La crisi della Nato accelera il dibattito Ue sulla clausola di mutua difesa
Dal nostro corrispondente Beda Romano
di Celestina Dominelli
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Che la situazione sia «urgente» dopo i nuovi aumenti dei prezzi dell’energia, con quotazioni ormai alle stelle per gas ed elettricità, lo ha certificato anche il premier Mario Draghi. Il quale, mercoledì scorso, in occasione della conferenza di fine anno, ha sottolineato l’esigenza di «una risposta tempestiva» e ha garantito che ci saranno «ulteriori sostegni per famiglie e imprese», se sarà necessario, «oltre quello che è stato deciso». Perché il governo ha già messo in campo un pacchetto di misure per fronteggiare i rincari in arrivo nel primo trimestre del 2022.
Ma con quali effetti su famiglie e imprese? I conti definitivi li farà l’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente (Arera) quando, a giorni, con tutta probabilità il 30 dicembre, comunicherà il nuovo aggiornamento trimestrale tracciando il quadro dei rincari e, soprattutto, degli effetti dell’intervento tampone predisposto dal governo che replica, sotto diversi aspetti, lo schema di quelli già varati a luglio e a settembre scorso.
La barriera difensiva contro il caro energia è stata messa a punto dal governo attraverso la manovra e prevede, da un lato, 3,8 miliardi di euro di risorse per calmierare le bollette di luce e gas, e, dall’altro, la possibilità di piani di rateizzazione per le famiglie più in difficoltà con il pagamento delle utenze di luce e gas.
Nel dettaglio, l’esecutivo ha innanzitutto messo in pista 1,8 miliardi, che saranno trasferiti entro il prossimo 28 febbraio, alla Cassa per i servizi energetici e ambientali, e che di fatto consentiranno di azzerare gli oneri di sistema nelle bollette dell’elettricità applicati alle famiglie e alle microimprese (con potenza disponibile fino a 16,5 kilowatt), come già avvenuto nell’ultimo trimestre di quest’anno, e di confermare la riduzione, già prevista a partire dallo scorso 1° luglio, della componente degli oneri a sostegno dell’incentivazione delle fonti rinnovabili (la cosiddetta componente Asos). L’obiettivo è quello di alleggerire così il conto pagato da 29 milioni di famiglie e circa 6 milioni di microimprese come attività commerciali, artigianali e professionali.
Quanto alle tariffe gas, con la misura tampone voluta dal governo si arriva praticamente ad annullare, come già previsto nell’ultima fattura dell’anno, l’impatto degli oneri di sistema per tutte le utenze, domestiche e non (circa 22 milioni), che hanno però una minore incidenza sul costo complessivo pagato dai clienti finali rispetto a quanto avviene per l’elettricità. Al sostanziale taglio degli oneri, si aggiunge poi anche la riduzione dell’Iva al 5% sia per le somministrazioni di gas per usi civili che per quelli industriali (rispettivamente al 10% e al 22%).