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Between the visible and invisible, the whispered art of Fra Angelico

A two-stage tour between Palazzo Strozzi, which houses a selection of over 140 works, and the cloisters of the Museo di San Marco

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Translated by AI
Versione italiana

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L’arte che non urla, ma sussurra, l’immagine che non cattura, ma accoglie. Entrare nella mostra Beato Angelico, allestita a Firenze, tra Palazzo Strozzi e il Museo di San Marco fino al 25 gennaio 2026, significa immergersi in un’esperienza che sfida le consuete categorie espositive. Non è una retrospettiva, quanto una risalita verso la sorgente dell’immagine sacra, in un tempo che sembra aver smarrito il senso stesso della contemplazione. A curare la mostra sono Carl Brandon Strehlke, curatore emerito del Philadelphia Museum of Art, con Stefano Casciu, Direttore regionale Musei Nazionali Toscana e Angelo Tartuferi, già direttore del Museo di San Marco, che hanno costruito un percorso in due tappe. Se a Palazzo Strozzi si ricostruisce la figura dell’Angelico attraverso confronti con i suoi contemporanei – Masaccio , Filippo Lippi e Lorenzo Monaco - e una selezione di oltre 140 opere, molte provenienti da prestigiose istituzioni internazionali, al Museo di San Marco, invece, ci si immerge nel sile

Beato Angelico in mostra e Palazzo Strozzi

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Fra Giovanni da Fiesole

Non è solo la vastità dell’operazione a colpire, ma la coerenza dell’impianto curatoriale che riconduce il gesto pittorico dell’Angelico alla sua doppia natura, all’arte come preghiera, alla tecnica come vocazione. Nato Guido di Pietro, domenicano osservante, fra Giovanni da Fiesole – mai formalmente canonizzato ma universalmente detto “Beato” – incarna una stagione dell’arte in cui il visibile e l’invisibile dialogano incessantemente, non attraverso l’enfasi, ma attraverso la misura, la luce e il silenzio. “L’Angelico era un frate pittore - ci spiega Ludovica Sebregondi - esentato dall’iscrizione all’arte dei Medici e Speziali, obbligatoria per gli altri e pertanto la responsabilità ricadeva sulla loro comunità e non su di lui direttamente. Non era rinascimentale nel senso pieno del termine - i suoi fondi oro, le geometrie ieratiche, l’uso del colore come vibrazione spirituale lo collocano a cavallo tra la tradizione tardogotica e le nuove istanze umanistiche - eppure era

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"Beato Angelico" - Palazzo Strozzi & Museo di San Marco, Florence. until 25 January 2026

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