Bollette, tutte le voci che tengono alti i costi sul libero mercato
La ragione non è legata al fatto che ci sono oscuri speculatori in manovra ma a una serie di fenomeni collegati tra loro e innescati dalla crisi seguita alla guerra in Ucraina e alla dipendenza della produzione di energia elettrica dal gas
di Laura Serafini
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I punti chiave
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Il prezzo del gas sull’ormai nota piattaforma olandese Ttf da qualche settimana ha trovato pace: è sceso dai picchi dei 300 euro a megawattora dell’estate scorsa e oscilla ormai senza scosse attorno a 70 euro a megawattora.
E se nei mesi scorsi quei balzi di prezzo erano stati immediatamente responsabili dell’aumento delle bollette elettriche, oggi il percorso inverso non ha lo stesso piglio e l’elettricità, anche per chi sceglie il prezzo indicizzato (sia sul libero mercato che nella maggior tutela), continua a essere cara. Le bollette del gas, invece, stanno tornando sui livelli di inizio 2022.
La ragione non è legata al fatto che ci sono oscuri speculatori in manovra ma a una serie di fenomeni collegati tra loro e innescati dalla crisi seguita alla guerra in Ucraina e alla dipendenza della produzione di energia elettrica dal gas. Anche sulla componente energia della bolletta elettrica, dunque il costo della materia prima diverso dagli altri oneri di sistema che in Italia vengono scaricati sui bollettini di luce e gas, incidono svariate voci.
Il peso del prezzo della C02
Sui prezzi all’ingrosso incidono in modo significativo due componenti. Una delle più significative è il costo della C02, ovvero quei certificati che le imprese che producono energia da combustibili fossili (carbone, gas) devono comprare per compensare l’effetto inquinante ed essere in linea con i parametri di sostenibilità. Ebbene dal primo gennaio 2021 il costo di questi permessi (European union allowances, Eua) è salito da 33 euro a tonnellata per raggiungere 80 euro a tonnellata. Si calcola che l’effetto sul prezzo dell’energia elettrica (il Pun in Italia) sia pari a un incremento di 3 euro a megawattora rispetto a un Pun che a dicembre ha avuto in valore medio di 294 euro a megawattora (0,294 euro a kilowattora).
A far crescere il prezzo delle Eua non è stata soltanto l’accelerazione della Commissione europea sui target della sostenibilità con il Green Deal e il con RepowerEu, ma anche la crisi energetica seguita alla guerra in Ucraina e la riduzione della generazione di energia rinnovabile dovuta alla siccità.


