Mercato

Auto, l’Europa inizia l’anno in salita: a gennaio -2,1% di immatricolazioni

Acea: balzo nelle vendite di auto (bev) - Crescono le vendite di Volkswagen ma Stellantis perde il 16%, i cinesi di Saic crescono al 2,3% del mercato

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Il mercato europeo comincia il nuovo anno con il freno a mano tirato e archivia un gennaio con un calo delle immatricolazioni del 2,1% sul 2024, a quota 995.271 unità, portandosi dietro un gap del 18,8% rispetto alla fase precedente alla crisi del Covid. Tutti i principali mercati europei iniziano l’anno perdendo volumi, con la Francia a -6,2% sullo stesso mese dell’anno scorso, la Germania a -2,8%, l’Italia che registra cali del 5,8% e la Spagna che invece, caso unico, segna un +5,3% di immatricolazioni. In Gran Bretagna, dove è in vigore un piano per sostenere la vendita di auto elettriche, le immatricolazioni sono in calo del 2,5% sull’anno prima.

Nel mese, riferisce l’Acea, le immatricolazioni di auto elettriche (bev) sono aumentate nell’area (Ue, Uk ed Efta) del 37% conquistando una quota di mercato pari al 15%, con una crescita a doppia cifra della Germania (+53,5%) e Spagna (+48%), volumi più che raddoppiati in Italia e buone performarce anche in Belgio (+37,2%) e nei Paesi Bassi (28,2%).

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Tra le case produttrici, Volkswagen mette a segno un mese positivo con una crescita delle immatricolazioni del 5,3% mentre Stellantis lascia sul terreno il 16% dei volumi, a causa soprattutto delle performance negative dei primi quattro brand per volumi, Peugeot, Citroen, Opel e Fiat. Va bene Renault (+5,3%) mentre le asiatich Hyundai e Toyota registrano un segno meno. In terreno negativo anche le vendite di Bmw, Mercedes e Violvo mentre tra i new comer Saic consolida una quota di mercato pari al 2,3%, con un terzo dei volumi di vendita in più.

A partire da marzo l’Unione Europea dovrebbe rivedere la sua politica per la transizione all’elettrico e in questo quadro si inserisce il tentativo, fortemente sostenuto anche da ambienti industriali, di creare uno spazio per soluzioni non totalmente elettriche, ma comunque con emissioni più contenute di quelle delle auto tradizionali, come le ibride plug-in e le ibride range extender, che rendono meno traumatico per chi guida l’automobile il passaggio dalle auto a combustione interna all’auto elettrica, riassume il Centro Studi Promotor diretto da Gian Primo Quagliano. «Il tentativo è generoso», commenta, ma rischia di lasciare in stallo il mercato europeo.

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