Autonomia, dai servizi minimi alle risorse, le 10 parole chiave della riforma
Il provvedimento passa alla Camera
di Andrea Carli
5' min read
I punti chiave
5' min read
Dopo sei mesi di audizioni e pareri raccolti in Commissione, il Senato ha approvato il disegno di legge di iniziativa governativa, collegato alla manovra, sull’attuazione dell’ autonomia differenziata delle regioni a statuto ordinario. Il provvedimento passa all’esame della Camera. L’obiettivo del governo è incassare l’ok definitivo prima delle elezioni europee del 9 giugno.
Levata di scudi da parte dell’opposizione, che accusa la maggioranza di spaccare l’Italia, di mettere in campo un sistema che riduce la capacità dello Stato centrale di intervenire per equilibrare gli interventi per evitare che le regioni più ricche (al Nord) lo diventino sempre di più a scapito di quelle più povere (al Sud), e si muove nella direzione di un referendum abrogativo.
Nel corso dell’esame del testo in sede referente è stata inserita, nel passaggio “diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale”, la parola “equamente” dopo “garantiti”, ed è stato introdotto, ai fini della determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni, il riferimento all’articolo 119 della Costituzione. È stato poi reso più esplicito il legame fra il contenuto dei Lep e l’effettività dei diritti su tutto il territorio nazionale.
Si tratta di una legge puramente procedurale per attuare la riforma del Titolo V della Costituzione messa in campo nel 2001: definisce procedure legislative e amministrative da seguire per giungere ad una intesa tra lo Stato e le Regioni che chiedono l’autonomia differenziata.
Il ddl sull’autonomia definisce le procedure legislative e amministrative da seguire per l’applicazione dell’articolo 116 della Costituzione in modo da giungere a una intesa tra lo Stato e quelle Regioni che chiedono l’autonomia differenziata. Le richieste avvengono su iniziativa delle stesse regioni. Tra le 23 materie indicate sulle quali è possibile chiedere l’autonomia rientrano l’istruzione, i trasporti, la tutela dell’ambiente e dei beni culturali, quella della sicurezza sul lavoro e, soprattutto, quella della salute.

