Banche e finanza, la riscossa degli «Arpe boys» che tentarono il rilancio di Capitalia
Il team di manager che a inizio anni 2000 innovò la banca romana ora viene riscoperto dal mondo finanziario: Bastianini alla guida di Mps, Geertman nuovo ad di Banca Ifis, Gallia tra i candidati ceo di UniCredit, Peluso advisor del colosso Usa Kkr.
di Alessandro Graziani
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Quando nel 2007 si celebrarono le nozze tra UniCredit e Capitalia, la banca romana non portò in dote solo crediti in sofferenza. Oltre a un vasto patrimonio immobiliare, poi venduto, conferì tra l'altro anche Fineco che oggi capitalizza oltre 8 miliardi e vale da sola quasi la metà di tutto UniCredit Group.
All'epoca la fusione fu considerata un “salvataggio preventivo” di Capitalia pagato a caro prezzo da UniCredit. Può darsi che, senza quell’operazione, la banca romana si sarebbe poi trovata in difficoltà.
È certo però che al tentativo di rilancio impostato dall'allora amministratore delegato di Capitalia Matteo Arpe non fu dato il tempo necessario affinché la svolta gestionale e organizzativa portasse risultati sostenibili nel tempo. Era l'epoca in cui si stava completando il primo grande round di aggregazioni in Italia: l'anno precedente era andata a segno la fusione tra Banca Intesa e Sanpaolo-Imi, il Monte Paschi rifiutava qualunque ipotesi di merger per non perdere la “senesità” e per UniCredit divenne quasi inevitabile l'abbraccio con Capitalia in un'operazione che tra finanza e politica portò Cesare Geronzi prima alla presidenza di Mediobanca e poi delle Generali.
Alcuni anni prima era stato proprio Geronzi (per dare a Cesare quel che è di Cesare) ad affidare la guida del turnaround gestionale ad Arpe, salvo poi entrare in conflitto proprio sulla strategia di aggregazioni. Si interruppe così un percorso di rinnovamento della banca romana che Arpe aveva costruito anche con l'innesto dall'esterno di giovani manager in posizioni chiave del gruppo Capitalia. Quell'affiatato team di banchieri si è poi disperso e ognuno ha preso una strada diversa. Ma proprio nel 2020 da quella “scuola” sono riemersi manager che ora occupano posizioni apicali al vertice di banche e grandi società.
Guido Bastianini
È il caso di Guido Bastianini, dalla scorsa primavera amministratore delegato di Banca Mps, che in Capitalia era vicedirettore generale con responsabilità sul bilancio. Bastianini poi seguì Arpe nel lancio del fondo di private equity Sator, occupando ruoli di vertice nella holding e nella controllata Banca Profilo che lasciò per assumere la guida di Carige (era Malacalza) e infine approdare alla guida di Mps.


