Gli eredi dell’ex premier

Barbara Berlusconi, il no alla politica e il sostegno dei figli del Cavaliere a Fi: in tre anni 1,5 milioni di euro

Dopo la nomina nel Cda della Scala la terzogenita dell’ex premier smentisce un impegno in politica

di Riccardo Ferrazza

Aggiornato il 12 febbraio 2025 alle ore 8,50

Caso Almasri, Barbara Berlusconi: "Giustizia a orologeria, come con mio padre"

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Tra tutte le creazioni di Silvio Berlusconi «il partito era una di quelle cui teneva di più, quindi gli resteremo vicini. Lo faremo, però, sempre nel doveroso rispetto dei ruoli, che sono e restano profondamente distinti». Parola di Marina Berlusconi, pronunciate dalla figlia primogenita del Cavaliere a pochi mesi dalla morte del fondatore di Forza Italia. Una linea di condotta alla quale la famiglia continua ad attenersi, benché ciclicamente rispunti la suggestione di una discesa in campo di “un” o “una” Berlusconi.

Barbara Berlusconi: «Non ho intenzione di fare politica»

Le voci hanno ripreso a vorticare su Barbara Berlusconi: dopo due interventi pubblici in tema di giustizia (il secondo, sull’indagine sul governo per il caso Almasri, apprezzato anche da Giorgia Meloni), su indicazione della giunta lombarda guidata da Attilio Fontana per lei è arrivata la nomina a membro del Cda della Scala. Vista l’importanza, anche politica, della carica nel teatro lirico milanese salutata anche dai comunicati di soddisfazione di esponenti di Forza Italia, per molti un primo passo verso un impegno diretto. Magari proprio per la guida del capoluogo lombardo.

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Una lettura che si appoggia su alcuni precedenti. Il primo è la polemica con al centro lo stadio San Siro accesa proprio da Barbara Berlusconi (classe 1984, cinque figli, socia della Cardi Gallery, membro del cda di Fininvest e ad di Holding Italiana Quattordicesima dopo essere stata amministratrice delegata del Milan) che definì il progetto di ristrutturazione dell’impianto «un ulteriore modo per non fare nulla» perché «generico e inverosimile». Parole che provocorano la reazione stizzita del sindaco di Milano, Giuseppe Sala: «Ma che ne sa Barbara Berlusconi? Tutti possono dire la loro, ma che ne sa?».

Qualche mese più tardi era arrivata la decisione della giunta del Comune di Milano sul ricorso contro l’intitolazione dell’aeroporto di Malpensa all’ex premier. E lei era intervenuta di nuovo, stavolta da figlia, per dire: «Capisco che il sindaco tenti di accreditarsi come leader politico nazionale entro la fine del suo mandato, anche con iniziative di mera propaganda ideologica - aveva detto -. Credo, però, che farebbe meglio a concentrarsi di più sui problemi veri dei milanesi».

Ma poi è giunta la smentita: mai in politica. «Le ricostruzioni di alcuni organi di informazione non rispecchiano le mie intenzioni e sono, dunque, prive di fondamento» ha chiarito Barbara Berlusconi dopo aver incontrato il governatore Fontana e l’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso per un confronto sui temi inerenti alla nomina nel consiglio d’amministrazione della Fondazione del Teatro alla Scala di Milano.

Le prese di posizioni di Marina

Anche Marina Berlusconi (1966) ha smentito più volte le ipotesi di un suo impegno in politica. Grande agitazione aveva provocato a settembre 2024 un suo incontro con Mario Draghi a Milano, poco dopo che l’ex presidente del Consiglio aveva presentato il suo rapporto sulla competitività in Europa. È stato «un incontro di cortesia già pianificato da tempo, oltre che un’occasione di conoscenza reciproca» aveva detto il portavoce di Marina Berlusconi per frenare le congetture politiche. Il giorno successivo la presidente di Fininvest e del gruppo Mondadori (nominata nel 2024 da Sergio Mattarella Cavaliere del Lavoro, come l’ex premier) aveva scritto una lettera a Repubblica per smentire che ci sia da parte della famiglia «disistima» nei confronti della premier Meloni e «scontentezza» per quanto fa Antonio Tajani alla guida di Forza Italia: «In entrambi i casi è vero esattamente il contrario».

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Però le sue uscite, rare ma ben ponderate, suscitano sempre reazioni forti. Era sembrata un’irruzione sulla scena politica l’intervista al Corriere della sera nel giugno 2024 in occasione del lancio della nuova casa editrice del gruppo Mondadori chiamata “Silvio Berlusconi editore”: a sorpresa Marina segnò una distanza dalla maggioranza dicendo che sui diritti civili e in particolare «aborto, fine vita o diritti Lgbtq» si sentisse «più in sintonia con la sinistra di buon senso», anziché con il centrodestra fondato dal padre. Assaggio di una sua discesa in campo? «Assolutamente no, né oggi, né in futuro» chiarì anche in quell’occasione. A un ruolo in politica «non ho mai creduto, non fa per me, e penso che non sarei nemmeno la persona giusta al posto giusto» aveva già detto nel novembre 2023 intervistata da Bruno Vespa per il suo libro.

Le tentazioni di Pier Silvio

Il più tentato dalla nuova discesa in campo è sembrato Pier Silvio Berlusconi (classe 1969). Il «fascino della politica» c’è, aveva ammesso il secondogenito dell’ex premier nell’estate del 2024, avvertendo però che non ha intenzione di cedere a quella «adrenalina», qualcosa che parte del dna di suo padre, «qualcosa che sento di avere». «Parlare con le persone è stato il mio mestiere per più di 30 anni perché la tv questo fa - spiegava l’amministratore del gruppo Mediaset -. Ma un conto è fare le elezioni, con la grande avventura elettorale, un conto il sacrificio della vita politica di tutti i giorni. Chi te lo fa fare? Questo abbastanza ovunque, ma in Italia…».

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Il divieto del Cavaliere, gli assegni dei figli a Forza Italia

«Ho la fortuna di avere cinque figli molto bravi che mi danno orgoglio, direi che proprio non devono essere tentati dalla politica» aveva scandito Silvio Berlusconi nella conferenza stampa di fine anno del 2010. Finora hanno resistito e nel frattempo continuano a sostenere Forza Italia dall’esterno. Nel 2024 a sostegno del partito azzurro sono arrivati cinque versamenti da 100mila euro (è il contributo massimo consentito per le erogazioni liberali in favore di un singolo partito politico con una detrazione del 26% un importo fino a 30mila euro). “Identità degli eroganti”: ciascuno dei cinque figli di Berlusconi. Stesso schema nel 2023 e nel 2022. In un triennio 1,5 milioni di euro.

Alla voce “famiglia Berlusconi” andrebbero sommati anche i 100mila euro versati nel 2024 da Paolo Berlusconi (fratello minore del Cavaliere) e quelli di Maurizio Vanadia, ex primo ballerino della Scala e marito di Marina Berlusconi. Un contributo da 100mila euro nel 2020, 2021 e 2023 era arrivato invece da Finanziaria d’investimento Fininvest Spa (la holding che detiene il reparto azionario della famiglia Berlusconi).

Nel 2021 un contributo (sempre da 100mila euro) era stato dato solo da Luigi Berlusconi (classe 1988), ultimogenito del Cavaliere e terzo figlio (dopo Barbara ed Eleonora, tutti nati ad Arlesheim in Svizzera) avuto con Veronica Lario.


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