Assolatte: «Dal blocco dei Tir danni ingenti, ora occorre ripartire»
La filiera che lavora materiale deperibile ha subito effetti «particolarmente pesanti». «Ora evitare che i Tir rimangano senza carburante»
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Il graduale ritorno alla normalità sulle strade è certamente un segnale positivo, ma non basta a cancellare le conseguenze che i giorni di protesta dell’autotrasporto hanno prodotto sull’industria lattiero-casearia e, più in generale, sull’intera filiera del latte.
Per un settore che lavora una materia prima altamente deperibile e che non può interrompere il proprio ciclo produttivo, i problemi alla circolazione hanno avuto effetti particolarmente pesanti. Il latte viene prodotto negli allevamenti ogni giorno e deve essere raccolto regolarmente, trasportato agli stabilimenti e trasformato. Allo stesso modo, latte fresco e prodotti lattiero-caseari devono poter raggiungere senza interruzioni la distribuzione e i consumatori.
Assolatte aveva già richiamato l’attenzione su questi rischi nei giorni scorsi, sottolineando come non sia possibile sospendere la mungitura, rinviare la raccolta del latte o interrompere le attività di trasformazione.“La situazione sta lentamente migliorando, ma i danni restano e servirà tempo per assorbirne pienamente gli effetti. Le imprese hanno dovuto affrontare forti difficoltà nella raccolta della materia prima, nella movimentazione dei prodotti e nell’organizzazione delle attività. Tutto questo ha inevitabilmente comportato costi e perdite economiche lungo la filiera”.
A destare forte preoccupazione è ora anche la disponibilità di gasolio per gli autotrasportatori. La piena ripresa della circolazione delle merci richiede infatti che i mezzi possano tornare a operare con regolarità e continuità. “Non possiamo permetterci che, superati i blocchi, la filiera debba fermarsi nuovamente perché i mezzi sono rimasti senza carburante. Occorre ripristinare al più presto condizioni di normalità, garantendo la continuità dei trasporti e prestando particolare attenzione alle esigenze delle filiere che movimentano materie prime e prodotti deperibili”.
Le difficoltà di questi giorni colpiscono peraltro il settore della trasformazione del latte, già alle prese con una forte pressione sui costi produttivi. Adesso è fondamentale riportarla rapidamente alla piena operatività e impedire che alle perdite già subite si aggiungano nuovi danni.
