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Bce nomina Claudia Buch presidente vigilanza, succede a Enria

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La Germania “vince” la prima delle battaglie per le nomine di peso a livello europeo. Infatti il Consiglio direttivo della Banca centrale europea ha nominato la tedesca Claudia Buch alla guida del Comitato di supervisione bancaria unica europea, succedendo per un mandato quinquennale non rinnovabile all’italiano Andrea Enria. La Buch - attuale vicepresidente della Bundesbank - ha ottenuto la maggioranza nel voto a scrutinio segreto del Consiglio direttivo, battendo l’altra candidata la vicegovernatrice della Banca di Spagna Margarita Delgado. Le due avevano tenuto a luglio scorso audizioni informali davanti alla Commissione per gli affari economici e monetari del Parlamento europeo. Il voto si è poi tenuto a scrutinio segreto. La nomina deve ora essere confermata da Parlamento e dal Consiglio Ue. In caso di parere positivo, la 57enne economista, da maggio 2014 numero due della Bundesbank, entrerà in carica il 1 gennaio 2024.

Dottore in economia e vicepresidente della Bundesbank dal 2014, Buch è relativamente nuovo nel campo della vigilanza bancaria, essendo stata scelta per rappresentare la Germania nel Consiglio di vigilanza della Bce solo a marzo. Questa relativa inesperienza è il motivo per cui alcuni membri del Parlamento europeo, dopo un'udienza a porte chiuse, hanno sostenuto che Delgado fosse una candidata più appropriato.

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Altri sostengono che l’esperienza di Buch nel mondo accademico, nel settore bancario centrale, nella stabilità finanziaria e nella gestione la abbia favorita per l'incarico. «Non c’è dubbio che Claudia Buch sia una candidata altamente qualificata con le giuste competenze per guidare il meccanismo di vigilanza unico», ha affermato il deputato conservatore tedesco Markus Ferber.

Il compito principale di Buch nel suo nuovo ruolo sarà quello di perfezionare piuttosto che rivoluzionare la vigilanza bancaria, con maggiore attenzione alle caratteristiche individuali delle banche, piuttosto che alle regole generali, dicono gli esperti interpellati da Reuters.

Il settore non è stato più di tanto influenzato da un periodo di turbolenza bancaria all'inizio di quest'anno che ha fatto crollare Credit Suisse e una serie di istituti di credito statunitensi di medie dimensioni.

Il problema ora è che l'Europa si trova ad affrontare lo spettro della stagflazione, un periodo di crescita scarsa o nulla, accompagnato da un'inflazione elevata, una combinazione che metterà nuovamente a dura prova la redditività del sistema bancario.

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