Le indagini

Germania, ha confessato l’attentatore di Solingen. Procura: potrebbe essere membro Isis

La polizia tedesca ha arrestato un 26enne che si è costituito per l’attacco di venerdì sera a Solingen. Secondo i media tedeschi, doveva essere espulso

Fiori e candele per le vittime dell’attentato. EPA/CHRISTOPHER NEUNDORF

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Quasi 26 ore dopo l’attentato di Solingen, con tre morti e otto feriti, l’autore della strage si è costituito alla polizia poco dopo le 23 di ieri. Inzuppato dalla pioggia battente e ancora coperto di sangue, l’uomo si è avvicinato agli agenti e ha detto, secondo le informazioni della Bild: “Sono io quello che state cercando...”. La polizia ha confermato che l’uomo ha confessato.

Si tratterebbe del siriano Issa al H., 26 anni, che, nato nella città siriana di Deir al-Sor, secondo le informazioni dello Spiegel, è arrivato in Germania alla fine di dicembre 2022 e ha chiesto asilo a Bielefeld. Un anno dopo ha ricevuto la cosiddetta protezione sussidiaria, che spesso ricevono i rifugiati provenienti da Paesi devastati dalla guerra civile. È un musulmano sunnita. Prima dell’attentato non era noto alle autorità di sicurezza come estremista islamico. Il ministro degli Interni della Renania Settentrionale-Vestfalia, Herbert Reul (Cdu), ha confermato poco dopo l’arresto al “Tagesthemen” dell’Ard. L’uomo è “altamente” sospettato del delitto. Sono state trovate anche delle prove, ha detto Reul. Per la procura tedesca il siriano è anche sospettato di esser membro dell’0Isis.

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Il siriano avrebbe dovuto essere espulso, ma di lui si erano perse le tracce. È quello che riferiscono diversi media tedeschi. La Procura federale, che ha acquisito le indagini, non ha voluto commentare la notizia. L’arrestato era arrivato nel 2020 in Germania a Bielefeld.

 In precedenza, una nota congiunta di polizia e procura, aveva detto: “Nell’ambito di ulteriori indagini con le forze speciali è stata perquisita tra l’altro una struttura ricettiva comunale a Solingen. Una persona trovata lì, che si dice fosse in contatto con l’autore (dell’attacco) inizialmente sconosciuto, è stata portata in una stazione di polizia. Secondo lo stato attuale delle indagini, si tratta di un testimone”. Le forze speciali avevano fatto irruzione in un centro per rifugiati a circa 300 metri dal luogo dell’attacco e a 150 metri da dove è stato ritrovato il coltello usato per l’attentato.

L’inchiesta

Il dossier sull’attacco al coltello nella città tedesca di Solingen è passato nelle mani della procura federale antiterrorismo tedesca. L’inchiesta è diventata ufficialmente terrorismo dopo che si è costituito ed è stato arrestato un siriano di 26 anni che ha confessato di essere l’autore dell’attacco. E dopo la rivendicazione da parte dell’Isis.

La rivendicazione

L’Isis ha rivendicato l’attacco con coltello avvenuto venerdì sera intorno alle 21.30 durante le celebrazioni per i 650 anni di Solingen, città di 160mila abitanti nel Nord-Reno Vestfalia. “Una vendetta per i musulmani in Palestina e ovunque” è il messaggio trasmesso dallo Stato islamico che ha parlato dell’aggressore come di un proprio “soldato”. Tre persone sono morte: si tratta di un uomo di 67 anni e di un uomo e una donna di 56. Otto sono rimaste ferite, di cui 4 in pericolo di vita. Sono state colpite mentre assistevano a un concerto. Il deejay e produttore discografico Tobias Topic ha raccontato sui social che, durante la sua esibizione, il personale della sicurezza gli ha chiesto di continuare a suonare per evitare che si scatenasse il panico tra la folla.

Anche la polizia di Duesseldorf ha ricevuto una lettera di rivendicazione da parte dell’Isis Lo ha comunicato la stessa polizia, come riporta la Zdf. Ora bisogna verificare se la lettera è autentica, ha detto un portavoce della polizia. Secondo gli esperti di terrorismo, riporta Focus, si tratterebbe della prima lettera di rivendicazione dell’Isis di un attentato in Germania dal 2016 in occasione del tragico attacco al mercatino di Natale di Berlino in Breitscheidplatz. L’islamista Anis Amri si lanciò con un camion in mezzo alla folla, uccidendo 13 persone e ferendone decine.

Un testimone, parlando alla polizia, avevano raccontato di aver sentito l’aggressore gridare ’Allah Akhbar’ mentre colpiva. E’ stato arrestato anche un 15enne, che sarebbe stato a conoscenza dell’attacco ed è accusato di non averlo denunciato. Testimoni avrebbero ascoltato una conversazione tra il giovane e un’altra persona poco prima dei fatti in cui si parlava di una possibile aggressione con coltello. Secondo Der Spiegel, il 15enne è kirghiso e potrebbe essere stato lui ad aver fornito le informazioni che hanno convinto i poliziotti a fare irruzione nell’alloggio per migranti.

Il messaggio del leader AfD

“Tedeschi, Turingi, volete davvero abituarvi a queste cose? Liberatevi, mettete fine una volta per tutte al percorso sbagliato del multiculturalismo forzato”, ha commentato il leader dell’AfD della Turingia, Bjorn Hoecke, invitando a scegliere “la svolta” l’1 settembre, quando si terranno le elezioni in Sassonia e Turingia. Un messaggio di segno opposto a quello del presidente Frank-Walter Steinmeier, che ha invitato a restare “uniti, contro l’odio e la violenza”. Tutta la classe politica si è detta sconvolta da quanto accaduto. Il cancelliere Olaf Scholz ha chiesto che il responsabile sia catturato “rapidamente e punito nella misura massima consentita dalla legge”, così come la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che ha sottolineato il “bisogno di fare velocemente chiarezza sui retroscena di questo crimine”.

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