Tlc ed energia

«Attenzione a risparmiare energia, c'è spazio significativo nell'uso dell'Ai soprattutto per le rinnovabili»

L'intervista a Stefano Besseghini, presidente di Arera: «nei prossimi mesi andiamo incontro a una situazione delicata»

di Simona Rossitto

Stefano Besseghini, presidente di Arera

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(Il Sole 24 Ore Radiocor). Cautela nell'uso dell'energia e attenzione ai risparmi visto che «nei prossimi mesi andiamo incontro a una situazione delicata». Lo afferma Stefano Besseghini, presidente dell'Arera, in un'intervista a DigitEconomy.24, report del Sole 24 Ore Radiocor e di Digit'Ed, nuovo gruppo attivo nella formazione e nel digital learning. «Sul fronte consumatori – aggiunge Besseghini - dev'essere mantenuta l'attenzione, prestata finora, al risparmio energetico, è una leva molto forte per tenere in equilibrio domanda e offerta». Le nuove tecnologie, chiarisce il presidente dell'Autorità, svolgeranno un ruolo sempre più importante, ma l'alfabetizzazione digitale degli italiani, «che non è tra le migliori», è un fattore frenante. Per l'uso dell'Ai c'è spazio per la crescita, soprattutto per quanto riguarda le energie rinnovabili.

Arera ha annunciato che le bollette dovrebbero restare sostanzialmente invariate nel terzo trimestre, che previsioni avete per il resto dell'anno?

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Per i prossimi mesi sicuramente andiamo incontro a una situazione abbastanza delicata. La fase di decrescita sui costi del gas registrata nel primo semestre in qualche maniera si è arrestata e, da qui in avanti, stimiamo una certa stabilità. Per l'inverno ci sono segni di crescita, visto l'aumento di consumi legati a questa fase dell'anno. In generale si osserva una tendenza dei mercati a essere molto variabili a fronte di notizie potenzialmente marginali. Il mercato, cioè, è molto reattivo, segno che la situazione non si è stabilizzata completamente. E', dunque, importante che i rimedi approntati finora si mantengano, come i meccanismi a livello Ue di acquisti comuni del gas, attività orientata a dare stabilità al mercato.Sul fronte consumatori, dev'essere mantenuta l'attenzione, prestata finora, al risparmio energetico; è una leva molto forte per tenere in equilibrio domanda e offerta. Visto che i prezzi sono scesi, si nota una minore urgenza di risparmiare, un po' di effetto-respiro, con la propensione a perdere di vista la necessità di stare attenti. Con l'arrivo delle temperature più calde, il risparmio nell'uso dei condizionatori è, dunque, consigliabile e può giovare.

Quanta parte giocano le nuove tecnologie digitali nell'aiutare il consumatore a risparmiare?

Certamente quella digitale è una componente che pervade tutti i settori industriali e ha già dato contributi importanti per la parte di generazione e gestione del sistema. Le Smart Grid, che permettono di bilanciare automaticamente la rete elettrica, sono realtà. L'aleatorità, che è la caratteristica inevitabile e meno desiderabile delle energie rinnovabili, è gestita grazie al fatto che ci sono sistemi di controllo. Inoltre, nelle case comincia a essere presente la tecnologia domotica che assicura l'efficienza energetica. Tutto quello che porta automazione e controllo va nell'ottica di migliorare le capacità di consumo. C'è anche chi ha già provveduto a procurarsi pannelli, sistemi di accumulo di batteria, piccoli sistemi di intelligenza artificiale e controllo dei flussi dell'energia. Ad esempio, si tende a spostare i consumi nelle fasi in cui si ha a disposizione energia da fonti rinnovabili. La programmazione delle lavatrici ne è un esempio. Poi c'è tutta una serie di elementi più commerciali e utili nella vita quotidiana, come reperire informazioni e controllare i prezzi che sono in crescita. Le app sui cellulari che permettono di avere più coscienza di quello che si consuma in un momento preciso o quanto si è pagato sono elementi che rendono più consapevoli i consumatori.

Come si pone il consumatore italiano rispetto a quello europeo nei confronti della tecnologia?

L'alfabetizzazione digitale italiana non è tra le migliori e questo influisce anche nella gestione del consumo di energia. Tuttavia, bisogna aggiungere che il settore energetico sta cercando di andare verso la digitalizzazione, ad esempio, dell'informazione. Molti servizi funzionano bene sulla piattaforma mobile, come il nostro servizio di conciliazione. Se i vantaggi sono innegabili, bisogna peraltro stare attenti a non perdere di vista i consumatori che non sono alfabetizzati digitalmente. Molti anziani, ma non solo, tendono a non apprezzare l'uso della piattaforma digitale. C'è, quindi, la necessità di tenere in piedi un sistema completo per fornire informazione, altrimenti si rischia di inseguire solo il proprio sogno, senza fare i conti con la realtà.

Nel campo delle telco, l'uso di tecnologie 5G consentirebbe anche un risparmio energetico. Può essere una soluzione per calmierare la bolletta energetica di questo settore che consuma sempre più energia?

Il risparmio realizzato attraverso il 5G è ragionevole perché stiamo parlando di una tecnologia più pervasiva, con una densità più elevata. E', quindi, ragionevole pensare che il consumo specifico per area coperta sia più basso. Se allarghiamo lo sguardo ai data center, che rappresentano un consumatore crescente di energia, anche in questo campo si notano tanti passi in avanti nell'efficientamento. In questo ambito è fondamentale mantenere il raffreddamento dei sistemi e, quindi, le soluzioni in termini di design diventano dunque cruciali. In generale i data center rappresentano dei soggetti, visto che consumano energia in maniera costante, 24 ore su 24, predisposti alle nuove forme di contrattazione a lungo termine dell'energia. Tutto ciò è importante alla luce del dibattito su come assicurare alle energie rinnovabili la crescita. Una delle vie proposte dalla commissione Ue è proprio quella di usare i contratti di lungo termine. In generale, quelli delle telco, degli Over the top, dei data center sono sicuramente mondi che stanno diventando molto rilevanti nell'economia complessiva dei consumi energetici, anche per investimenti nella generazione di energia. E', ad esempio, sotto gli occhi di tutti che gli Over the top stiano facendo grandi investimenti nelle rinnovabili.

Vede nuove prospettive per l'uso dell'Ai ai fini della generazione e del risparmio dell'energia?

L'Ai ha la caratteristica di rendere più efficienti i processi di automazione. Ci sono contesti in cui l'automazione deve soddisfare procedure ben standardizzate, in campo da tempo. Vi sono poi aree in cui la predittività è molto bassa, perché bisogna imparare a gestire contesti differenti, e questa è l'area in cui ci si aspetta che l'Ai dia di più. Nel sistema energetico abbiamo, infatti, situazioni di questo tipo quando i sistemi elettrici devono costantemente tenere in equilibrio la generazione e il consumo. Nel caso in cui la generazione distribuita è aleatoria perché legata a fonti rinnovabili, i sistemi devono diventare sempre più predittivi. Credo, dunque, che ci sia uno spazio significato per l' uso dell'Ai nei nostri sistemi elettrici, in particolare per le rinnovabili. Dall'altra parte il mondo elettrico deve essere caratterizzato da sicurezza e cautela e, quindi, il processo non sarà immediato. C'è un problema di maturazione di sistemi, qualche anno fa, per usare una similitudine, gli Abs erano oggetti' misteriosi', ora non c'è auto che non li abbia. Allo stesso modo matureranno le tecnologie e l'Ai e li vedremo progressivamente entrare nel settore dell'energia.

Digit Economy 24 - 6 Luglio 2023

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