BB Biotech va a caccia di occasioni in Borsa. Obiettivo le Pmi avanzate
Strategie. Il fondo: le basse quotazioni sono un’opportunità tra le società a piccola e media capitalizzazione. Focus sull’oncologia. Il nodo rialzo dei tassi
di Vittorio Carlini,
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I punti chiave
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Da una parte (unitamente al mantenimento di una forte posizione sulle malattie rare) l’incremento dell’esposizione a società attive nel settore dell’oncologia. Dall’altra, anche a fronte delle attuali basse valutazioni di Borsa, il proseguire nella strategia di cercare, e trovare, le piccole e medie capitalizzazioni caratterizzate dalle tecnologie più solide e promettenti. Sono tra i focus di Bb Biotech, di cui la Lettera al risparmiatore ha sentito i vertici del team di gestione, a sostegno del business.
Dinamiche di mercato
Già, il business. La società è un fondo chiuso - quotato a Piazza Affari, Zurigo e Francoforte - che investe nel settore delle biotecnologie. Quest’ultimo è un comparto, ad elevata crescita ed innovazione tecnologica, il quale, nella nuova era dei tassi in rialzo, ha subito diversi scossoni. Il Nasdaq biotechnology index (Nbi), da inizio anno (chiusura al 24/2/2023) è in calo del 3,9% mentre, ad esempio, l’S&P 500 è in rialzo di circa il 3,4%. Negli ultimi 12 mesi il paniere, che costituisce l’indicatore di riferimento a livello globale per l’intero settore, è di fatto piatto. Rispetto invece all’arco di tempo dei due anni, che comprende maggiormente gli effetti della stretta sulle politiche monetarie, il saldo della performance è negativo del 13,8%. Più sul lungo periodo, infine, torna il sereno. Nel recente triennio l’Nbi sale di circa il 22% mentre sugli ultimi 10 anni il rendimento semplice (vele a dire senza il reinvestimento dei -pochi - dividendi) si assesta oltre il 186%.
Multipli e graficisti
Insomma: è chiaro come negli ultimi periodi il settore, in Borsa, sia entrato in una fase difficile e ad alta volatilità. Un andamento che, peraltro, si riflette sugli indicatori finanziari dello stesso indice. Il rapporto tra prezzo e utili positivo (cioè considerando solamente le società profittevoli) del Nbi, sul 2023, è previsto da FacSet a 15,5 volte. Un valore che, in linea di massima, è inferiore al quello dei cinque anni precedenti. Ma non è solo una questione di multipli. Ci sono anche i graficisti. «Dall’angolo visuale dell’analisi tecnica -spiega l’analista tecnico indipendente Silvio Bona - il Nasdaq Biotechnology index, sul medio periodo, è impostato al rialzo». Il paniere, infatti, «viaggia sopra il supporto dinamico (livello in cui le pressioni rialziste sono maggiori di quelle ribassiste, ndr), costituito dalla linea che unisce i vari minimi ascendenti realizzati dal 2016 in poi». Attualmente, «questa trend line passa per l’area 3.480 punti. Solamente se venisse rotto all’ingiù il livello indicato» e, poi, l’indice rotolasse anche «sotto il supporto statico intorno a 3.380 punti, si avrebbe la modifica dell’impostazione di medio periodo». Più sull’immediato, invece, «il Nasdaq biotechonology index -dice sempre Bona - si muove in maniera laterale. Un andamento compreso tra i massimi intorno a 4.450 e il supporto di circa 3.900 punti».
Prospettive future
A fronte di un simile contesto quali, allora le prospettive? BB Biotech si dice comunque ottimista. In primis, viene spiegato, il driver dell’M&A resta presente. Certo: il numero delle operazioni straordinarie è calato. Nello scorso esercizio ne sono state realizzate 71 (con un controvalore di 60 miliardi di dollari) a fronte delle 90 portare a termine nel 2021 (104 miliardi). Inoltre, in avvio del 2023, non si è concretizzato lo shopping atteso. Ciò detto però, afferma sempre il fondo chiuso, da un lato il calo delle valutazioni, e quindi del prezzo dei deal, incentiva le acquisizioni; e, dall’altro, le esigenze di finanziamento spingono le aziende più piccole verso l’M&A. Peraltro, tiene a precisare BB Biotech, il venire meno dei brevetti di diversi farmaci indurrà, come già annunciato in diverse occasioni, le big pharma a fare shopping anche, e soprattutto, nelle biotecnologie. Non solo. Il fondo chiuso sottolinea come, in generale, i fondamentali economici e le pipeline dei prodotti siano solidi. La riprova? È fornita dai numeri. BB Biotech rimarca come, nel 2017-2021, la percentuale di farmaci provenienti da aziende biotech abbia superato il 40% (era meno del 20% nel 2012-2016). Una condizione che induce gli esperti a prevedere come il peso delle vendite di farmaci biotecnologici, sul totale del giro d’affari mondiale del pharma, possa salire intorno al 37% nel 2026. In conclusione: le incognite del rialzo dei tassi e della geo politica restano sul tavolo, ma le prospettive, soprattutto sul medio lungo periodo, per BB Biotech sono positive.
L’oncologia
Fin qui alcune considerazioni rispetto a dinamiche di mercato e previsioni sul futuro. Quali, invece,i settori cui il fondo chiuso guarda con maggiore attenzione? Uno di questi è certamente l’oncologia la quale, sul portafoglio al 31/12/2022, vale il 26% del totale. Di recente BB Biotech, che nel quarto trimestre dello scorso esercizio non ha aggiunto alcuna nuova posizione, ha incrementato quelle dell’oncology. In tal senso ci sono stati, tra gli altri, gli ulteriori acquisti su: Revolution Medicines, Black Diamond, Essa Pharma e Fate Therapeutics. Quest’ultima, ad esempio, scommette sull’uso delle cellule staminali generate artificialmente, di solito da una cellula somatica adulta, per delle applicazioni proprio nell’oncologia.



