Caso Sala-Abedini: le reazioni politiche, da Cirielli a Calenda
Il viceministro degli Esteri: Nordio si conferma giurista animato da vero garantismo. Più critico l’esponente di Avs. Apprezzamento da Forza Italia
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«Il ministro Nordio si conferma un grande giurista, animato, secondo lo spirito della Costituzione, da un vero garantismo. La sua decisione dà lustro e onore giuridico all’Italia». È il commento del viceministro degli Esteri ed esponente di Fdi, Edmondo Cirielli, alla richiesta di revoca degli arresti per il cittadino iraniano Mohammad Abedini depositata dal ministro della Giustizia Carlo Nordio alla Corte d’Appello di Milano.
Calenda: è stato fatto un buon lavoro, ma è uno scambio
Parla di scambio Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde e parlamentare di AVS in una nota: «Bene la decisione del ministro Nordio di liberare l’ingegnere iraniano Abedini. La decisione del governo italiano, conferma che la liberazione di Cecilia Sala è stata la conseguenza di un accordo di scambio tra Iran e Italia. Dall’inizio della prigionia di Sala avevamo detto che liberare Abedini, per ottenerne la scarcerazione della nostra connazionale, era giusto e un atto di sano realismo. Giorgia Meloni avrebbe dovuto essere più chiara nelle sue comunicazioni e dire agli italiani che il governo aveva concordato questo percorso. Unica osservazione. Una volta le decisioni per difendere gli interessi nazionali le prendevamo in autonomia, nel rispetto della sovranità nazionale: oggi chiediamo il permesso ad altri paesi esteri, in questo caso agli USA, facendoci rimpiangere Craxi ai tempi di Sigonella del lontano 1985», dice Bonelli.
Abedini? «Credo sia abbastanza chiaro che ci fosse questo scambio (con Cecilia Sala, ndr) una cosa giusta. Eviterei da parte del governo di dire che non c’è stato, ha fatto bene ha farlo». Lo ha detto il leader di Azione Carlo Calenda a “In altre parole” su La7. «Secondo me Meloni ha fatto un buon lavoro» come «il governo e i servizi. Ma non ci dicano che non c’è stato alcuno scambio», ha aggiunto.
Nevi (Fi): condividiamo decisione Nordio
Sul caso Abedini interviene anche il portavoce nazionale di Forza Italia, Raffaele Nevi. «Nordio ha specificato bene tutto nella nota. Il nostro ordinamento non prevedeva quella fattispecie. Ci atteniamo all’istruttoria tecnico-giuridica fatta dal ministro Nordio e prendiamo atto di questa decisione, che condividiamo», dice all’Adnkronos, contestando poi proprio la lettura di Bonelli che parla apertamente di “scambio” con la giornalista italiana Cecilia Sala, liberata l’8 gennaio dopo una detenzione di 21 giorni in Iran. «Non è così - spiega Nevi -. Si è sempre saputo che» l’eventuale estradizione di Abedini «era una cosa che andava oltre le possibilità del nostro ordinamento. È chiaro che la vicenda Abedini e quella di Sala si sono intrecciate perché avvenute nello stesso frangente, ma le due cose sono separate. Bisogna rispettare la legge, anche quando questo non fa piacere a qualcuno».
Benifei (Pd), ogni mezzo valido per liberare connazionale
«Credo che in un momento in cui c’è una persona italiana nelle mani di un regime che ne mette a rischio la libertà, considerando il lavoro cruciale che è quello giornalistico e mi riferisco ovviamente al caso di Cecilia Sala, ogni mezzo utile per la liberazione di un o una nostro/a connazionale sia valido». Così Brando Benifei, eurodeputato del Pd e presidente della delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con gli Stati Uniti, commenta con Affaritaliani.it la decisione del ministro della Giustizia Carlo Nordio di chiedere la revoca degli arresti dell’iraniano Abedini Najafabadi Mohammad. «È giusto quindi portare avanti qualsiasi misura per la liberazione dell’ostaggio. È evidente che a questo punto bisogna capire bene ogni aspetto della vicenda e chiediamo quindi al governo di riferire al più presto in Parlamento», conclude Benifei.
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