Autonomia, primo via libera del Senato al ddl Calderoli
Pd: giorno triste per l’Italia. In aula l’opposzione mostra cartelli con il tricolore
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Il coro con l’Inno di Mameli, i tricolori sventolati dalle opposizioni e la bandiera della Serenissima accompagnano il primo sì alla riforma dell’autonomia differenziata: il Senato ha approvato in prima lettura il ddl Calderoli con 110 voti favorevoli, 64 contrari e 30 astenuti. Il provvedimento passa all’esame della Camera per tentare un via libera definitivo prima delle elezioni europee. Almeno questo nelle intenzioni della Lega che vorrebbe giocare la carta devoluzione in campagna elettorale. Ai banchi del governo erano seduti i ministri Roberto Calderoli, responsabile delle Autonomie e considerato il “padre” del provvedimento, e quello dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, ai quali poi si è aggiunto il leader della Lega e ministro dei Trasporti Matteo Salvini . «Un gran risultato» è stato il suo commento al sì di Palazzo Madama.
Romeo: premierato bilancia Autonomia
«Grazie al governo e grazie anche al patto di maggioranza, di cui noi andiamo assolutamente fieri perché più poteri al premier significa dall’altra parte controbilanciare con più autonomia sul territorio. Viva la Lega, noi voteremo ovviamente a favore» ha detto il capogruppo della Lega, Massimiliano Romeo, annunciando il voto favorevole alla riforma dell’autonomia differenziata nell’aula del Senato.
Schlein: grave il silenzio dei governatori di destra
«Il silenzio-assenso e la condivisione dei presidenti delle Regioni del Sud di destra è ancora più grave: hanno fatto prevalere l’interesse politico su quello delle loro comunità, dei loro territori». Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, parlando della riforma dell’Autonomia con i giornalisti alla Camera.
Conte: progetto scellerato, Meloni spacca il Paese
«Con il voto al Senato su uno scellerato progetto di Autonomia, Meloni spacca il Paese e svende il Sud a Salvini: lasciano in un vicolo cieco i territori più svantaggiati del Paese, anziché rilanciarli per il bene di tutti. Cade la maschera: non ci sarà nemmeno un centesimo per finanziare i servizi essenziali nei territori più fragili, visto che il progetto è vincolato all’austerità di bilancio». Lo scrive sui social il presidente del M5s, Giuseppe Conte. «Rischiamo di avere 20 sistemi regionali in ordine sparso che danneggeranno anche il Nord, con imprese che dovranno fronteggiare un caos amministrativo. Si condannano tanti cittadini a sentirsi italiani di serie B, abbandonati a se stessi, con sanità e servizi essenziali al collasso. Noi non ci rassegniamo. La battaglia continua in Parlamento e continueremo a farla in tutte le sedi: nelle Istituzioni e nel Paese».
Pd: giorno triste per l’Italia
«È un giorno triste per l’Italia. Nel silenzio dei “patrioti”, il Senato ha approvato l’autonomia differenziata. Una proposta vecchia, sconveniente e ingiusta. Ma non è finita qui. Il Pd continuerà a battersi contro questo disegno difendendo l’unità e la coesione del Paese». Così sui social il deputato e responsabile Sud della segreteria nazionale Pd, Marco Sarracino.
