Lettera al risparmiatore

BB Biotech va a caccia di occasioni in Borsa. Obiettivo le Pmi avanzate

Strategie. Il fondo: le basse quotazioni sono un’opportunità tra le società a piccola e media capitalizzazione. Focus sull’oncologia. Il nodo rialzo dei tassi

di Vittorio Carlini,

6' min read

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Da una parte (unitamente al mantenimento di una forte posizione sulle malattie rare) l’incremento dell’esposizione a società attive nel settore dell’oncologia. Dall’altra, anche a fronte delle attuali basse valutazioni di Borsa, il proseguire nella strategia di cercare, e trovare, le piccole e medie capitalizzazioni caratterizzate dalle tecnologie più solide e promettenti. Sono tra i focus di Bb Biotech, di cui la Lettera al risparmiatore ha sentito i vertici del team di gestione, a sostegno del business.

Dinamiche di mercato

Già, il business. La società è un fondo chiuso - quotato a Piazza Affari, Zurigo e Francoforte - che investe nel settore delle biotecnologie. Quest’ultimo è un comparto, ad elevata crescita ed innovazione tecnologica, il quale, nella nuova era dei tassi in rialzo, ha subito diversi scossoni. Il Nasdaq biotechnology index (Nbi), da inizio anno (chiusura al 24/2/2023) è in calo del 3,9% mentre, ad esempio, l’S&P 500 è in rialzo di circa il 3,4%. Negli ultimi 12 mesi il paniere, che costituisce l’indicatore di riferimento a livello globale per l’intero settore, è di fatto piatto. Rispetto invece all’arco di tempo dei due anni, che comprende maggiormente gli effetti della stretta sulle politiche monetarie, il saldo della performance è negativo del 13,8%. Più sul lungo periodo, infine, torna il sereno. Nel recente triennio l’Nbi sale di circa il 22% mentre sugli ultimi 10 anni il rendimento semplice (vele a dire senza il reinvestimento dei -pochi - dividendi) si assesta oltre il 186%.

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LA STORIA DELLA REDDITIVITÀ NETTA

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Multipli e graficisti

Insomma: è chiaro come negli ultimi periodi il settore, in Borsa, sia entrato in una fase difficile e ad alta volatilità. Un andamento che, peraltro, si riflette sugli indicatori finanziari dello stesso indice. Il rapporto tra prezzo e utili positivo (cioè considerando solamente le società profittevoli) del Nbi, sul 2023, è previsto da FacSet a 15,5 volte. Un valore che, in linea di massima, è inferiore al quello dei cinque anni precedenti. Ma non è solo una questione di multipli. Ci sono anche i graficisti. «Dall’angolo visuale dell’analisi tecnica -spiega l’analista tecnico indipendente Silvio Bona - il Nasdaq Biotechnology index, sul medio periodo, è impostato al rialzo». Il paniere, infatti, «viaggia sopra il supporto dinamico (livello in cui le pressioni rialziste sono maggiori di quelle ribassiste, ndr), costituito dalla linea che unisce i vari minimi ascendenti realizzati dal 2016 in poi». Attualmente, «questa trend line passa per l’area 3.480 punti. Solamente se venisse rotto all’ingiù il livello indicato» e, poi, l’indice rotolasse anche «sotto il supporto statico intorno a 3.380 punti, si avrebbe la modifica dell’impostazione di medio periodo». Più sull’immediato, invece, «il Nasdaq biotechonology index -dice sempre Bona - si muove in maniera laterale. Un andamento compreso tra i massimi intorno a 4.450 e il supporto di circa 3.900 punti».

LE PRIME 10 POSIZIONI IN PORTAFOGLIO

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Prospettive future

A fronte di un simile contesto quali, allora le prospettive? BB Biotech si dice comunque ottimista. In primis, viene spiegato, il driver dell’M&A resta presente. Certo: il numero delle operazioni straordinarie è calato. Nello scorso esercizio ne sono state realizzate 71 (con un controvalore di 60 miliardi di dollari) a fronte delle 90 portare a termine nel 2021 (104 miliardi). Inoltre, in avvio del 2023, non si è concretizzato lo shopping atteso. Ciò detto però, afferma sempre il fondo chiuso, da un lato il calo delle valutazioni, e quindi del prezzo dei deal, incentiva le acquisizioni; e, dall’altro, le esigenze di finanziamento spingono le aziende più piccole verso l’M&A. Peraltro, tiene a precisare BB Biotech, il venire meno dei brevetti di diversi farmaci indurrà, come già annunciato in diverse occasioni, le big pharma a fare shopping anche, e soprattutto, nelle biotecnologie. Non solo. Il fondo chiuso sottolinea come, in generale, i fondamentali economici e le pipeline dei prodotti siano solidi. La riprova? È fornita dai numeri. BB Biotech rimarca come, nel 2017-2021, la percentuale di farmaci provenienti da aziende biotech abbia superato il 40% (era meno del 20% nel 2012-2016). Una condizione che induce gli esperti a prevedere come il peso delle vendite di farmaci biotecnologici, sul totale del giro d’affari mondiale del pharma, possa salire intorno al 37% nel 2026. In conclusione: le incognite del rialzo dei tassi e della geo politica restano sul tavolo, ma le prospettive, soprattutto sul medio lungo periodo, per BB Biotech sono positive.

