Bambini e digitale: le nuove generazioni chiedono strumenti per riconoscere e difendersi dalle fake news
Il 76% dei ragazzi ritiene che l'Age verification dovrebbe essere obbligatoria su tutte le piat¬taforme: presentata indagine di Telefono Azzurro e BVA-DOXA su digitali e minori
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Il bambino al centro. Proteggere le nuove generazioni nel mondo digitale. È questa la sfida che la Fondazione S.O.S. Telefono Azzurro lancia in occasione del Safer Internet Day 2025. Una frase che richiama l'urgenza di affrontare complesse sfide economiche, etiche, di sicurezza e di benessere legate al coinvolgimento dei bambini nell'ecosistema del digitale. “Affrontare la sfida di costruire un ambiente digitale più sicuro e inclusivo richiede un impegno globale. È fondamentale investire in infrastrutture sostenibili, rafforzare la governance delle piattaforme digitali per proteggere i diritti dei minori e promuovere una cooperazione interna¬zionale che riduca le disuguaglianze. Vi è oggi la necessità di gettare le basi per azioni ad alto impatto capaci di agire su più livelli per proteggere i bambini dai rischi del web. È fondamentale definire i confini normativi e mettere al centro delle leggi le nuove generazioni affinché possano essere realmente tutelati anche in rete, cosa che oggi purtroppo non avviene. Anche le piattaforme devono farsi promotrici di questo cambiamento e privilegiare il benessere di bambini e adolescenti rispetto agli interessi commerciali, promuovendo l'educazione digitale sia per i più giovani che per genitori ed educatori. È una responsabilità collettiva verso un futuro in cui ogni bambino possa prosperare in un ambiente digitale sicuro e favorevole al suo sviluppo. Ogni passo in questa direzione rappresenta un investimento per un do¬mani più equo, sostenibile e inclusivo per tutti i minori del mondo” – sottolinea il Professore Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro.
Accompagnare bambini e adolescenti
Il digitale e i social network possono essere risorse preziose, ma è fondamentale accompagnare bambini e adolescenti in un uso consapevole, per proteggere il loro benessere psicologico e favorire relazioni sane e autentiche, aspetti entrambi messi a dura prova dalle dinamiche odierne del digitale. A confermarlo è anche l'indagine di Telefono Azzurro e BVA-Doxa presentata oggi presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano in occasione dell'evento organizzato per il Safer Internet Day 2025.
Dipendenza in aumento
A livello globale, la dipendenza da smartphone è in aumento, con implicazioni notevoli per il comportamento sociale e la qualità delle interazioni dei giovani. L'utilizzo dei social media ha in particolare implicazioni significative dal punto di vista psicologico e sociale. Tra i principali effetti: rischio di dipendenza, impatto sull'autostima e pericoli psicologici legati all'interazione online. Dall'indagine di Telefono Azzurro emerge tra i giovani una mancanza di consapevolezza sui potenziali ef¬fetti negativi dei social media che evidenzia la necessità di programmi educativi mirati. Il 63% degli intervistati dichiara di aver provato almeno un'emozione mentre era sui social: il 24% invidia verso la vita degli altri, il 21% si è sentito diverso/a, il 19% inadeguato/a.
La richiesta
Tra gli argomenti per i quali i ragazzi affermano di avere più bisogno di informazioni per potersi difendere o per poterli evitare vi sono al primo posto le fake news (40%), seguite da privacy e dati personali (34%), cyberbullismo (32%) e adescamento (31%). L'elevata esposizione ai social media rende i giovani particolarmente vulnerabili alla disinformazione, spingendoli quindi a cercare strumenti per riconoscerla e contrastarla, desiderio che riflette la necessità da parte loro di comprendere meglio le dinamiche dell'informazione nell'era digitale e di partecipa¬re attivamente alla costruzione di una società più informa¬ta e resiliente ai pericoli della disinformazione. In questo contesto, si inserisce la strate¬gia di Meta in Italia di “rimuovere, ridurre, informare” per contrastare la disinformazione, messa tuttavia in discussione dalle recenti posizioni espresse da Zuckerberg.
La collaborazione
La collaborazione tra geni¬tori, educatori e bambini può rappresentare una strategia efficace per migliorare la sicu¬rezza e la privacy online dei minori. In particolare, dallo studio emerge chiaramente il fondamentale ruolo dei geni¬tori nella crescita e nella forma¬zione dei giovani nell'era digitale e la ne¬cessità di fornire un'educazio¬ne digitale a tutte le famiglie affinché possano supportare i propri figli in modo consape¬vole e competente. Come evidenziato dall'indagine, i ragazzi e le ragazze dichia¬rano infatti che se fossero vittima di violenza sessuale online, lo se¬gnalerebbero soprattutto ai ge¬nitori (76%), solo il 40% alle for¬ze dell'ordine (40%) e il 14% agli amici. In caso di contenuti online po¬tenzialmente dannosi o ille¬citi riguardanti altri minori o di episodi di cyberbullismo contro altri, la quasi totalità dei ragazzi segnalerebbe il fatto (98%-99%) e più del 70% anche in questo caso ai genitori. Evidente in questo senso la necessità di una valida educazione digitale per tutte le famiglie per poter supportare consapevolmente i più giovani all'interno della rete.
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