Bagnoli, dalla cabina di regia «Si» alla proposta di non rimuovere la colmata
Dalla riuniuone a Roma due passi in avanti sullo smaltimento dei fanghi dal litorale e per la rimodulazione di 400 milioni per la bonifica dei suoli
di Vera Viola
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I punti chiave
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La colmata a mare (fango e veleni del litorale di Bagnoli) non dovrà essere necessariamente rimossa, ma potrà rimanere dove si è formata. Ieri Invitalia, in qualità di soggetto attuatore degli interventi di riqualificazione di Bagnoli, ha presentato alla cabina di regia uno studio di massima, come le era stato richiesto in una seduta precedente tenutasi a febbraio.
Alla riunione, presieduta dal ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il Pnrr, Raffaele Fitto, hanno partecipato il ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Pichetto Fratin, assieme al sottosegretario alle infrastrutture Ferrante; i rappresentanti del ministero della cultura; il sindaco del Comune di Napoli in qualità di Commissario straordinario del Governo Manfredi; e l’ad di Invitalia Mattarella. Mentre era assente la Regione Campania in forte scontro con il Governo su fondi di sviluppo e coesione e autonomia differenziata.
Invitalia: la rimozione può procurare più inquinamento
Lo studio di Invitalia fornisce una prima risposta alle preoccupazioni espresse dai rappresentanti del Governo sul rischio che la rimozione produca un impatto ambientale maggiore. Per Invitalia è preferibile non spostare i fanghi perchè ciò produrrebbe più inquinamento (si ipotizza un traffico di camion per lo smaltimento che appesantirebbe enormemente le arterie stradali). Tombare la colmata consentirebbe invece di ridurre i tempi dell’intervento e di abbatterne i costi. Si percorrerà quindi la strada della copertura, ma a una condizione: che la soluzione adottata permetta una bonifica totale e consenta di rendere l’area marina balneabile.
Si passa alla progettazione esecutiva
La parola ora passa al Governo che dovrà adottare una modifica normativa e ritorna ad Invitalia che passerà alla progettazione esecutiva dell’intervento. L’incontro, come previsto, è stato anche occasione per una romodulazione di 400milioni (fondi residui). Altro passaggio importante perchè permette di avviare i cantieri della bonifica a terra non ancora partiti: quelli della Porta del Parco e del Lotto fondiario. Con questi il risanamento a terra verrà completato.
Gli interventi, inseriti nel Piano di rigenerazione urbana e di risanamento ambientale approvato con decreto del Presidente della Repubblica del 2019, riguardano la realizzazione dei lavori di bonifica a terra, la realizzazione di infrastrutture e gli interventi di rigenerazione urbana, il risanamento marino comprensivo della rimozione della colmata.«La Cabina di regia ha preso atto che i progetti risultano rapidamente cantierabili e di natura strategica, ne ha approvato le schede tecniche e chiesto al Commissario di inviarle formalmente alla Regione Campania e al Ministero per la Coesione», si legge in una nota.



