Automotive

Auto elettrica, Bruxelles studia un piano di aiuti Ue per stimolare la domanda

Teresa Ribera (vicepresidente della Commissione europea) all’Ft: «Serve una prospettiva paneuropea invece di sussidi nazionali»

Teresa Ribera, vicepresidente esecutivo della Commissione europea

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Un piano di sussidi europeo per stimolare la domanda di veicoili elettrici. L’opzione è allo studio della commissione europea, secondo quanto ha dichiarato Teresa Ribera, vicepresidente esecutivo della Commissione europea, ha dichiarato al Financial Times, in occasione del World Economic Forum di Davos.

«È ragionevole vedere come possiamo capire, in una prospettiva paneuropea, come facilitare le misure invece di ricorrere a sussidi nazionali», ha detto Ribera, mettendo in guardia da una «corsa di un modello nazionale contro un altro». Già martedì il il cancelliere tedesco Olaf Scholz aveva anticipato che Bruxelles stava prendendo in considerazione un programma di sovvenzioni Ue da lui proposto.

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«Complicato equilibrio»

Una sfida sarà quella di progettare uno schema che sia conforme alle regole del Wto, evitando al contempo che i sussidi vadano alle case automobilistiche cinesi, la cui quota di mercato è in rapida crescita.

Ribera ha ammesso che c’è un «complicato equilibrio» da raggiungere tra la rapida elettrificazione e «uno squilibrio con la capacità dei marchi europei di fornire in termini di quantità e qualità ciò che vorremmo vedere circolare sulle nostre strade».

Il commissario, responsabile della strategia dell’Ue per l’industria verde ha dichiarato che un eventuale sistema di incentivi sarebbe una delle numerose misure a sostegno di un settore ritenuto vitale per l’economia europea. Le case automobilistiche europee, sostiene, «hanno bisogno di una visione globale su come aggiornare le loro capacità e recuperare il ritardo rispetto a ciò che è già richiesto a livello mondiale». Al contrario, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato in questi giornila volontà di porre fine ai «sussidi ingiusti» per i veicoli elettrici.

Nessuno slittamento ma apertura sulle multe

Ribera, socialista ed ex vice primo ministro spagnolo, ha escluso la possibilità di uno slittamento della scadenza del 2035 per la cessazione delle vendite di motori a combustione interna: «L’industria automobilistica - afferma - vuole prevedibilità e chiarezza». La vicepresidente si è tuttavia detta aperta alla flessibilità sugli obiettivi annuali di vendita di veicoli elettrici e sulle multe che le case automobilistiche devono pagare in caso di mancato raggiungimento dei target. Ribera ha affermato che c’è una «interlocuzione aperta» con le case automobilistiche su impegni alternativi che queste potrebbero assumere in termini di investimenti.

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