Bonomi: dal ministro Orlando nessuna proposta su salari e taglio del cuneo fiscale
Il presidente di Confindustria: taglio del cuneo unica strada. Contratti di Confindustria già oltre il livello di salario minimo di cui si parla. Dai partiti un freno “elettorale” alla riforme necessarie
di Luca Orlando
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Tagliare il costo del lavoro è l’unica strada. Anche perché guardando alle proposte giacenti in Parlamento sul salario minimo, tutti i contratti che riguardano Confindustria sono già oltre quei livelli.
Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, ribadisce nella giornata conclusiva del Festival dell’Economia di Trento il punto di vista delle imprese, che chiedono un taglio robusto del cuneo fiscale per sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori.
«Il Def - spiega - ipotizza un extragettito di 38 miliardi: possiamo destinare la metà di questa cifra ad abbassare il cuneo fiscale italiano, che è molto oltre la media Ue. Ricordo che la spesa pubblica vale mille miliardi, credo che trovare l’1,6% di questa cifra sia fattibile».
Nessuna proposta da Orlando
Un dibattito tra parti sociali che non decolla, quello sul costo del lavoro, a cause delle asimmetrie nei comportamenti. «La mia proposta è chiara - scandisce Bonomi - mentre quella del ministro del Lavoro Orlando ancora non l’ho sentita. Se qualcuno l'ha sentita io sono disposto a mettermi a un tavolo e se la sua proposta è migliore della mia la firmo subito».
Bonomi respinge le accuse di voler ostacolare le firme sui contratti («in due anni ne abbiano rinnovati 28 nazionali e dei 7 milioni di lavoratori in attesa di rinnovo solo 240mila sono nell’industria» e respinge anche la tesi secondo cui la soluzione andrebbe trovata nel salario minimo. «Il livello di cui si parla, nove euro all’ora, è già superato da tutti i nostri contratti nazionali, da questo punto di vista è un tema che non riguarda Confindustria. Piuttosto, occorre agire per contrastare le sacche di lavoro opaco, le false cooperative, i contratti in dumping, che non dovrebbero proprio esistere».




