Bollette, dai contatori al taglio degli oneri di sistema: ecco la ricetta Antitrust per ridurre i prezzi
Nella segnalazione al Governo sulla legge annuale per la concorrenza, l’Autorità presieduta da Roberto Rustichelli segnala i passaggi necessari per assicurare la piena liberalizzazione del mercato dell’energia
di Celestina Dominelli
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I punti chiave
- Il trasferimento degli oneri su altre fonti di finanziamento
- Il percorso di riforma indicato dall’Antitrust
- Le barriere alla realizzazione del mercato libero
- La distorsione presente sul mercato
- La fine della maggior tutela per famiglie e microimprese
- Il nodo dei contatori
- Per approfondire: la segnalazione dell’Antitrust al Governo
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Spostare gli oneri di sistema presenti in bolletta ad altre fonti finanziamento come sta accadendo, per esempio, in Spagna e in Germania dove sono in fase avanzata iniziative legislative volte a rimodulare le voci della fattura energetica pagata dagli utenti finali. E ancora, occorre procedere senza indugi al trasferimento sul mercato libero della clientela domestica e delle micro imprese, ancora oggi servite in maggior tutela , replicando il modello già adottato per le pmi con il servizio a tutele graduali.
Infine, è necessario superare la disomogeneità nell’installazione dei contatori di seconda generazione. Con un obbligo generalizzato per i concessionari dei servizi di distribuzione elettrica con più di 100mila utenze.
Sono queste le indicazioni contenute nella segnalazione inviata dall’Antitrust al Governo con le proposte per la legge annuale sulla concorrenza.
Il trasferimento degli oneri su altre fonti di finanziamento
L’Autorità presieduta da Roberto Rustichelli fornisce quindi la sua ricetta rispetto ad alcuni nervi ancora scoperti del mercato italiano dell’energia, a partire dal nodo degli oneri di sistema. E, su questo fronte, le considerazioni formulate dall’Agcm sono molto chiare: per l’Autorità è necessario eliminare «il peso improprio» degli oneri di sistema sulla filiera elettrica «per riportare più correttamente il finanziamento delle diverse voci, tra cui quelle di incentivazione alle energie rinnovabili (che rappresentano poi il 70% dell’intero capitolo oneri), a meccanismi di fiscalizzazione mediante l’emanazione di una specifica normativa.
Ma quale? Secondo l’Authority, sarebbe opportuno considerare modelli di finanziamento degli oneri di sistema «che vadano a gravare, in modo selettivo, sul consumo di combustibili fossili nel riscaldamento e nei trasporti, in modo da conseguire contestualmente obiettivi concorrenziali e ambientali». Un passaggio che, riconosce sempre l’Antitrust, dovrà avvenire «con una opportuna gradualità».
Il percorso di riforma indicato dall’Antitrust
L’Autorità è però altresì convinta che un percorso di riforma degli oneri sia possibile anche da subito, eliminando dalla bolletta gli oneri non connessi a obiettivi di sviluppo ambientalmente sostenibile e di contrasto alla povertà energetica. Le voci sopprimibili, secondo l’Agcm, sono quelle relative ai costi di smantellamento delle centrali nucleari dismesse e alla copertura del regime tariffario speciale riconosciuto alla società Rfi per i consumi di elettricità dei servizi ferroviari su rete tradizionale. Per la copertura di tali oneri, si potrà procedere attraverso trasferimenti dal bilancio dello Stato.


