Formazione

Aziende, come cambia la leadership nell’era dell’intelligenza artificiale

L’integrazione dell'IA richiede una collaborazione armoniosa tra macchine ed esseri umani per ottenere risultati ottimali

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Tempi digitali, parafrasando il titolo della pellicola del 1936 scritta, diretta e interpretata da Charlie Chaplin. Tempi in cui l’intelligenza artificiale sta stravolgendo modelli consolidati ma, soprattutto, si sta rivelando un’opportunità straordinaria. Per aumentare la produttività, ridurre i costi, migliorare la qualità di prodotti e servizi e aprire strade inedite per lo sviluppo e la competitività delle imprese. A confermare la crescita deflagrante degli strumenti di IA sono numerose ricerche, tra le quali spicca l’ultimo sondaggio globale annuale di McKinsey, che evidenzia come questa tecnologia potrebbe aggiungere fino a 4,4 trilioni di dollari all’anno all’economia globale.

Un punto va chiarito: l’impatto dell’integrazione dell’IA nelle imprese non determina una diminuzione del valore del fattore umano ma sottolinea piuttosto la necessità di una sinergia armoniosa tra tecnologia e persone. Le competenze critiche, creative, relazionali e adattive dell’uomo sono infatti complementari alle capacità analitiche e automatizzate dell’IA. L’industria 5.0 si distingue proprio per questa collaborazione intelligente tra macchine ed esseri umani, tra la componente hard e quella soft. In sintesi, solo utilizzando l’IA di concerto con l’ingegno umano è possibile sprigionarne tutto il valore, definendo un futuro più prospero e inclusivo.

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È un passaggio importante, quello appena espresso, per non considerare l’IA come un mero strumento volto all’automatizzazione (di attività operative e manuali) riuscendo a comprendere come il suo potenziale possa avere un impatto anche a livelli più strategici. L’IA è in grado di elaborare e analizzare enormi masse di dati, supportando i leader nelle decisioni così da scongiurare conseguenze nefaste e ottimizzare i processi decisionali. Alcuni analisti ritengono che entro il prossimo lustro il 50% delle decisioni aziendali verrà preso in collaborazione con l’intelligenza artificiale. Eppure, l’utilità dell’IA sulle attività manageriali è ancora sottovalutata o poco approfondita.

Ripensare le competenze dei leader

Diventa quindi prioritario avviare una profonda riflessione sulle competenze del leader, che devono essere ripensate e adattate alle esigenze del nuovo contesto tecnologico e del nuovo modo di lavorare. La leadership dovrà essere in grado di combinare le competenze manageriali “classiche” alla tecnologia, sfruttandola al meglio per ottimizzare i risultati e ridurre i rischi. E centrale sarà l’abilità delle figure apicali nel configurare i compiti da delegare all’IA, sottraendole quelli per i quali il “tocco” umano risulti imprescindibile. Parallelamente, sarà fondamentale individuare le modalità più efficaci per supportare i manager e i loro collaboratori nello svolgimento delle relative mansioni.

In questo processo di trasformazione il leader deve saper definire una strategia aziendale compatibile alla fluidità della società e del mondo lavorativo. Un ruolo strategico al quale si somma quello psicologico: al leader “smart” non basta saper comunicare i cambiamenti organizzativi in maniera efficace, ma deve rivelarsi come una guida ispiratrice, capace di incoraggiare l’innovazione, trasmettere fiducia nei confronti del nuovo e rassicurare tutti gli attori coinvolti. Sarà compito del leader superare i prevedibili e comprensibili timori della prima fase del cambiamento, dimostrando ai collaboratori a tutti i livelli che l’innovazione tecnologica – se gestita correttamente – porterà benefici non solo all’azienda ma anche a loro stessi.

Per gestire un cambio di competenze così radicale è necessaria una formazione manageriale di alto profilo al passo con i tempi, che sappia fornire strumenti operativi utili per valorizzare, piuttosto che contrastare, le ineluttabili trasformazioni. È per questo che chiudiamo l’articolo offrendone uno formidabile, lo “Smart Leadership Canvas”.

Illustrato nell’omonimo volume (Poletti F., Ferraris A., 2023. Smart Leadership Canvas. Come guidare la rivoluzione dell’intelligenza artificiale con il cuore e il cervello), si propone come modello capace di trasformare idee, aspirazioni e suggestioni del leader in un piano d’azione strutturato composto da tre macro-componenti fondamentali: collaborazione tra persone e tecnologia, orientamento alle persone (ovvero il cuore), orientamento ai risultati (il cervello). Un approccio che permette di integrare le applicazioni pratiche dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali migliorando contestualmente la gestione emotiva dei propri collaboratori.

SMART LEADERSHIP CANVAS

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Il leader del futuro sarà quindi colui che saprà fondere armoniosamente la potenza della tecnologia alla profondità dell’emotività umana, dimostrando che l’unico progresso sostenibile nasce dall’equilibrio tra innovazione e umanità.

*Direttore Accademia di Comunicazione Strategica

*Professore Ordinario in Economia e gestione delle imprese, Università di Torino

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