«Basta con il mercato delle licenze: occorre liberalizzare il settore dei taxi»
Intervista ad Andrea Giuricin, economista dei trasporti all’Università Bicocca di Milano
di Flavia Landolfi, Vittorio Nuti
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«Aumentare il numero delle licenze è una soluzione di breve periodo. Bisogna fare una riforma complessiva del settore». Andrea Giuricin è uno dei massimi esperti in Italia, fa ricerca sul campo ed è un economista dei trasporti dell’Università Milano Bicocca.
L’emergenza dei taxi non sembra sbloccarsi, nelle grandi città sono ancora pochi nonostante la forte domanda. È una fotografia realistica?
La domanda di mobilità non di linea è molto cresciuta negli ultimi anni, anche trainata dall’aumento del numero di turisti internazionali. Solo per portare alcuni dati, il numero dei passeggeri aerei internazionali negli ultimi 15 anni è quasi duplicato, come mostrano i dati Assaeroporti. Al tempo stesso l’offerta di auto bianche è rimasta stabile in quasi tutte le maggiori città italiane e questo disequilibrio tra domanda e offerta causa i disservizi che la stessa Autorità Antitrust ha evidenziato.
La liberalizzazione del mercato è lontanissima e ormai sembra anche depennata dall’agenda politica. Come mai?
L’agenda politica non ha coinciso con le esigenze dei cittadini e dei turisti e la politica si è spesso schierata a difesa della categoria dei taxi. Purtroppo, l’apertura del mercato a nuovi operatori, tramite una riforma complessiva del settore della mobilità di linea non è al centro dell’interesse del legislatore. Ci sono stati diversi tentativi, tutti però affossati e il risultato è quello che i cittadini e i turisti subiscono spesso con i diversi disservizi nel settore taxi, non solo con le code, ma anche
con le chiamate inevase. Servirebbe un cambio di passo radicale, una riforma.




