Audiovisivo di Roma, imprese in crescita ma frena l’export
Le aziende attive in aumento (+1,4%) nel primo semestre del 2024. Le vendite all’estero in calo, dopo il boom post Covid del 2022-2023. Continua il sostegno delle banche e della Regione
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È un polo dell’audiovisivo che affronta una fase di assestamento (dopo il boom del post Covid) quello che si appresta a mettere in mostra alcune delle sue produzioni migliori alla diciannovesima edizione della Festa del Cinema di Roma, che si terrà dal 16 al 27 ottobre 2024. Pur essendo ancora una delle punte di diamante del sistema produttivo del Lazio.
Secondo i dati Movimprese di InfoCamere-Unioncamere, al 30 giugno 2024, nel comparto produzione, post-produzione e distribuzione cinematografica di video e programmi tv erano attive nella provincia di Roma 2.154 aziende (quasi il 24% del totale nazionale e il 95% del totale del Lazio), in crescita dell’1,4% rispetto 31 dicembre 2023 (anche se ancora sotto al dato dell’era pre Covid, quando erano 2.326 al 31 dicembre 2019). Aziende che contano circa 10mila addetti, poco meno del 43% del totale del comparto in Italia.
Anche le vendite all’estero delle produzioni made in Rome segnano un inevitabile calo, dopo il boom post Covid dovuto alla necessità di recuperare il terreno perso durante la pandemia. Nei primi sei mesi del 2024, l’export è calato del 58% rispetto allo stesso periodo del 2023, assestandosi a 10,6 milioni (comunque sempre il 23% del valore nazionale). Ma bisogna considerare che si veniva dai picchi post Covid del 2022 (47,6 milioni nell’anno) e del 2023 (37,5 milioni), un rimbalzo dopo il periodo buio della pandemina, quando le esportazioni avevano toccato nel 2020 il livello più basso (5 milioni). Probabile che quest’anno si chiuda comunque ancora su livelli superiori al periodo pre Covid (sia nel 2018 che nel 2019 stavamo poco sopra i 15 milioni annui).
Il settore poi potrà contare entro il 2026 sul potenziamento degli Studios di Cinecittà, legato al Pnrr: un investimento che, seppur ridimensionato rispetto al piano originale, può fare affidamento comunque su 230 milioni. Anche la Regione Lazio ha deciso di confermare il suo supporto al settore, con un piano pluriennale di oltre 30 milioni (circa 10 milioni per ogni annualità dal 2024 al 2026).
«L’audiovisivo è una grande risorsa per l’economia, avendo un indotto molto potente», spiega Verdiana Bixio, owner e ceo (proprietaria e amministratrice delegata) di Publispei, la casa di produzione romana, tra l’altro, delle serie Un medico in famiglia e I Cesaroni. «Per ogni euro investito nell’audiovisivo – precisa – ne ritornano tre sul territorio. La Rai, che ha nelle serie televisive i suoi prodotti di punta – aggiunge Bixio – ha come obiettivo quello di mantenere stabili i propri investimenti. Però basta poco per perdere quello guadagnato negli ultimi 15 anni. Bene il potenziamento di Cinecittà, ma non basta. Bisogna guardare al panorama internazionale, ai nuovi trend. Occorre riprendere a sperimentare, mentre adesso si fanno serie televisive sempre più brevi». Senza parlare della norma sul tax credit, per cui le aziende chiedono da tempo più certezze.


