Credito

Banche italiane, a giugno il maxi-rimborso a Bce di 143 miliardi di prestiti «low cost»

Bankitalia: solo la metà ha liquidità sufficiente, il resto andrà rifinanziato. Fmi: c’è il rischio di una frammentazione delle politiche di Bce nei Paesi del Sud Europa. Il salvagente del Tpi

di Alessandro Graziani

(REUTERS)

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In un contesto di tassi di interesse in continuo rialzo da parte della Bce, le banche europee devono rimborsare entro fine 2024 poco meno di 1.100 miliardi di euro di prestiti “agevolati” concessi da Francoforte nell’ambito del programma Tltro. L’esborso maggiore sarà tra meno di due mesi, alla fine di giugno, quando dovranno essere restituiti ben 480 miliardi.

Come sono messe le banche italiane? Il Fondo Monetario Internazionale, nel suo Global Financial Stability Report di aprile, ha lanciato una sorta di allerta evidenziando come l’Italia - a livello di sistema bancario - sia l’unico Paese europeo ad avere un eccesso di liquidità inferiore a quella che sarà necessaria per i rimborsi delle Tltro.

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A spiegare più in dettaglio la situazione è stata venerdì scorso la Banca d'Italia che, nel Rapporto sulla Stabilità Finanziaria, ha indicato i termini del problema e le possibili soluzioni per le banche. I dati aggiornati alla fine del primo trimestre indicano che «la liquidità in eccesso rispetto alla riserva obbligatoria depositata presso la Banca d'Italia è progressivamente diminuita: nel periodo di mantenimento terminato in marzo è stata in media di 255 miliardi, 69 in meno nel confronto con novembre del 2022».

Il calo della liquidità, secondo il rapporto di Bankitalia, «è attribuibile ai rimborsi anticipati delle TLTRO3 che, dallo scorso novembre fino a marzo di quest'anno, sono stati in totale pari a 96 miliardi. Per le banche italiane la propensione al rimborso anticipato è risultata sinora inferiore a quella degli intermediari degli altri maggiori paesi dell’area». A fronte di una liquidità in eccesso di 255 miliardi, per le banche italiane «alla fine di marzo il rifinanziamento TLTRO in essere ammontava a 318 miliardi». Ma l’importo che dovrà essere rimborsato a giugno è pari solamente al 45% (quindi 143 miliardi).

In ogni caso, sottolinea la Banca d'Italia, «poiché le consistenze residue superano le riserve in eccesso di banca centrale, gli intermediari potranno reperire fondi sul mercato per fare fronte agli importi in scadenza, sostituire una quota di TLTRO3 con altre operazioni di banca centrale, oppure ridurre le attività». I dati, come sempre, si riferiscono all'intero sistema bancario e non dettagliano le esposizioni dei singoli istituti. Bankitalia tuttavia specifica che «le banche con una quota di riserve insufficiente a rimborsare in tutto o in parte le TLTRO3» sono «pari a poco meno della metà degli intermediari del sistema».

L'impatto sulla redditività

Il Rapporto evidenzia che gli indicatori di liquidità a livello di sistema sono ampiamente superiori ai livelli minimi previsti. Alla fine di dicembre «il Liquidity Coverage Ratio (LCR), che già incorpora ipotesi di stress, era mediamente pari al 190 per cento, mentre il coefficiente netto di finanziamento stabile (net stable funding ratio, NSFR) era in media del 133 per cento - osserva Bankitalia - e per nessuna banca gli indicatori erano inferiori al minimo regolamentare, pari in entrambi i casi al 100%».

AE2WUG8C Resta il fatto che nei prossimi mesi il rimborso della Tltro costringerà alcune banche a sostituire i prestiti low cost di Bce con nuove forme di finanziamento (sul mercato o presso la stessa banca centrale) a costi più alti e allineati ai tassi di interesse attuali. Con ricadute inevitabili sulla redditività delle banche. «Sulla base di nostre stime, se le banche con una quota di riserve insufficiente a rimborsare in tutto o in parte le TLTRO3 – pari a poco meno della metà degli intermediari del sistema – ricorressero alle ordinarie operazioni con la banca centrale per finanziare integralmente il deficit di liquidità - sostiene Bankitalia - il maggiore onere ne farebbe scendere il ROE di circa 350 punti base, mentre l’impatto per l'intero sistema bancario sarebbe pari a 130 punti base».

I rischi per i crediti e i titoli di Stato

Per le banche che hanno liquidità insufficiente al rimborso della Tltro, la ricerca di nuovi finanziamenti non è comunque l’unica alternativa. Come rileva Bankitalia, un’opzione ulteriore è «la riduzione dell'attività». Riduzione che potrà avvenire, osservano gli analisti finanziari, diminuendo i crediti oppure i titoli di Stato che rappresentavano i principali investimenti dei finanziamenti Tltro. «Tra settembre del 2022 e febbraio di quest'anno, a seguito dei rimborsi delle TLTRO3, il valore delle attività conferite come garanzia nelle operazioni presso l’Eurosistema (collateral pool) è diminuito di 81 miliardi - spiega Via Nazionale - le banche italiane hanno liberato prevalentemente titoli di Stato».

Esiste allora un rischio che la contrazione della liquidità bancaria determini minori acquisti di BTp (o vendite nette) e dunque un'ascesa dei loro rendimenti? È l'ipotesi paventata dall’Fmi che illustra i rischi «per alcuni Paesi del Sud Europa» di «una frammentazione» nella trasmissione della politica monetaria di Bce dovuta al sommarsi della restrizione della liquidità bancaria con il Quantitative tightening avviato a inizio marzo. Rischi che, sempre secondo il FMI, potranno essere risolti dai Paesi in difficoltà attraverso «l’attivazione del Transmission Protection Instrument (TPI) che Bce ha approvato un anno fa».

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