Bce, la politica della Sibilla e quella del sughero
Esattamente un mese fa la Bce, dividendosi tra falchi in maggioranza e colombe, prendeva la decisione di innalzare per la decima volta i tassi di interesse
di Donato Masciandaro
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Esattamente un mese fa la Bce, dividendosi tra falchi in maggioranza e colombe, prendeva la decisione di innalzare per la decima volta i tassi di interesse. Oggi, con il dramma per le popolazioni coinvolte, spirano venti di guerra nel Medio Oriente. Il nuovo evento consiglierà la prudenza, che è invece mancata a settembre?
Per comprendere quello che è accaduto nel consiglio della Bce l’ultima volta, è utile leggere il verbale della loro ultima riunione. Con una premessa: quello era il momento di fare il bilancio della svolta di politica monetaria decisa nel luglio 2022.
La Bce aveva deciso di passare dalla politica di Ulisse alla politica della Sibilla. La politica di Ulisse è quella che ai banchieri centrali è consigliata dalla migliore analisi economica. Nelle economie di mercato, il motore è rappresentato da aspettative di mercati, imprese e famiglie che sono guidate da una banca centrale che svolge la funzione di bussola: annunzia il sentiero futuro dei tassi di interesse, assumendo un doppio impegno. Da un lato mantenere la promessa, dall’altro rivedendola, se la congiuntura economica cambia in maniera rilevante.
La politica di Ulisse è quella seguita dalla Bce durante il mandato di Draghi, e proseguita anche all’inizio del mandato della Lagarde. Ma appunto nel luglio 2022 la Bce compie l’inversione: adotta la politica della Sibilla. L’annunzio viene seguito dal silenzio: la strategia è quella delle decisioni “riunione per riunione”, sulla base dei dati di volta in volta disponibile.
È il pilota che guida guardando esclusivamente nello specchietto retrovisore. La banca centrale si trasforma da bussola in sughero: non guida l’economia, ma va a rimorchio dei mercati finanziari. La fine degli impegni sui tassi viene surrogato da allusioni, con una comunicazione resa vieppiù ambigua dalle dichiarazioni personali dei singoli banchieri, vuoi falchi, vuoi colombe, ed addirittura - è il punto più basso - corvi: dichiarazioni anonime, destabilizzanti.


