Le concessioni scadute

Balneari, ecco la mappa dei comuni che si sono mossi da soli tra bandi e proroghe

Sono tanti i comuni che si sono mossi da soli. Un caos su cui si avvita la polemica politica

(foto Ansa)

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L’assenza di una normativa nazionale che regoli l’assegnazione delle concessioni demaniali marittime scadute il 31 dicembre ha fatto sì che la giunta di Rimini , prima meta balneare d’Italia per presenze turistiche e a cui fanno capo 470 concessioni tra stabilimenti e associazioni sportive, si sia mossa per suo conto, avviando formalmente l’iter per i bandi ma allo stesso tempo differendo la data di scadenza delle concessioni in essere per il tempo necessario all’indizione delle gare, avvalendosi dell’anno di slittamento “per oggettive difficoltà” previsto dalla legge, vale a dire il cosiddetto decreto concorrenza Draghi.

I comuni si muovono in ordine sparso

In realtà, sono tanti i comuni che si sono mossi da soli. Un caos su cui si avvita la polemica politica. Dopo Rimini e altri comuni della riviera romagnola, anche Ravenna ha avviato le procedure per le gare delle spiagge, prorogando le concessioni attuali alla fine dell’anno prossimo. Anche Genova si è mossa in questa direzione. Altri comuni, invece, si sono limitati alla proroga, a partire dalla Liguria. E lo hanno fatto Viareggio, Marina di Pietrasanta con i suoi oltre 100 stabilimenti balneari, lo ha fatto il Comune di Fiumicino sui cui ricadono 24 chilometri di costa con un centinaio di stabilimenti tra cui quelli di Fregene e Maccarese. Anche in Puglia molti comuni hanno già deciso per la proroga: Bari ha scelto di farlo ad ottobre, poi seguita anche Lecce, Brindisi e Taranto. Lo ha fatto San Benedetto del Tronto mentre Ancona non ha invece adottato proroghe. Così come non lo ha fatto il Comune di Sirolo. Nessuna delibera di proroga nel Comune di Pesaro, che in realtà aveva anticipato i tempi: è stato il primo Comune in Italia, nel 2019, ad eseguire una procedura di evidenza pubblica per il rinnovo fino al 2033 delle concessioni balneari, in assenza di una diversa normativa.

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Venezia rinnova concessione fino a dicembre 2024

La Giunta comunale di Venezia ha rinnovato la concessione demaniale balneari fino al 10 dicembre 2024. La delibera è stata approvata nell’ultima seduta del 2023. «Il clima di incertezza normativa e giurisprudenziale ha portato l’amministrazione ad assumersi la responsabilità di questa decisione volta a dare continuità ai servizi offerti dai nostri concessionari a beneficio del turismo e del territorio - ha detto l’assessore Michele Zuin, che segue specificatamente le questioni relative alla conferenza dei sindaci del Litorale e delle attività demaniali balneari - Trattasi di un proroga “tecnica”, in linea con quanto stanno facendo altre amministrazioni, necessaria affinché gli attuali concessionari possano esercitare l’attività per l’anno 2024».

Sicilia differisce scadenza concessioni al 31 dicembre 2024

Quanto alla Sicilia, il termine di durata delle concessioni demaniali marittime, scaduto il 31 dicembre del 2023 è stato differito al 31 dicembre del 2024. Lo ha stabilito un decreto firmato dall’assessore al Territorio e ambiente, Elena Pagana.

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