Assiom Forex, il presidente Mocio: «Bce acceleri nella riduzione dei tassi»
Ue, Marcegaglia: serve cambio passo per competitività e crescita
“Serve un cambio di passo serio. Negli ultimi venti anni c’è stata una caduta di competitività e di capacità di crescita della Ue impressionante, e lo scenario attuale non ci aiuta. L’Europa è debole in un contesto di forti”. Lo sottolinea Emma Marcegaglia, presidente e ad della holding omonima, nel corso del 31esimo Congresso Assiom Forex al Lingotto di Torino.
“In più, l’anno è iniziato con due alert”, osserva Marcegaglia citando le previsioni del Fmi che ha descritto un’economia mondiale fragile, con un gap tra Europa e Stati Uniti destinato a crescere. Inoltre, “le imprese stanno facendo i conti con un prezzo dell’energia e del gas che è alle stelle, parliamo di rialzi superiori al 40% per l’elettrico e addirittura oltre il 60% per il gas”, aggiunge l’imprenditrice, sottolineando che “il problema è nelle risposte: non basta la bussola, serve una sveglia che suoni forte e veloce. L’Europa deve liberarsi di ogni tecnicismo burocratico e ideologico e agire nell’interesse delle sue imprese, che vuol dire anche dei suoi cittadini. La competitività non è un discorso astratto: significa poter giocare un ruolo nello scacchiere internazionale”. Altrimenti, “Altrimenti, rassegniamoci alla decadenza e alla marginalità”.
Dazi, Marcegaglia: «Non convengono a nessuno, incertezza ai massimi»
Oggi “l’incertezza è ai massimi” e “la guerra dei dazi non conviene a nessuno”. Lo sottolinea Emma Marcegaglia, presidente a ad di Marcegaglia Holding, durante la tavola rotonda “L’economia mondiale tra protezionismo e libero mercato”, organizzata al congresso Assiom-Forex in collaborazione con Il Sole 24 Ore – Radiocor.
“Siamo in un clima di grande incertezza che rischia di frenare scambi e investimenti, e di impattare pesantemente sull’economia globale”, afferma Marcegaglia, che punta il dito contro una “politica aggressiva e non chiara” di Donald Trump. “Questa situazione di incertezza è il primo problema perché un imprenditore per decidere i propri investimenti e come organizzare la propria catena del valore ha bisogno di certezze”, spiega l’imprenditrice, che è “una veterana” dei dazi, visto che Trump impose tariffe commerciali sull’acciaio già nel 2016. L’auspicio è che il presidente Usa “userà i dazi come strumento per negoziare elementi per sanare delle situazioni un po’ anomale”, perché “mettere dazi indiscriminati su tutti i prodotti e tutti i paesi rischia di creare un problema per tutti anche per chi li mette”. “Gli stessi Stati Uniti, come diceva il governatore Panetta rischiano conseguenze, una su tutte l’aumento dell’inflazione”, osserva Marcegaglia. “E non dimentichiamoci che Trump è stato eletto anche perché gli americani si sentivano sotto pressione per l’inflazione. Ma potrebbe esserci un contraccolpo per tutti, anche se va capito se i dazi saranno reali o sono un mezzo per negoziare”.
Dazi, Micillo: «Imprese si aspettano da Ue non slogan ma interventi concreti»
Davanti alle tensioni globali sui dazi, e le nuove sfide del commercio globale, «gli imprenditori si aspettano che l’Europa agisca con più Europa, non come slogan ma come qualcosa di concreto». Così Mauro Micillo, chief of Imi Corporate & investment Banking Division di Intesa Sanpaolo, durante la tavola rotonda “L’economia mondiale tra protezionismo e libero mercato” organizzata al congresso Assiom-Forex in collaborazione con Il Sole 24 Ore Radiocor. Tra gli esempi, Micillo ha citato anche il cosiddetto ’Patto europeo per la competitività’ (proposto dal governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta), che «deve essere finanziato da soldi pubblici, ma attenzione che non basteranno e sarà necessario affiancare capitali privati per riuscire ad avere un impatto concreto». E da questo punto di vista, «le banche possono essere di grande aiuto e dare ossigeno a progetti strategici importanti».

