Booking.com: «Dopo la pandemia i viaggiatori cercano strutture sostenibili. Diamo visibilità a chi pensa green»
Alberto Yates, Regional manager Italia ne parla in un'intervista a SustainEconomy.24
di Alessandra Capozzi
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La pandemia ha accentuato la sensibilità dei viaggiatori per la sostenibilità. E la risposta delle strutture c'è, ma le va data visibilità, spiega Alberto Yates, Regional manager Italia di Booking.com in un'intervista a SustainEconomy.24, report di Il Sole 24 Ore Radiocor e Luiss Business School.
Secondo l'ultimo sondaggio del gruppo il 92% dei viaggiatori italiani pensa che viaggiare in modo sostenibile sia d'importanza vitale, e il 57% dice che la pandemia gli ha fatto venire voglia di viaggiare in modo più sostenibile in futuro. Anche per questo l'agenzia di viaggi online, che propone oltre 28 milioni di strutture alberghiere ed è disponibile in 43 lingue, ha deciso di mostrare sulla piattaforma le certificazioni sostenibili. Sulla ripartenza, dice Yates, c'è un forte desiderio di viaggiare ma purché siano garantite flessibilità e sicurezza.
I viaggiatori sono sempre più sensibili alle tematiche della sostenibilità. Avete di recente pubblicato un Report sui viaggi sostenibili. Quali sono i principali risultati?
«Senza ombra di dubbio la sostenibilità è uno dei principi guida di Booking.com e abbiamo lanciato il sondaggio per cercare di capire che impatto ambientale e socio-economico abbiano i viaggi e le strutture della piattaforma. E' emerso che sicuramente la pandemia ha accentuato la sensibilità dei viaggiatori, ma è importante sottolineare quanto, di anno in anno, la sostenibilità abbia acquisito sempre maggiore importanza. Facciamo il report dal 2016 e nel corso del tempo abbiamo riscontrato un aumento sostanziale dell'attenzione. Siamo arrivati, nel 2021, ad avere l'81% dei viaggiatori che pensa che le persone debbano agire ora per preservare il pianeta per le generazioni future partendo da un 62% del 2016».


