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Bankitalia, Panetta: la Ue deve emettere bond sovrani comuni

Intervento del Governatore a Riga per i 10 anni dell’ingresso della Lettonia. L’euro e l’unione economia e monetaria sono «una sorta di clausola di difesa collettiva»

di Carlo Marroni

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Euro digitale: la battaglia tra monete private e valuta ufficiale

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Serve un titolo europeo privo di rischio per fare un vero salto di qualità nel grado di integrazione finanziaria europea, che oggi è fermo a 20 anni fa. È il messaggio del Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nel suo intervento dal titolo “Oltre i confini della moneta: il ruolo strategico dell’euro nell’Europa del futuro” tenuto alla conferenza internazionale “Ten Years with the Euro” (Riga, Lettonia). «Come possiamo uscire da questo stallo?» si chiede Panetta. «Il primo riguarda la mancanza di un titolo sovrano privo di rischio emesso a livello europeo». E comunque In un momento di «tensioni geopolitiche», l’euro e l’unione economia e monetaria sono «una sorta di clausola di difesa collettiva: ogni attacco rivolto a un suo membro colpisce la moneta unica, un elemento essenziale della nostra sovranità condivisa, ed equivale a un attacco a tutta l’Unione».

«Serve per lo sviluppo delle principali attività finanziarie»

Per Panetta «la disponibilità di un titolo comune europeo privo di rischio è necessaria per lo sviluppo delle principali attività finanziarie. Essa faciliterebbe la determinazione del prezzo di prodotti finanziari rischiosi, quali le obbligazioni societarie e i derivati, stimolandone l’espansione; renderebbe disponibile una forma di collaterale utilizzabile in ogni paese e in tutti i segmenti di mercato, da impiegare come garanzia nelle attività delle controparti centrali e negli scambi interbancari di liquidità, anche su base transfrontaliera; agevolerebbe la diversificazione delle esposizioni degli intermediari sia bancari sia non bancari; costituirebbe la base delle riserve Le obbligazioni emesse nell’ambito del programma Next Generation EU sono un primo, positivo passo in questa direzione. Ma emissioni episodiche non bastano per determinare un punto di svolta: per facilitare lo sviluppo della UMC e rafforzare il ruolo internazionale dell’euro abbiamo bisogno di un’offerta stabile e regolare di titoli europei privi di rischio».

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Europa in grado di resistere a shock anche profondi

«L’Europa è perfettamente in grado di resistere a shock, anche profondi, se resta unita e reagisce in tempi rapidi, con interventi decisi e politiche appropriate» ha aggiunto il governatore della Banca d’Italia. «Se è vero, come affermato da Jean Monnet, che l’Europa “sarà forgiata nelle crisi”, è altresì vero che non tutte le crisi e non tutte le risposte sono uguali», ha affermato.

Bisogna dotarci di strumenti di intervento in grado di garantire stabilità macroeconomica

«La finanza è uno strumento al servizio del benessere collettivo, e l’euro non fa eccezione: gli obiettivi e le implicazioni della moneta unica vanno ben oltre la sfera monetaria. Il successo dell’euro come valuta di riserva internazionale influenza il ruolo dell’Europa nel panorama economico e finanziario mondiale; incide sulla nostra collocazione geopolitica, sulla nostra autonomia strategica» ha detto Panetta. «Come possiamo quindi rafforzare il ruolo internazionale dell’euro? La creazione di una valuta internazionale è un fenomeno complesso, che richiede diversi ingredienti. La dimensione dell’economia reale è certamente un elemento essenziale, ma non sufficiente», ha aggiunto. «Per preservare e accrescere il ruolo internazionale dell’euro dobbiamo dotarci di strumenti di intervento in grado di garantire stabilità macroeconomica, di un mercato dei capitali efficiente e integrato a livello europeo, di infrastrutture di pagamento e di mercato all’avanguardia tecnologica».

Settore bancario troppo frammentato

Il governatore torna a chiedere una vera e propria unione del mercato dei capitali in Europa. E ha sottolineato come «il settore bancario europeo si conferma frammentato lungo linee nazionali». Ed «è pertanto difficile immaginare una unione del mercato dei capitali pienamente funzionante se le banche non sono in grado di operare liberamente in tutta l’area dell’euro». Per il governatore infatti «nei prossimi anni l’Europa si troverà a operare in un contesto politico internazionale più complicato rispetto al passato. Essa dovrà allo stesso tempo realizzare obiettivi ambiziosi in ambiti quali la difesa, la transizione digitale e la lotta ai cambiamenti climatici. Come ho sostenuto in altre occasioni, una vera e propria unione del mercato dei capitali aumenterebbe notevolmente le probabilità di successo».


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