Bologna, la Cineteca mette sul web rarità e film di nicchia
Decolla il progetto “Io resto in sala”: la programmazione prosegue on line in 50 sedi
di Ilaria Vesentini
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«Forse non si fa business facendo cultura, però si possono non perdere soldi e si creano posti di lavoro e competenze salvaguardando e producendo un bene primario, soprattutto in un Paese come il nostro».
Gian Luca Farinelli, dal 2000 direttore della Fondazione Cineteca di Bologna, guida un gruppo di 160 dipendenti e 15 milioni di fatturato con sedi a Parigi e Hong Kong, che ha raddoppiato il giro d'affari negli ultimi dieci anni e, a suon di restauri di pellicole e archivi filmici (oltre 70mila titoli conservati), ha conquistato le vette della cinematografia internazionale.
Si devono alle tecnologie all'avanguardia e al know-how del laboratorio di restauro “L'immagine ritrovata” (Srl controllata dalla Cineteca di Bologna), il recupero dell’intera filmografia di Charlie Chaplin o di gioielli di Sergio Leone come “C’era una volta in America” o “Per un pugno di dollari”.
E si devono alla sua scuola internazionale di restauro e ai suoi festival la riscoperta e la diffusione tra il grande pubblico di capolavori di 125 anni di cinematografia. Fino all’arrivo del Covid, che ha chiuso le quattro sale gestite dalla cineteca in città attraverso un altro braccio operativo (Modernissimo Srl), ridotto il festival “Il Cinema ritrovato” - che ogni anno riunisce registi, critici, cinefili da 50 Paesi con 120mila spettatori per edizione - distanziate le sedie sul crescentone di Piazza Maggiore dove ogni estate va in scena “Sotto le stelle” per 50 notti il cinema popolare e d'autore open air.
«Non ci saremmo mai immaginati lo scenario degli ultimi dieci mesi - ammette il direttore - neanche durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale i cinema avevano chiuso e temiamo che nelle sale non si proietteranno film ancora per lungo tempo. Eppure noi non ci siamo mai fermati. Il Covid è stata l’occasione per aprire nuove strade via web accelerando l’utilizzo dello streaming, la cui portata avevamo finora sottovalutato. Anche quando si sarà tornati alla normalità, la riapertura fisica delle sale coesisterà in modo permanente con attività in streaming, perché stiamo raccogliendo risultati insperati e rendendo fruibile il nostro patrimonio di film e archivi a un pubblico molto più vasto e internazionale».


