Blocco dei Tir, l’ortofrutta chiede corridoi preferenziali alle Prefetture
Insalate, uva, kiwi clementine: Fruitimprese denuncia danni per centinaia di milioni. Il presidente Salvi: «La gdo fa arrivare comunque i prodotti dall’estero e noi li buttiamo»
di Silvia Marzialetti
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Insalate della Piana del Sele, che non arrivano nei magazzini refrigerati; clementine calabresi, uva pugliese e siciliana lasciate a marcire sulle piante. E poi ci sono i kiwi, per i quali si calcolano oltre 40mila tonnellate di prodotto a rischio distruzione, soprattutto le varietà gialle, per le quali i produttori hanno lavorato un anno intero.
Ammontano a centinaia di milioni di euro i danni al segmento ortofrutta determinato dal blocco dei Tir al Sud. Li ha quantificati Fruitimprese, l’associazione che dal 1949 riunisce le imprese ortofrutticole italiane.
«Il prodotto presente nelle celle perde continuamente di valore, mentre la distribuzione si sta sempre più rivolgendo ai mercati esteri vanificando, di fatto, l’obiettivo di lasciare i cittadini senza il prodotto fresco», commentano da Fruitimprese. Per questo l’Associazione ha deciso di attivarsi per chiedere alle Prefetture la creazione di corridoi privilegiati per il transito del prodotto deperibile. «E’ in questi momenti che lo Stato deve far sentire la propria presenza».
«Sono parte della protesta anche numerosi agricoltori - comennta il presidente, Marco Salvi - e a loro va la nostra solidarietà; ma proprio in nome di questa va posto un freno ad una situazione che non può proseguire in questi termini, ne va del futuro di un settore fondamentale come quello ortofrutticolo che dà lavoro e reddito a migliaia di famiglie».
«La situazione al Sud è purtroppo fuori controllo e le speranze di una composizione della vertenza che doveva seguire agli incontri di ieri tra il governo e la galassia delle associazioni dei trasportatori sono state disattese», prosegue Salvi.
