Bollette, l'aumento per i Comuni punta al 100% entro la fine dell'anno
Le bollette già pagate da gennaio a settembre dal complesso degli enti territoriali, in un panorama che abbraccia anche regioni e sanità, segnano aumenti del 44,3% alla voce «energia elettrica» e del 47,4% per il gas
di Gianni Trovati
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Un raddoppio secco. E anche qualcosa di peggio dove è maggiore il peso sui conti esercitato da scuole, impianti sportivi e piscine. In una ridda di variabili che convergono su una sola certezza: nonostante gli aiuti arrivati a ripetizione dal governo, la dinamica dei costi per energia elettrica e gas rimane ingestibile per i conti comunali. E senza nuovi interventi si rischia di dover chiudere molti consuntivi in deficit, ipotesi che schiaccerebbe con gli obblighi di ripiano i preventivi 2023 già chiamati a gestire bollette riassumibili al momento in un enorme interrogativo. Morale: la scadenza per i preventivi si può rinviare, ed è facile la profezia di una proroga in uno dei provvedimenti in arrivo con la manovra. Ma la definizione di nuovi aiuti no.
Le bollette già pagate da gennaio a settembre dal complesso degli enti territoriali, in un panorama che abbraccia anche regioni e sanità, segnano aumenti del 44,3% alla voce «energia elettrica» e del 47,4% per il gas. Ma come sottolineato sul Sole 24 Ore dell’11 ottobre rappresentano solo il primo tratto di una salita destinata a farsi ancora più scoscesa negli ultimi mesi dell’anno, che non solo sono freddi ma sono anche fitti di pagamenti e conguagli.
A Milano raddoppio già arrivato
A Milano in realtà il raddoppio è già arrivato, ha fatto volare a 30,5 milioni fra gennaio e settembre i pagamenti che nello stesso periodo del 2021 si erano attestati poco sotto i 15,2 milioni, spingendo il sindaco Sala ad annunciare lo smart working dei dipendenti al venerdì e lo spegnimento anticipato di un’ora dell’illuminazione pubblica. In moltissimi altri Comuni, però, le fatture liquidate nei primi nove mesi, che pure già si avvicinano agli importi dell’intero 2021, rappresentano circa il 50% del costo annuale atteso a consuntivo.
Come capita sempre quando ci si addentra nel mondo variegato degli enti locali, sulla situazione delle singole amministrazioni incide una molteplicità di fattori; perché i contratti cambiano da caso a caso, e modificano anche la velocità di trasmissione degli aumenti che si registrano sui mercati, cambiano le condizioni meteorologiche e varia anche il peso di scuole e altri impianti più energivori. Soprattutto quando il Comune è piccolo, la presenza di una palestra o una piscina può fare la differenza.
La mobilitazione dell’Anci e reazioni a catena
Proprio per questo il quadro generale, che mostra aiuti statali nel complesso sufficienti finora ma da integrare per non lasciare scoperta la fine dell’anno, è significativo fino a un certo punto. L’Anci ha chiesto altri 200 milioni nel decreto di novembre e 800 nella manovra 2023, cifre che misurano lo stato di allerta dei sindaci. Ma c’è di più.

