Prezzi energia: Arera, verso aumenti luce nel prossimo trimestre
di Davide Madeddu
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La transizione energetica, gli investimenti e le difficoltà. Criticità e opportunità per una rivoluzione che porta appresso anche elementi di sofferenza. È uno scenario a 360 gradi quello descritto durante l’Italian Energy Summit, giunto all’edizione numero 23, promosso dal Sole 24 Ore e dal Gruppo 24 Ore e punto di riferimento per il mercato energetico italiano e internazionale. E dove, a un anno dall’invasione russa in Ucraina persistono le incertezze sul fronte economico per tutti i Paesi dell’Eurozona, compresa l’Italia.
Con la guerra che ha accelerato la transizione energetica che però, nonostante la presenza degli investitori, deve fare i conti con burocrazia e lungaggini. Non a caso il direttore del Sole 24 Ore, Radiocor e Radio24, Fabio Tamburini ha sottolineato che «è l’ora di darsi una svegliata». Perché «tutti sono d’accordo sulla transizione energetica, ma il passaggio non è così semplice». «Non è un problema di investimenti - ha sottolineato - c’è chi vuole farli e non aspetta altro. Ci sono gruppi importanti italiani che sono in difficoltà a investire in Italia per produrre e installare impianti di energia rinnovabili e vanno a farlo in altri paesi».
Pichetto Fratin: piattaforma nazionale per nucleare sostenibile
Il nodo da sciogliere è quello delle semplificazioni che non arrivano e lo snellimento delle procedure. Primo passo per un cambiamento, quello della transizione ecologica ed energetica che, come sottolineato dal ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin «è un tema chiave per l’economia del domani e può diventare un motore di sviluppo, perché la transizione verso una società decarbonizzata attuata mediante la progressiva diffusione delle rinnovabili impone una profonda trasformazione di tutto il nostro sistema energetico».
Il ministro ha poi aggiunto che «a questa esigenza guarda la proposta di revisione del piano nazionale integrato di energia e clima, che ha delineato la strategia nazionale per la decarbonizzazione verso 2030 e guardando all’obiettivo 2050. Nel piano è tracciata la strategia per trasformare il modo in cui il vettore energetico principale, l’energia elettrica, viene prodotto e per introdurre nel nostro mix vettori d’energia decarbonizzati». Non solo: «Accanto al progressivo aumento percentuale delle Fer (fonti di energie rinnovabili, ndr) si prevede l’introduzione di nuove tecnologie, di combustibili verdi, alternativi che accompagneranno il graduale phase out del carbone - ha aggiunto -. S’inquadra in questa attenzione a tutte le tecnologie green e alle esigenze di sicurezza e indipendenza energetica nazionale l’avvio della piattaforma nazionale per un nucleare sostenibile».
E mentre il processo per la transizione va avanti si devono fare i conti con la contingenza. Come quello che riguarda gli aumenti che andranno a interessare l’elettricità.


