Caffè

Bialetti vola a top da ottobre 2023, in vista cessione quote e delisting

Indiscrezioni di stampa avevano parlato di un coinvolgimento di Jakyval, società lussemburghese riconducibile alla famiglia Guerrand Hermes, poi la società ha aggiustato il tiro, rendendo noto che sono in corso trattative con Nuo Capital

di Stefania Arcudi

Foto: Giuseppe Aresu / AGF

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Vola a Piazza Affari il titolo di Bialetti che, dopo una partenza ritardata, ha iniziato gli scambi in rialzo del 22,31% a 0,286 euro per azione, per poi toccare un massimo di 0,299 euro (+23,55%), livello che non si vedeva da ottobre 2023. A mettere le ali al titolo la girandola di indiscrezioni e rettifiche sull'ingresso di nuovi investitori nel gruppo delle moka e delle macchine da caffè. Nel weekend indiscrezioni di stampa avevano parlato di un coinvolgimento di Jakyval, società lussemburghese riconducibile alla famiglia Guerrand Hermes, poi la società ha aggiustato il tiro, rendendo noto che sono in corso trattative con Nuo Capital per la cessione di una partecipazione di maggioranza e conseguente delisting.

Come ha indicato Bialetti in una nota, "sono in corso negoziati esclusivamente con la società di diritto lussemburghese Nuo Capital per l’acquisto, da parte della stessa e/o di altri investitori o co-investitori e per il tramite di uno o più veicoli societari, di una partecipazione di controllo nel capitale sociale di Bialetti. Questa operazione è volta a realizzare la dismissione Bialetti, già annunciata al mercato nei mesi scorsi e prevista dal nuovo accordo di ristrutturazione, di cui costituisce adempimento conclusivo".

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Come precisa ancora Bialetti, a differenza da quanto riportato da un articolo di stampa, la dismissione Bialetti non sarebbe realizzata nel contesto di un processo di ristrutturazione dell’indebitamento finanziario di Bialetti Industrie. Smentite anche le cifre riportate dai media, secondo cui il prezzo sarebbe stato fissato a 170 milioni di euro: "Si precisa in ogni caso che le indicazioni numeriche riportate sono fuorvianti e non rappresentative della struttura ipotizzata dell’operazione". Come sottolineano gli analisti di Intermonte, "Nuo Capital dovrebbe subentrare agli attuali azionisti, Francesco Ranzoni che detiene il 50% e Sculptor holding il 19,5%.

Non dovrebbe esserci Opa perché Bialetti Industrie è dal 2018 sotto l’art. 182 bis della legge fallimentare". Va comunque detto che, come indicato da Bialetti, "seppure in fase avanzata, i negoziati sono ancora in corso e riguardano diversi aspetti, anche rilevanti, dell’operazione. Tra questi sono inclusi il prezzo di compravendita e l’ammontare del rafforzamento patrimoniale". Inoltre, "ad oggi nessun accordo vincolante è stato raggiunto e/o sottoscritto con Nuo e/o altri investitori, né alcuna delibera in tal senso è stata assunta dal Cda della società".

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