Bobine, statori e wallbox: le nuove rotte produttive per cavalcare il trend
I casi
di Luca Orlando
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Prima del Covid 350 milioni. Diventati quasi il triplo ora. Certo, nel decollo dei ricavi il prezzo dell’acciaio gioca un ruolo non banale, per chi in fondo produce dei blocchi di quella lega. Blocchi hi-tech, tuttavia, statori e rotori per motori elettrici che hanno proiettato Eurogroup Laminations ai vertici mondiali del settore, portando il gruppo di Baranzate in Borsa con una valutazione vicina al miliardo di euro.
Esempio difficilmente replicabile in queste dimensioni, tenendo conto in particolare dei cinque miliardi di ordini già acquisiti per rifornire i maggiori costruttori mondiali di auto, e che tuttavia indica come accanto ai rischi, la transizione prepotente verso l’elettrico generi anche opportunità e stimoli.
Se la filiera di componentisti, nell’ipotesi di una trasformazione non gestita, rischia di essere travolta dal cambiamento, è giusto ricordare come vi siano anche nuovi mercati o business da esplorare.
Caso eclatante è la cremonese Marsilli, produttore dei sistemi di avvolgimento e assemblaggio per bobine e motori, impianti che sempre più di frequente sono al servizio dei costruttori di auto o dei loro fornitori.
«La presenza di motori elettrici nell’auto è un fenomeno in crescita decisa da anni - spiega il direttore generale Corrado Perego - e va al di là della sola motorizzazione. Il mercato continua a correre e ora siamo arrivati a 121 milioni di euro, il nostro massimo storico». Vendite per il 90% legate all’export che spingono verso l’alto l’organico (+100 unità lo scorso anno) così come gli investimenti. «Al momento gli ordini coprono quasi tutto il 2023 - aggiunge il manager - e anche per tenere il passo del mercato abbiamo ampliato le nostre aree produttive di quasi 10mila metri».

