Aubay, piano di crescita con acquisizioni e sviluppo dell’intelligenza artificiale
Ict. La multinazionale francese prevede in Italia l’assunzione di 380-400 addetti entro il 2024, la metà nel Centro Italia. Focus sull’industria di Bologna e sui settori dell’energia, dell’auto e dell’agroalimentare. Allo studio applicazioni per prevenire gli infortuni
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Continuare a crescere in Italia, con un ruolo sempre più importante affidato al mercato del Centro Italia. È questo l’obiettivo di Aubay, multinazionale francese dei servizi digitali nelle aree della consulenza direzionale e dell’information and communication technology. Il gruppo è quotato alla Borsa di Parigi, ha 7.800 dipendenti in sette paesi e 535 milioni di ricavi annui nel 2023. In Italia ha circa 2mila addetti, con un fatturato arrivato a 115 milioni annui. Ha sedi a Milano, Roma, Bologna, Torino, Napoli, Padova, Siena, Reggio Calabria e Acireale. «Il nostro obiettivo – spiega Paolo Riccardi, amministratore delegato di Aubay Italia – è arrivare in tre anni a 180-200 milioni di fatturato in Italia, attraverso una serie di acquisizioni, spingendo molto anche sul territorio del Centro Italia, in particolare dell’Emilia-Romagna. Già abbiamo individuato un panel di aziende che stiamo attenzionando. Sono realtà che possono permetterci l’ingresso in aree geografiche o settori di business complementari ai nostri. In modo particolare abbiamo un forte interesse ad espanderci sul settore dell’energia, dell’auto e dell’agroalimentare».
Nel robusto tessuto imprenditoriale dell’Emilia-Romagna, Aubay Italia vede un mercato molto fertile per il proprio business: «I nostri tre poli principali di sviluppo sono adesso, Milano, Roma e Torino. Sarebbe nostro interesse far diventare Bologna un ulteriore polo. Qui c’è un tessuto ricco di imprese molto sane, penso per esempio alla motoristica», spiega Riccardi. Dall’Emilia-Romagna fino a Roma, nel Centro Italia si concentra quasi la metà dei dipendenti del gruppo. «In queste regioni – aggiunge l’ad – stiamo partecipando ad alcuni progetti di ripopolazione dei borghi, con fondi Pnrr. In sostanza, a fronte di sviluppo di infrastrutture adeguate e di progetti di formazione, ci impegniamo ad assumere persone che lavorino per noi da remoto. È anche un interessante piano di ripopolamento di aree».
Il tutto nell’ottica di un piano di assunzioni nel 2024 che dovrebbe portare ulteriori 380-400 occupati. «A giugno abbiamo già reclutato 180 addetti, circa la metà nel Centro Italia», precisa l’ad di Aubay. La multinazionale francese in sostanza ha clienti in quasi tutti i settori, concentrandosi su banche, assicurazioni, manifatturiero, telecomunicazioni e media.
Per Aubay sta diventando imprescindibile l’intelligenza artificiale. «Si parla tanto di questa nuova tecnologia – sottolinea Riccardi – ma le analisi ci dicono che ancora solo l’1-3% del budget It delle aziende è investito in questa branca. Noi siamo arrivati al 25-30%, di cui il 5-7% è riservato alla parte disruptive, quella più innovativa». Tra i prodotti più all’avanguardia su cui sta lavorando Aubay, ci sono per esempio «applicazioni di intelligenza artificiale di tipo generativo che permettono di individuare nelle aziende i comportamenti più a rischio e prevenire gli infortuni. Abbiamo poi sviluppato un assistente virtuale da remoto in grado di gestire i malati cronici, interagendo attraverso la telemedicina con il paziente. Abbiamo anche sviluppato una piattaforma completamente digitale, che utilizziamo anche noi in azienda, in grado di prevedere le competenze necessarie degli addetti, oltre ad un prodotto dedicato alle risorse umane, dal nome “Hal”, interamente supportato da intelligenza artificiale che permette di intervenire per tempo nella gestione del fenomeno delle grandi dimissioni e del quiet quitting (il cosiddetto abbandono silenzioso, ndr). Pensiamo che questo sarà il più grande business dei prossimi dieci anni», conclude l’amministratore delegato di Aubay.


