Bollette luce e gas: dai contratti non richiesti ai call center aggressivi, come difendersi
Dieci domande e risposte per capire come tutelarsi da chiamate insistenti e dall’attivazione fraudolenta di nuovi servizi
di Celestina Dominelli
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Sulle bollette di luce e gas si è scatenata da tempo la corsa di call center e operatori porta a porta chiamati a conquistare ulteriori fette di utenti con nuove offerte. Ma questa ricerca si trasforma in un pressing molto aggressivo contro cui l’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente e l’Antitrust hanno da poco stretto un’alleanza per aiutare gli utenti, con una campagna ad hoc “Difenditi così”, a conoscere i propri diritti, soprattutto se alle prese con telefonate indesiderate e con l’attivazione di contratti non richiesti. Ecco, dunque, un agile vademecum in dieci domande e risposte per difendersi dalle situazioni più sgradevoli.
1) Cosa posso chiedere quando mi viene sottoposto un nuovo contratto?
L’utente ha diritto ad ottenere tutte le informazioni utili che ti servono per comprendere esattamente le caratteristiche dell'offerta. Per elettricità e gas il venditore deve metterti a disposizione anche la Scheda di confrontabilità e la Scheda sintetica, in modo da illustrare in maniera chiara e concisa i contenuti del contratto.
2) Posso avere una copia del contratto concluso con il venditore?
Assolutamente sì. L’utente ha il diritto di ricevere una copia del contratto concluso con il venditore. La copia del contratto e la conferma del tuo consenso sono necessarie per far valere i tuoi diritti in qualunque sede. I contratti conclusi per via telefonica fanno parte dei “contratti negoziati fuori dai locali commerciali” e puoi per questa ragione esercitare il diritto di recesso.
3) Una volta accettato il contratto posso ripensarci?
Nel caso di contratti stipulati a distanza o fuori dai locali commerciali, hai il diritto di recedere dal contratto, senza obbligo di fornire alcuna giustificazione, entro 14 giorni, comunicando la tua volontà di recedere tramite raccomandata A/R o una pec al fornitore. Il diritto di recesso non si applica nel caso di contratti assicurativi, ai sensi dell'art. 52 del Codice del Consumo.
4) Quando una pratica commerciale può essere considerata aggressiva?
È considerata aggressiva una pratica commerciale che mediante molestie, coercizione o indebito condizionamento può limitare considerevolmente la libertà di scelta o di comportamento del consumatore medio e, pertanto, può indurlo ad assumere una decisione di carattere economico che non avrebbe altrimenti preso. Effettuare ripetute e non richieste sollecitazioni commerciali per telefono, ad esempio, è una pratica commerciale aggressiva, così come millantare l'imminente interruzione di una fornitura o la scadenza di un'offerta per convincere il consumatore a sottoscrivere un nuovo contratto.


