Nigeria, l’Ipo panafricana per la raffineria di Dangote
dal nostro corrispondente Alberto Magnani
di Carmine Fotina
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Riparte il “vecchio” ecobonus per le auto, in attesa che entrino in vigori i nuovi e più generosi incentivi. Dal 23 gennaio, alle ore 10, le concessionarie potranno inserire sulla piattaforma Ecobonus (ecobonus.mise.gov.it) le prenotazioni per i contributi per l’acquisto di veicoli non inquinanti di categoria M1 (autoveicoli), L1e - L7e (motocicli e ciclomotori) e N1 e N2 (veicoli commerciali).Il ministero delle Imprese e del made in Italy precisa però che sta lavorando alla modifica del decreto vigente, «al fine di migliorare l’incentivo, tenendo conto dell’andamento del mercato e delle esigenze dei consumatori». Si tratta del nuovo schema di contributi anticipato dal ministro Urso nell’intervista al Sole-24 Ore del 20 dicembre.
In sostanza i vecchi incentivi, che partono comunque in base a quanto previsto da un precedente Dpcm, saranno ancora disponibili solo per poche settimane perché il ministero, dopo un tavolo con le associazioni di settore previsto per il 1° febbraio, conta di portare alla firma del presidente del consiglio il Dpcm che farà entrare in vigore i nuovi valori. Una situazione che potrebbe oggettivamente creare incertezza ma che, molto probabilmente, porterà gli acquirenti a congelare gli acquisti in attesa che diventi operativo il nuovo schema.
Riassumendo, questa è l’attuale versione dell’ecobonus. Per le auto con emissioni inquinanti tra 0-20 g/km di CO2 (modelli fino a 35mila euro+Iva): 5mila euro con rottamazione e 3mila euro senza. A chi acquista auto nella categoria 21-60 g/km di CO2 (fino a 45 mila euro+Iva) possono andare 4mila euro con rottamazione e 2mila euro senza. Infine, nella fascia 61-135 g/km di CO2 (fino a 35 mila euro+Iva): 2mila euro solo con rottamazione.
Il nuovo schema conterà su una dote tra 900 milioni e 1 miliardo (dipenderà dagli avanzi della vecchia versione). Sono confermate le tre fasce: 0-20 grammi di CO2 per km (auto full electric), 21-60 (ibride plug-in), 61-135 (ibride full ma anche diversi modelli diesel e benzina Euro6). Nelle prime due categorie scatterà una maggiorazione del 25% per le persone fisiche con Isee inferiore a 30mila euro e sono ammesse le persone giuridiche, incluse le società di noleggio ma non i concessionari. Per chi acquista senza rottamare il contributo sarà di 6mila euro nella fascia 0-20, 4mila nella 21-60 mentre non è previsto un bonus nella terza categoria di emissioni. Si sale progressivamente con l’importo con la rottamazione in base a quanto vecchio e quindi inquinante è il veicolo. Rottamando un Euro 4 si potrà beneficiare di 9mila euro nella fascia 0-20, 5.500 nella 21-60 e 1.500 nella 61-135. Con un Euro 3 si passa a 10mila euro, 6mila e 2mila euro. Con un Euro 0, 1 o 2 c’è un salto, rispettivamente, a 11mila euro, 8mila e 3mila euro. Per tutti questi incentivi è prevista una soglia di prezzo massimo del modello acquistabile, Iva esclusa, fissata a 35mila euro nelle fasce di emissione 0-20 e 61-135 e a 45mila euro in quella intermedia 21-60.
In via sperimentale dovrebbe partire anche una misura chiamata “social leasing”, cioè un contributo alle persone fisiche che stipuleranno un contratto di noleggio a lungo termine per almeno 3 anni di uno dei veicoli agevolabili con l’ecobonus. In questo caso sarà poi un decreto ministeriale, entro 120 giorni dal Dpcm, a fissare l’entità del contributo. In base a quanto previsto dal decreto Asset, poi, i contributi raddoppiano per i taxi e per il noleggio con conducente. In particolare la maggiorazione sarà concessa a chi vince il concorso straordinario per il rilascio di nuove licenze e a chi sostituisce la vettura di servizio.