Petrolio, la Nigeria si affida alla Cina per il rilancio delle sue raffinerie
dal nostro corrispondente Alberto Magnani
di Eugenio Bruno, Marta Casadei, Margherita Ceci e Celestina Dominelli
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Il caro prezzi non abbandona le famiglie italiane. Dopo averle accompagnate in vacanza con il prezzo dei carburanti ai massimi da quasi un anno e aver reso più dispendiosa la loro villeggiatura, complice la corsa senza freni della spesa per lettini, ombrelloni e ristorazione – con tanto di competizione sui social alla pubblicazione dello scontrino più assurdo, tra sovrapprezzi per toast divisi a metà o piattini condivisi, ndr –, i rincari su larga scala si preparano a rendere bollente anche il rientro in città.
Tra impennate tipiche del back to school (libri e corredi scolastici), aumenti già decisi (bus e metro) o imminenti (bollette e mutui), e rialzi imputabili in tutto o in parte al cambiamento climatico (dal carrello della spesa alle assicurazioni), l’autunno alle porte somiglia a uno stress test per i conti di lavoratori e pensionati.
Se è vero che le stime Istat di giovedì 31 agosto contengono una buona notizia sui dati di agosto, con l’inflazione in Italia che cresce dello 0,4% su base mensile e del 5,5% su base annua (dal +5,9% di luglio) lo stesso Istituto di statistica ha sottolineato come restino ancora alti i prezzi del carrello della spesa, il mix di generi alimentari, prodotti per la cura della persona e la casa, che segnano un +9,6% (anziché +10,2%) mentre quelli ad alta frequenza d’acquisto rincarano con un +7% dal 5,5% precedente. In questo contesto, la comunicazione dell’Arera sul prezzo del gas attesa per oggi (da cui dipende anche quello dell’elettricità), dato da più parti in aumento, rischia di complicare ancora di più il quadro. Anche perché, e in questo ultimo anno e mezzo lo abbiamo visto chiaramente, la salita della componente energia è solita portare con sé, a cascata, sia un aumento dei costi di produzione sia ulteriori rialzi dei prezzi su larga scala.
A mantenere alta l’attenzione sui continui aumenti del costo della vita quotidiana delle famiglie – che peraltro non hanno beneficiato di alcun “adeguamento Istat” degli stipendi – sono le associazioni dei consumatori. Assoutenti già a metà agosto aveva parlato di “stangata d’autunno” con le famiglie costrette a spendere tra settembre e dicembre 1.600 euro in più, rispetto allo stesso periodo del 2022, per far fronte alle spese relative a scuola, alimentazione, benzina, mutui, consumazioni in ristoranti e bar.
L’Unione nazionale consumatori, dopo l’ultimo aggiornamento Istat, ha stimato un aumento medio per famiglia pari a 1.109 euro, 570 per mangiare e bere, 601 euro per la spesa di tutti i giorni. Nonostante il rallentamento tendenziale della corsa dei prezzi, anche Federconsumatori ha posto l’attenzione su rincari d’autunno preoccupanti: l’Onf (Osservatorio nazionale Federconsumatori) stima «una stangata autunnale» di +2.924,70 euro, prendendo in esame le spese per il caro scuola/caro libri, per le bollette, per le visite mediche, per la Tari e il riscaldamento.
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