Consulenza e It

«Avanti su progetti di M&A, puntiamo a essere il riferimento dei global tech player in Italia»

Il punto con Maximo Ibarra, ad di Engineering. La Borsa? «E' una delle possibili opzioni ma in questo momento è ancora troppo presto per parlarne».

di Simona Rossitto

Maximo Ibarra, ceo di Engineering

7' min read

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Avanti sulle assunzioni, sui progetti di M&A, soprattutto quelli ‘tuck in' che portano in azienda le competenze necessarie, con l'obiettivo di essere il punto di riferimento in Italia dei global tech player coma Amazon. Engineering guarda alle vie di crescita, come racconta a DigitEconomy.24 (report del Sole 24 Ore Radiocor e di Digit'Ed, gruppo attivo nella formazione e nell'e-learning) Maximo Ibarra, ceo della società attiva nel settore dei software e dei servizi It. Intanto l'azienda ha di recente costituito una nuova società, denominata Pnt Italia, con i concorrenti di Almaviva, per la messa a terra di un progetto di telemedicina nell'ambito del Pnrr. Quanto al problema di reperire le competenze, di fronte alle sempre nuove sfide tecnologiche, Ibarra lancia l'idea di realizzare un'Academy a livello nazionale, mettendo assieme le mille realtà esistenti a livello aziendale. Nel futuro di Engineering ci sarà l'Ipo? « E' una delle possibili opzioni ma in questo momento è ancora troppo presto per parlarne».

DigitEconomy.24 -22 giugno 23

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Engineering ha partecipato a vari progetti del Pnrr, come sta andando la messa a terra? A che punto è quello sulla telemedicina?

Toccando principalmente la transizione digitale e quella green, occorre sicuramente tempo prima che si comincino a vedere i primi impatti del Pnrr. Noi siamo ben posizionati, ad esempio stiamo mettendo a terra il progetto di telemedicina, che abbiamo vinto, con Almaviva, all'inizio del 2023. Abbiamo un obiettivo molto chiaro: entro la fine di quest'anno avere pronta la piattaforma, almeno nella sua fase iniziale; stiamo andando avanti e abbiamo costituito anche la società veicolo. Ci sono tanti altri progetti su cui siamo coinvolti, per cui, se dovessi guardarlo con la lente di Engineering, il Pnrr, per quanto riguarda il nostro core business, sta procedendo abbastanza bene. Quello che auspichiamo è che non sia l'unico strumento, ma che possano essere presto approvati il piano Transizione 5.0 e il ddl di riordino degli incentivi che rappresentano ulteriori mezzi a supporto del sistema economico e imprenditoriale che devono portarci a fare far diventare l'Italia un campione tecnologico, sia per quanto riguarda il digitale sia per quanto riguarda la transizione green.

Tornando alla società veicolo con Almaviva, come si chiama e com'è composto l'azionariato?

La società di progetto è stata denominata Pnt Italia, Piano nazionale telemedicina. Siamo in fase di registrazione del marchio, ma la società è già operativa. L'azionariato riflette la partecipazione di Engineering e Almaviva (quindi al 60 e al 40%) al progetto.

C'è molto movimento nel campo della consulenza It, interessi di fondi esteri, possibilità di acquisizioni. Qual sarà il vostro ruolo?

Riguardo il tema della consulenza It, uno degli investimenti più importanti nell'ambito delle operazioni di M&A ha riguardato l'acquisizione di Be Shaping the Future che abbiamo completato alla fine del 2022. E' una società specializzata in servizi di consulenza in ambito It per quanto riguarda i servizi finanziari, per il mondo delle banche e delle assicurazioni. C'è sicuramente fermento sul mercato per quanto riguarda la parte ‘advisory', la parte riguardante la consulenza, e noi ci siamo mossi per diventare – almeno per quanto riguarda il mondo dei servizi finanziari – una società It che riesca a coprire a 360 gradi le esigenze delle banche e delle assicurazioni. Ricordo anche l'acquisizione di Movilitas fatta a fine 2021 che ci ha portato a costruire a livello mondiale un centro di competenza sul digital manufacturing, una delle aree di espansione più forte nel mondo della tecnologia. Abbiamo realizzato, inoltre, una serie di acquisizioni che in gergo finanziario vengono chiamare tuck in: sono volte ad acquisire competenze specifiche in ambiti tecnologici che ci permettono di rafforzare il nostro posizionamento, quindi in ambito cloud, cybersecurity, dati e intelligenza artificiale. In sostanza, il nostro progetto di M&A prosegue prevalentemente nel mondo delle acquisizioni tuck in che non realizziamo per avere massa critica, ma per acquisire le competenze necessarie. Le acquisizioni di grandi realtà– citavo Movilitas, Be Shaping the Future e, l'ultima, Atlantic Technologies, che sono già di dimensioni più rilevanti – hanno invece il compito di permetterci di coprire ambiti tecnologici o di servizi che non coprivamo ancora pienamente. In sintesi, la nostra filosofia è: crescita organica, ma anche crescita inorganica attraverso queste due tipologie di attività di M&A.

Parlando di crescita, state guardando ad altri campi?

