Bollette, 10 cose da sapere per difendersi dai call center aggressivi
Dal cambio di fornitore ai contratti non richiesti: Arera e Antitrust hanno stilato un agile decalogo per i consumatori
di Celestina Dominelli
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I punti chiave
- 1) Come districarsi con un call center
- 2) Non ci sono obblighi di chiusura del contratto per telefono
- 3) Non lasciarsi condizionare
- 4) Non avere fretta di concludere
- 5) Attenzione al prezzo finale
- 6) Verificare sempre il contratto stipulato
- 7) Il diritto di ripensamento
- 8) Cosa fare con i contratti non richiesti
- 9) Lo sportello a tutela del consumatore
- 10) Il ricorso all’Antitrust
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Alzi la mano chi non ha ricevuto nelle ultime settimane una telefonata commerciale da parte di un call center nel tentativo di farci cambiare il fornitore di energia o di venderci un nuovo contratto. Si tratta di chiamate che spesso potrebbero rivelarsi ingannevoli o aggressive. E per le quali si moltiplicano le segnalazioni da parte dei consumatori. Così Arera e Antitrust hanno messo a punto un agile vademecum che aiuta l’utente a districarsi in quella che è ormai diventata una vera e propria giungla con contatti praticamente continui e che è stato realizzato nell’ambito della campagna “Difenditi così” (www.difenditicosi.it). Ecco, quindi, qualche consiglio per difendersi da call center aggressivi ed evitare contratti non richiesti.
1) Come districarsi con un call center
Il primo suggerimento fornito dal decalogo di Arera e Antitrust è quello di chiedere all’interlocutore di identificarsi nel momento in cui riceviamo una telefonata a scopo commerciale. È fondamentale, quindi, chiedere che ci venga indicato chi sta chiamando e perché. In altri termini, l’operatore deve rendere noto il nome della società di vendita e lo scopo della chiamata. È bene ricordare inoltre che nessuna Autorità, Agenzia o Ente pubblico chiama i clienti finali per attivare nuovi contratti.
2) Non ci sono obblighi di chiusura del contratto per telefono
Nel momento in cui si viene contattati, è utile rammentare che, secondo il codice del consumo, per rendere vincolante un contratto concluso per telefono è necessaria una conferma del consumatore che deve essere espressa normalmente in forma scritta. Per utilizzare un’altra modalità, occorre poi un espresso consenso dell’utente che dovrà essere conservato dalla società di vendita e messo a disposizione del cliente.
3) Non lasciarsi condizionare
È bene sapere, ricordano Arera e Antitrust, che nessuno rimane senza fornitura di energia e gas se non per motivi che dipendono dalla sua volontà (per esempio, disattivazione del punto a seguito di richiesta del cliente finale). Non bisogna quindi lasciarsi condizionare da alcuni call center particolarmente aggressivi che paventano il rischio di possibili stop alla fornitura facendo riferimento alla futura cessazione delle tutele di prezzo. Occorre, poi, tener presente che non si è obbligati a scegliere un contratto diverso da quello in corso.
4) Non avere fretta di concludere
Una buona regola è quella di chiedere tutte le informazioni che servono per comprendere esattamente le caratteristiche dell’offerta. Eventualmente è utile attivarsi per contattare direttamente l’operatore o per concordare un nuovo appuntamento telefonico. Se la spiegazione ricevuta per telefono non risulta chiara, si può chiedere di ricevere documentazione scritta che si potrà valutare con tutta l’attenzione necessaria. Per elettricità e gas, poi, il venditore deve mettere a disposizione la scheda di confrontabilità e la scheda sintetica che possono aiutarti nel valutare le caratteristiche dell’offerta.Il cambio di fornitore potrebbe comunque comportare un risparmio o una fornitura più adatta alle tue esigenze: è comunque possibile fare una valutazione da soli utilizzando il “portale offerte” di Arera che raccoglie tutte le offerte presenti sul mercato di vendita al dettaglio di elettricità e gas.


