Balneari, bonus psicologo, opzione donna e calcio: è assalto al Milleproroghe
Il decreto omnibus per eccellenza è sotto assedio dei gruppi politici al Senato che hanno presentato oltre 1.200 emendamenti. Solo 250 andranno al voto
di Carmine Fotina e Marco Mobili
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I punti chiave
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Il Milleproroghe è il decreto omnibus per eccellenza. Già nella sua costruzione il Governo lo utilizza ogni fine anno per guadagnare tempo su obiettivi e scadenze fallite dalle singole amministrazioni in corso d’anno.
Alle materie, quanto mai eterogenee inserite dall’Esecutivo nel testo del decreto inviato alle Camere per la conversione in legge, si aggiungono poi puntualmente nuovi e variegati temi proposti dalle forze politiche, tanto della maggioranza quanto delle opposizioni. E il più delle volte con emendamenti che rappresentano obiettivi identitari dei singoli parti o dei vari gruppi politici.
Così la destra compatta fa sue le proteste dei bagnini e con un pacchetto di emendamenti targati FdI, Lega e Fi prova a spostare in avanti la scadenza delle concessioni balneari rispetto alla data del 31 dicembre prossimo, con l’obiettivo di rimettere tutto in discussione con una nuova riforma di settore.
C’è poi il bonus psicologo che fanno proprio tutti i partiti, o ancora le assunzioni nella Pa , opzione donna per garantire l’uscita delle lavoratrici, o ancora il ritorno del mai sopito 110% e delle sue villette, il calcio e le scommesse. Ma vediamo in sintesi alcune di queste proposte che accendono il dibattito politico ma poi con molta difficoltà, va detto, vuoi per mancanza di risorse vuoi perché fuori dall’agenda di governo alla fine andranno realmente a modificare il Milleproroghe.
Concessioni balneari
Fratelli d'Italia con una proposta a prima firma Mennuni-Lisei-Liris punta a cancellare ogni vincolo temporale lasciando di fatto mani libere al governo. La validità delle attuali concessioni, che oggi la legge per la concorrenza lega al termine del 31 dicembre 2023 fissato da una sentenza del Consiglio di Stato, sarebbe di fatto prorogata fino alla definizione di una riforma organica di settore.


