Auto, dalle utilitarie ai camper ecco i modelli incentivati o tassati
di Maurizio Caprino
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Alla fine, per i modelli più diffusi non cambierà moltissimo: la sovrattassa sull’acquisto, se ci sarà, non supererà i 500 euro. Una cifra che potrà essere riassorbita con gli sconti del concessionario. Ma per i modelli elettrici e per una parte degli ibridi possono arrivare incentivi anche corposi, ad abbattere prezzi oggi proibitivi. Ma con il controsenso che potrà goderne anche un’icona delle Suv sportive come la Porsche Cayenne. Il nuovo sistema bonus-malus basato sulle emissioni di CO2 previsto da un emendamento alla Legge di bilancio sarà quasi certamente modificato almeno in alcuni dettagli (Salvini ha già detto di essere contrario ad aumenti delle tasse sulle auto mentre Di Maio ha annunciato l’apertura di un tavolo con i costruttori) ma le sue conseguenze sono già abbastanza chiare.
Ecco quali saranno per le varie categorie di auto. Con la premessa che il quadro non è ancora del tutto chiaro. Infatti, il ministero dello Sviluppo economico dovrà chiarire innanzitutto a quali emissioni di Co2 si riferisce tutto il meccanismo: ci sono quelle misurate con il vecchio ciclo di omologazione Nedc (molto lasco) e quelle determinate col nuovo Wltp (eseguito sempre in laboratorio ma in condizioni meno irrealistiche, con accelerazioni e velocità superiori). C’è poi una “terza via”, nota come Nedc correlato, che funge un po’ da raccordo.
Senza contare che sono ancora in corso alcune riomologazioni in Wltp (che toccano anche le emissioni di NOx per ottenere la qualifica di Euro 6D-Temp necessaria per incappare il più tardi possibile nei blocchi del traffico) e che altre ne potrebbero venire proprio a seguito di questo nuovo bonus-malus ambientale che partirà in Italia.
Potrebbero poi essere lanciate versioni ad hoc per trarre vantaggio dal nuovo sistema. In prospettiva, i parametri del bonus-malus potranno diventare più severi man mano che la media delle emissioni dei modelli in listino si abbasserà. In Francia accade già da un decennio. Tempo ce n’è: per ora questo meccanismo è pianificato per andare avanti fino al 2021, quando sarà anche molto più ampia la scelta di modelli elettrici (i cui costi industriali dovrebbero anche essere scesi rispetto a oggi).
