Quotate Italia

Banca Progetto, una «task force» per gestire gli impatti delle indagini

Oggi il board dopo le accuse di prestiti a società legate all’ndrangheta. Pezzuto rassicura: «La banca continua ad operare con poteri invariati»

di L.D.

La targhetta affissa all’esterno del palazzo dove si trova la sede di Banca Progetto in via Bocchetto a Milano

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Dopo le notizie della scorsa settimana relative all’ingresso in amministrazione giudiziaria, Banca Progetto fa i primi passi nella direzione indicata dalla Procura. E vara una task force interna per gestire e migliorare i processi interni, dopo che il Tribunale di Milano ha deciso di intervenire dopo le indagini che hanno messo in evidenza la mancanza di controlli nell’erogazione di alcuni prestiti - per un totale di circa 10 milioni di euro - a società riconducibili all’ndrangheta.

Oggi il Cda della banca è stato convocato in via straordinaria (alla presenza del Collegio Sindacale e dell’Organismo di Vigilanza) per «discutere del Decreto notificato lo scorso 24 ottobre». Nella riunione odierna, cui è stato invitato a partecipare Donato Maria Pezzuto, nominato dal Tribunale Amministratore Giudiziario, il board «ha esaminato i contenuti del Decreto e le ragioni che hanno dato luogo all’applicazione della misura», come si legge in una nota della società.

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La banca informa di avere «assicurato la massima collaborazione al Dottor Pezzuto, che affiancherà le strutture e gli organi della Banca con l’obbiettivo di verificare l’adeguatezza dei presidi organizzativi e dei controlli interni e di proporre soluzioni correttive in relazione a eventuali ambiti di criticità rilevati».

Il ceo Paolo Fiorentino ha inoltre «informato il Consiglio delle misure che la Banca ha attivato al fine di contribuire al processo di verifica in atto» e, in particolare, «la costituzione di una task force, formata da risorse interne e da consulenti esterni». A questo team spetterà il compito di «analizzare e gestire» gli aspetti «regolamentari e di vigilanza» (sui quali è stato coinvolto il prof. Francesco Carbonetti; la «verifica degli strumenti, delle procedure interne e delle singole posizioni» citate dal decreto. Per questa attività, che si aggiunge all’analisi già in corso dell’Internal Audit, la Banca si avvarrà di Pwc, che opererà a stretto contatto con il dottor Pezzuto. Infine per gli aspetti giuridici e processuali legati alla misura adottata, sono stati incaricati gli avvocati Grazia Volo e Giacomo Fenoglio.

 

Nel corso del board stroardinario, l’Amministratore giudiziario Pezzuto è intervenuto «per chiarire che il provvedimento del Tribunale gli ha attribuito, in qualità di amministratore giudiziario, un ruolo di verifica dei sistemi di controllo della Banca in affiancamento agli organi e strutture interne, che non comporta l’esercizio di poteri di gestione», e che la banca «continuerà ad operare attraverso i propri organi e le proprie strutture, i cui poteri rimangono invariati». Pezzuto ha aggiunto che «è suo interesse, in quanto nominato a tutela della Banca, collaborare con i suoi rappresentanti per preservare la piena operatività della stessa».

Infine, l’Amministratore giudiziario <ha manifestato la sua disponibilità a supportare gli Organi Sociali per chiarire a tutti gli stakeholder gli effettivi contorni e le implicazioni del provvedimento del Tribunale di Milano».

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