TIPOLOGIE DI SOCIETÀ IN PORTAFOGLIO

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L’oncologia

Fin qui alcune considerazioni rispetto a dinamiche di mercato e previsioni sul futuro. Quali, invece,i settori cui il fondo chiuso guarda con maggiore attenzione? Uno di questi è certamente l’oncologia la quale, sul portafoglio al 31/12/2022, vale il 26% del totale. Di recente BB Biotech, che nel quarto trimestre dello scorso esercizio non ha aggiunto alcuna nuova posizione, ha incrementato quelle dell’oncology. In tal senso ci sono stati, tra gli altri, gli ulteriori acquisti su: Revolution Medicines, Black Diamond, Essa Pharma e Fate Therapeutics. Quest’ultima, ad esempio, scommette sull’uso delle cellule staminali generate artificialmente, di solito da una cellula somatica adulta, per delle applicazioni proprio nell’oncologia.

In generale il focus sul settore, purtroppo, può essere ben compreso. Le malattie oncologiche, in una società Occidentale contraddistinta dall’invecchiamento della popolazione (oltre che dal crescente tasso d’inquinamento), assumono sempre di più un’incidenza maggiore.

Ma non è solamente una questione di cure anti cancro. Altro focus rimane quello sulle malattie rare. Queste, sempre al 31/12/2022, rappresentano il 33% di tutto il portafoglio. C’è da stupirsi? La risposta è negativa. Il comparto, a detta degli esperti, è contraddistinto da modelli di business e fattori economici (è cinico dirlo) favorevoli. Vero! I rischi aziendali sono importanti. Eppure, dapprima, visto che si tratta di malattie gravi non di rado le authority di vigilanza hanno un’occhio di riguardo per questi farmaci. Inoltre il numero limitato di pazienti, da una parte, fa si che ci sia una bassa concorrenza per il non grande numero di società impegnate; e, dall’altra, consente un elevato prezzo per le medicine (il che crea dure, e giuste, polemiche). In generale, quindi, si tratta di un mix di fattori che rendono il settore interessante a chi, ovviamente, è realmente capace di comprenderne ed analizzarne le tecnologie.

Rischi ed opportunità

Sennonché, il risparmiatore fa il seguente ragionamento: la tradizionale strategia di BB Biotech prevede l’investimento in società medio-piccole che hanno importanti potenzialità di crescita. Un approccio il quale però - a fronte del rialzo dei tassi, dei più alti costi di finanziamenti e dell’incertezza in Borsa - può rendere eccessivamente rischioso il suo portafoglio. BB Biotech rigetta il timore. L’attuale contesto - è l’indicazione - rappresenta, anche e soprattutto in funzione dei prezzi più bassi, un’opportunità per chi (per l’appunto) ha reali competenze e opportuni mezzi (ad esempio, algoritmi per analizzare i flussi di dati). Inoltre il fondo chiuso rimarca come molte delle società “early stage” in portafoglio abbiano comunque capitale sufficiente per 2-3 anni. Con il che, da un lato, il rialzo dei tassi non le riguarda; e, dall’altro, non necessitano di aumenti di capitale. Di più. Una parte rilevante dello stesso portafoglio - viene sottolineato- è investita su large cap che non devono affrontare il problema in oggetto. Una diversificazione, conclude BB Biotech, che limita il rischio della sua asset alocation.

RAPPORTO TRA TITOLO E NAV

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Un portafoglio il cui il Net asset value (Nav), va ricordato, rimane sempre inferiore al prezzo del fondo chiuso quotato. Alla fine 2022 il premio medio annuale del Nav sulla quotazione del titolo è del 20,5% (era stato del 19,5% nel 2021 e del 9,2% nel 2020). Si tratta di un numero che fa storcere un po’ il naso al risparmiatore in quanto può ipotizzarsi che il portafoglio di BB Biotech non sia così efficiente. La società respinge la considerazione. In primis perché, sottolineando le potenzialità inespresse sul medio lungo periodo dello stesso portafoglio, il premio - è l’indicazione- segnala in realtà l’apprezzamento del mercato per BB Biotech e la sua gestione. Inoltre perché la differenza mutua nel tempo e di recente è diminuita, arrivando all’attuale circa 12%. Infine perché , afferma sempre BB Biotech, sia il rendimento annualizzato del Nav che quello del titolo, dal 1993, è superiore al quello del Nbi.

Focus

Esercizio 2022
Nel 2022 il Nav del portafoglio di BB Biotech è sceso, in euro, del 6,7%. I dati consolidati per l’intero esercizio presentano una perdita netta di 358 milioni di franchi svizzeri (- 405 milioni nel 2021).

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