Barbara Berlusconi, il no alla politica e il sostegno dei figli del Cavaliere a Fi: in tre anni 1,5 milioni di euro
Dopo la nomina nel Cda della Scala la terzogenita dell’ex premier smentisce un impegno in politica
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Tra tutte le creazioni di Silvio Berlusconi «il partito era una di quelle cui teneva di più, quindi gli resteremo vicini. Lo faremo, però, sempre nel doveroso rispetto dei ruoli, che sono e restano profondamente distinti». Parola di Marina Berlusconi, pronunciate dalla figlia primogenita del Cavaliere a pochi mesi dalla morte del fondatore di Forza Italia. Una linea di condotta alla quale la famiglia continua ad attenersi, benché ciclicamente rispunti la suggestione di una discesa in campo di “un” o “una” Berlusconi.
Barbara Berlusconi: «Non ho intenzione di fare politica»
Le voci hanno ripreso a vorticare su Barbara Berlusconi: dopo due interventi pubblici in tema di giustizia (il secondo, sull’indagine sul governo per il caso Almasri, apprezzato anche da Giorgia Meloni), su indicazione della giunta lombarda guidata da Attilio Fontana per lei è arrivata la nomina a membro del Cda della Scala. Vista l’importanza, anche politica, della carica nel teatro lirico milanese salutata anche dai comunicati di soddisfazione di esponenti di Forza Italia, per molti un primo passo verso un impegno diretto. Magari proprio per la guida del capoluogo lombardo.
Una lettura che si appoggia su alcuni precedenti. Il primo è la polemica con al centro lo stadio San Siro accesa proprio da Barbara Berlusconi (classe 1984, cinque figli, socia della Cardi Gallery, membro del cda di Fininvest e ad di Holding Italiana Quattordicesima dopo essere stata amministratrice delegata del Milan) che definì il progetto di ristrutturazione dell’impianto «un ulteriore modo per non fare nulla» perché «generico e inverosimile». Parole che provocorano la reazione stizzita del sindaco di Milano, Giuseppe Sala: «Ma che ne sa Barbara Berlusconi? Tutti possono dire la loro, ma che ne sa?».
Qualche mese più tardi era arrivata la decisione della giunta del Comune di Milano sul ricorso contro l’intitolazione dell’aeroporto di Malpensa all’ex premier. E lei era intervenuta di nuovo, stavolta da figlia, per dire: «Capisco che il sindaco tenti di accreditarsi come leader politico nazionale entro la fine del suo mandato, anche con iniziative di mera propaganda ideologica - aveva detto -. Credo, però, che farebbe meglio a concentrarsi di più sui problemi veri dei milanesi».
Ma poi è giunta la smentita: mai in politica. «Le ricostruzioni di alcuni organi di informazione non rispecchiano le mie intenzioni e sono, dunque, prive di fondamento» ha chiarito Barbara Berlusconi dopo aver incontrato il governatore Fontana e l’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso per un confronto sui temi inerenti alla nomina nel consiglio d’amministrazione della Fondazione del Teatro alla Scala di Milano.

