La misura per i giovani

Il nuovo bonus cultura delude: meno beneficiari e introiti dimezzati

Il nuovo bonus cultura, che ha sostituito il precedente 18App, ha deluso le aspettative con una riduzione dei beneficiari e una diminuzione degli introiti nel settore culturale. Le nuove carte basate su criteri economici e di merito hanno complicato l’accesso dei giovani alla cultura, portando a una situazione di insoddisfazione e richieste di revisione della misura

di Margherita Ceci

Bonus cultura, la nuova veste dimezza i beneficiari

3' min read

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Ha fatto in tempo a spegnere appena una candelina, ma gli operatori sono già d’accordo: nella sua nuova veste, il “fu” bonus cultura non sta funzionando.

La più recente versione di quello che era il bonus 18App, sdoppiatosi in carta Giovani e carta del Merito, non ha dato i risultati sperati: dei 190 milioni messi in campo per la misura nel 2024, ne sono stati spesi 108. Uno scarto di 82 milioni che all’apparenza potrebbe sembrare poca cosa, ma che assume una connotazione diversa se si guarda alle conseguenze per il settore culturale: rispetto al 2023 infatti, gli introiti derivanti dalla misura risultano dimezzati.

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Le perdite

A denunciare la problematica sono tutte le categorie, dai libri alla musica, al cinema e allo spettacolo. Si pensi che, se nel 2023 i diciottenni che hanno beneficiato dei 500 euro sono stati 458.400, quest’anno la quota si è ridotta a 117.699 (dato peraltro sovrastimato, essendo le due carte cumulabili).

Con conseguenze sui numeri: se l’Associazione generale italiana dello spettacolo (Agis) non ha ancora dati precisi - ma conferma le perdite -, la Federazione industria musicale italiana (Fimi) denuncia importi dimezzati, mentre l’Associazione italiana editori (Aie) addirittura stima che l’introduzione delle due carte sia costata al mercato del libro 32,7 milioni di euro.

Non a caso, nel corso delle audizioni tenutesi in VII commissione Cultura alla Camera del Dl cultura, le associazioni avevano evidenziato la necessità di monitorare i benefici del bonus nella sua nuova veste, chiedendone un’eventuale revisione.

 Le proposte di emendamento all’articolo 6 del decreto, avente in oggetto le carte cultura, sono state però tutte rifiutate negli ultimi giorni (compresa la richiesta di estendere i termini temporali per aggiudicarsi le carte).

«Siamo dispiaciuti», ha detto il presidente di Aie, Innocenzo Cipolletta, in seguito alla bocciatura. Bocciatura a suo avviso «politica, più che tecnica». «Ci auguriamo che il dialogo con il ministro, Alessandro Giuli, prosegua. Sicuramente non molleremo la presa, perché si tratta di una battaglia che riguarda tutta la filiera.

Le due nuove carte, oltre ad aver trasformato il bonus in sussidio, con i requisiti di merito e reddito hanno complicato l’accesso dei giovani alla cultura, che era invece l’obiettivo iniziale per cui era stata pensata la misura».

I bonus cultura all’estero

La decisione dell’Italia di modificare il suo bonus cultura restringendo il bacino dei beneficiari, sembra un passo indietro anche rispetto alle politiche culturali degli altri Paesi europei.

La Spagna ha introdotto nel 2022 il suo «bono cultural joven», un bonus da 400 euro che consente ai giovani diciottenni - senza distinzioni - di spendere 200 euro per testi scolastici, libri, strumenti musicali e computer, e gli altri 200 per attività culturali, come mostre, concerti e spettacoli.

Più di recente è arrivata la Germania, che nel 2023 ha avviato il Kulturpass, una dote di 200 euro da spendere in cultura (anche qui, senza condizioni economiche o di merito).

Il Pass Culture della Francia, da 300 euro, è stato invece introdotto nel 2021, ma la scarsa perimetrazione delle categorie di spesa ha compromesso la realizzazione degli obiettivi.

In un rapporto del dicembre 2024 infatti, la Corte dei conti di Parigi ha espresso un severo giudizio sulla misura, evidenziando come i costi non si siano tradotti in consumi culturali, ma che anzi 16 milioni di euro siano stati «spesi indebitamente» per finanziare attività di «escape game» che «non avrebbero mai dovuto figurare fra le offerte» comprese nel Pass.

Il ministero francese della Cultura ha comunicato di aver già cominciato a lavorare alla riforma della misura (attesa nel corso del 2025), che resterà comunque «universale», con la possibilità però di «adattare l’importo del credito assegnato ai giovani in base alle loro risorse».

Dalla 18App alla carta cultura Giovani e carta del Merito

La misura 18App è nata nel 2016 con l’obiettivo di avvicinare i giovani alla cultura.

Si tratta di un bonus di 500 euro destinato a tutti i cittadini italiani al compimento del loro diciottesimo anno di età. Inizialmente la dote poteva essere spesa in biglietti per cinema, spettacoli teatrali o dal vivo, libri, biglietti d’ingresso per musei e altri istituti culturali.

Successivamente le categorie di spesa sono state ampliate, andando a comprendere anche corsi di musica, teatro e di lingue straniere, musica registrata, abbonamenti a periodici e quotidiani.

Successivamente, con la legge di Bilancio 2023, il governo Meloni ha abolito 18App per introdurre due nuove carte basate su criteri economici e di merito.

A partire dal 2024 vengono distribuite la Carta Cultura Giovani, destinata ai diciottenni con Isee familiare sotto i 35.000 euro, e la carta del Merito, per chi consegue la maturità con un voto di 100/100. Entrambe le carte hanno un valore di 500 euro, ma sono cumulabili e possono essere usate per le stesse finalità di 18App.

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