Banca Ifis cerca più efficienze. Focus sul business per le Pmi
Proseguire l’espansione del business degli Npl. Poi: integrare l’offerta, ad esempio tra factoring ed altri servizi, per ampliare la platea di clientela delle Pmi
di Vittorio Carlini
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Proseguire l’espansione del business degli Npl. Poi: integrare l’offerta, ad esempio tra factoring ed altri servizi, per ampliare la platea di clientela delle Pmi. Ancora: continuare a ridurre il rischio di concentrazione del credito. Infine: ricercare più efficienze operative. Sono i principali focus della strategia di crescita di Banca Ifis. Un programma che per meglio essere compreso richiede dapprima di ricordare l’oggetto sociale del gruppo.
L’istituto, oltre al cosiddetto “Non Core” (essenzialmente il portafoglio crediti in dote dall’acquisizione d’Interbanca), divide l’attività in due aree. La prima è il mondo degli Npl. La seconda, definita “Commercial & Corporate banking”, ricomprende: la storica attività del factoring, il leasing e infine il “Corporate Banking & Lending”.
Il mondo delle sofferenze
Ebbene tra le priorità, per l’appunto, c’è quella di spingere il business legato alle sofferenze. In tal senso uno dei target del piano d’impresa 2020-2022 è raggiungere, a fine arco piano, circa 24,5 miliardi (erano 17,8 miliardi al 31/12/2019) di valore lordo nominale di Npl di proprietà in portafoglio. Un incremento che richiede intorno a 800 milioni cumulati d’investimenti. L’impegno, stante che l’acquisto e gestione (anche per conto terzi) di sofferenze richiede alta specializzazione, continuerà ad essere concentrato sugli Npl non garantiti retail. Questo, tuttavia, non esclude (vista la stessa acquisizione di Fbs) l’interesse per gli Npl secured corporate. L’idea, anche a fronte dell’ incremento di portafogli misti (unsecured e secured) offerti sul mercato, è strutturarsi con le giuste competenze nella gestione delle sofferenze garantite. A quel punto, di là da eventuali precedenti acquisizioni aventi natura opportunistica, l’istituto guarderò ad un più sistematico shopping degli Npl secured.
Prima, però, dovrà completarsi la razionalizzazione delle società attive negli Npl stessi. Entro il 2020 Banca Ifis controllerà il 100% di Ifis Npl investing focalizzata sugli acquisti di sofferenze. Quest’ultima, a sua volta, avrà il 100% di Ifis Npl Collection la cui attività è gestire bad loans (sia di proprietà che per conto di terzi). Sennonché il risparmiatore esprime un timore. Il ragionamento è che l’importante crescita del portafoglio di Npl possa implicare l’incremento della rischiosità. Un’alea che, è il dubbio, può impattare l’intera attività dell’istituto. Banca Ifis rigetta la preoccupazione. In primis, è l’indicazione, il track record del gruppo dimostra l’efficienza della sua gestione dei bad loans. Così, ad esempio, viene ricordato che in media, da un lato, già al quarto anno il prezzo d’acquisto della sofferenza è totalmente recuperato; e, dall’altro, che il ritorno finale per l’istituto è due/tre volte il prezzo stesso pagato. Non solo. Banca Ifis sottolinea che il ritorno cash reale è sistematicamente più alto di quello da lei previsto. Il che testimonia, tra le altre cose, come il suo approccio al business sia prudente. Quindi l’istituto dice di non vedere particolari problemi sul tema in oggetto.


