme nei prossimi sei mesi, con variazioni massime del 3% in entrambe le direzioni, mentre il 36% punta su nuovi rialzi, che per il 2% saranno a doppia cifra. Salgono al 17% (dal 13% del sondaggio precedente) gli operatori che si aspettano ribassi (con oscillazioni tra -3% e -10%).

    Per approfondire/ L’articolo completo

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