Sì, abbiamo tre assi di sviluppo. Il primo è quello che riguarda i prodotti: essendo Engineering anche un'azienda di prodotto, investiamo per far evolvere le nostre soluzioni proprietarie che rappresentano un asset strategico di sviluppo importante. Il secondo è quello che riguarda la creazione e il consolidamento delle nostre competenze interne: lo facciamo attraverso le operazioni di ricerca e innovazione. Abbiamo investimenti molto importanti in questi ambiti, dove possiamo contare su circa 400 nostri colleghi ricercatori, coinvolti in progetti internazionali e questo ci permette di capire in anticipo quali sono le tecnologie su cui possiamo puntare in futuro: è la preparazione del nostro vantaggio competitivo per i prossimi anni. Il terzo ambito su cui ci stiamo sviluppando, invece, è quello che riguarda la costruzione di partnership molto solide con i global tech champion mondiali, come le aziende piattaforma: gli hyperscaler come Amazon, con cui abbiamo rafforzato la partnership, Salesforce attraverso la acquisizione di Atlantic Technologies, VMWare o la partnership che stiamo costruendo e consolidando con Workday, Oracle, Sap. Vogliamo essere il punto di riferimento più rilevante per i global tech player in Italia. E poi ci sono le attività di M&A di cui parlavo prima.

Come sta cambiando il mondo della consulenza con l'arrivo, che ha destato tanto scalpore e preoccupazione, dell'intelligenza artificiale generativa?

I chatbot, l'intelligenza artificiale generativa, gli Llm (large language model) sono temi su cui Engineering sta lavorando ormai da diversi anni. Oggi, l'IA è un acceleratore di strumenti già esistenti come, ad esempio, le piattaforme di big data. In questa fase le aziende ma anche i governi non hanno un'idea concreta di come utilizzare questi strumenti. Non siamo ancora nella fase di switch, del cambio di passo. Siamo piuttosto ancora in fase di progettazione. In Engineering stiamo studiando quali possono essere i migliori casi d'uso su cui costruire valore tangibile per le aziende offrendo loro anche soluzioni basate su mix di tecnologie di frontiera che da sempre sono al centro. Il nostro compito, in questa fase, passa anche da un importante lavoro di education di aziende e imprenditori per far capire cose davvero può supportarli per migliorare i propri processi.

C'è il rischio che sostituisca man mano il lavoro del consulente?

Sul fronte del lavoro, vedo più ridotto, rispetto alle più diffuse narrazioni, il rischio che alcuni mestieri possano essere sostituiti perché l'AI, in particolare l'AI generativa, deve essere vista come un co-pilota, non è sostitutiva. È chiaro che alcuni mestieri, alcune attività, alcuni processi saranno automatizzati, ma questo succede ormai da diversi decenni. Non è che con l'intelligenza artificiale questo processo verrà accelerato, è un normale proseguimento di quanto già avvenuto con altri salti tecnologici.

Per quanto riguarda i nuovi ingressi in azienda procedete a un ritmo di oltre mille persone l'anno, riuscite a trovare le competenze necessarie?

Nel 2022, abbiamo fatto 1600 assunzioni nette. Nel primo semestre del 2023 1000, quindi manteniamo un ritmo molto elevato. Sicuramente non è facile, nel senso che abbiamo bisogno di persone che abbiano certe caratteristiche e guardiamo con grande attenzione sia alle skill hard sia alle skill soft. Laddove le skill hard non sono complete al 100%, grazie alla nostra Academy , riusciamo a fare un lavoro di upgrade delle competenze di cui abbiamo bisogno. Puntiamo moltissimo sull'Academy non solo per fare la formazione di chi entra in azienda, ma anche fare la formazione o la ri-formazione delle persone che sono già in Engineering da diversi anni, in modo tale da potersi riadattare ai trend tecnologici che di volta in volta cambiano. A tale proposito recentemente abbiamo fatto una proposta, ne abbiamo parlato anche con il ministero del Made in Italy, che va nella direzione di creare un network di tutte le Academy, tipicamente Academy aziendali, che attualmente esistono in Italia. Ce ne sono oltre mille e sono attive in tutti i settori, non soltanto nel nostro. Se creassimo il network con un coordinamento da parte di Confindustria e col supporto da parte del Ministero e del Governo, potremmo dar vita a un circolo virtuoso, realizzando trasferimento di know how e mettendo a fattor comune le esperienze. Soltanto attraverso un percorso di questo tipo si riuscirà a creare un ottimo sistema e, quindi, accelerare anche il percorso di reskilling o di skilling.

Il Ministero si è mostrato interessato?

Sì, abbiamo avuto un'apertura ma si tratta di un progetto che dobbiamo portare avanti e continueremo ad insistere affinché questa possa essere la direzione da intraprendere.

L'azienda si è posta 'obiettivo di diventare nel 2025 il champion tech italiano, senza escludere un'ipotesi di quotazione in Borsa: a che punto siamo?

Continuiamo a lavorare su quella strada, nel 2022 il nostro volume d'affari pro-forma, considerate le acquisizioni, è di più di 1,6 miliardi. A livello reported l'anno scorso si è chiuso con 1,460 miliardi di ricavi e una crescita del 10% sul 2021.

Questo trend proseguirà nel 2023?

Il tasso di crescita obiettivo resta questo: un high single digit o un tasso di crescita a due cifre, che si aggira intorno al 10 per cento. La nostra ambizione di essere il più rilevante e il più grande tech player italiano che opera in Italia e fuori dall'Italia rimane la stella polare. Chiaramente è un progetto a lungo termine, ma siamo sulla buona strada.

E la quotazione?

E' una delle possibili opzioni ma in questo momento è ancora troppo presto per parlarne.

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