INNOVAZIONE

Batterie a stato solido, cosa sono e perché sono il futuro delle auto elettriche

di Alessandro Marchetti Tricamo *

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Il futuro dell'auto elettrica passa (anche) per il Giappone. Al centro l'evoluzione delle batterie. L'ultima notizia arriva da Tokyo e mette in gioco due player di primo piano del sistema Paese giapponese: Panasonic e Toyota. Aziende già legate da un'alleanza proprio per le batterie dei sistemi ibridi e ibridi ricaricabili plug-in e che ora estenderanno l'attuale partnership anche ai dispositivi al litio con elettrolita allo stato solido che la Casa di Nagoya lancerà all'inizio del nuovo decennio. Per intenderci, 2021 o 2022. Probabile il debutto delle nuove batterie sull'elettrica che Toyota lancerà con l'architettura sviluppata insieme a Mazda e Denso, destinata, almeno all'inizio, al mercato cinese.

Di cosa si tratta? In pratica si sostituisce l'elettrolita, l'elemento che consente di trasportare la carica tra i due elettrodi, in forma liquida con uno allo stato solido sempre al litio. I vantaggi li ha spiegati in un incontro a Tokyo, Kiyotaka Ise, responsabile della ricerca e sviluppo avanzata di Toyota: “Le batterie allo stato solido hanno una densità energetica più elevata ovvero con le stesse dimensioni, si possono garantire autonomie più grandi del 50% rispetto a quelle attuali”. Tradotto: sarà più semplice arrivare al target di percorrenza con una ricarica che l'intera industria automobilistica ha fissato in media in 500 chilometri.
Per Ise i punti di forza non finirebbero qui perché l'elettrolita allo stato solido può eliminare il problema principale delle attuali batterie al litio: il surriscaldamento e il conseguente rischio di esplosione. Senza considerare che i nuovi sistemi, in assenza di sostanze liquide al loro interno, possono essere installate a bordo di un veicolo, in qualsiasi posizione. Più sicure e più facili da industrializzare. Ise ha poi aggiunto che “questa tecnologia può consentire ricariche più veloci delle attuali e una vita utile più lunga”. Nessun incremento di prezzo per i clienti: la quantità di materiali rari e di litio all'interno dei due diversi sistemi di batteria è identico.

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A crederci non sono però solo Toyota e Panasonic: sugli accumulatori allo stato solido lavorano anche Case tradizionali come Bmw e Bosch e outsider dell'ultima ora come James Dyson. Il re degli elettrodomestici più innovativi ha annunciato nei mesi scorsi di voler realizzare la propria auto elettrica e ha investito 15 milioni di dollari in Sakti3, spin-off dell'Università del Michigan, attiva – non a caso - nella ricerca delle batterie a elettrolita solido. Rimane però qualche scettico: JB Straubel, a capo dello sviluppo tecnologico di Tesla, ha dichiarato in una conference call degli azionisti che, nonostante “i contatti con diversi centri di ricerca sulle batterie allo stato solido e i test su alcune celle prototipo, non si vede ancora nulla che a breve possa cambiare la nostra strategia”. Vedremo come andrà a finire: di certo il futuro dell'auto elettrica passa per lo sviluppo delle batterie. E chi per primo trova la soluzione ideale, in grado di combinare autonomia, durata e costi, ha in mano il biglietto vincente.

* direttore de l'Automobile

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