Mercati

Borsa: dopo la settimana di Trump, occhi su Fed, Bce e big tech

A Piazza Affari dominerà ancora il risiko bancario dopo l’ops di Mps su Mediobanca

(REUTERS/Andrew Kelly/File Photo)

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Superata la prima settimana dell’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, i mercati riapriranno lunedì 27 gennaio con gli occhi puntati sulle prossime mosse delle banche centrali e sui conti delle big tech statunitensi, continuando a monitorare anche le mosse del nuovo presidente degli Stati Uniti, in particolare, sui dazi. Le Borse cinesi saranno chiuse (dal 28 gennaio al 4 febbraio) mentre a Piazza Affari dominerà ancora il risiko bancario, dopo l’ops di Mps su Mediobanca. Sul fronte macro, i dati clou saranno quelli del Pil di Europa e Usa.

«La prossima settimana sarà ricca di eventi e dati importanti, con l’attenzione che sarà probabilmente incentrata sui meeting Fed (mercoledì) e Bce (giovedì)», si legge nel “Market Strategy” settimanale di Mps. Gli investitori, che ormai da tempo si aspettano una pausa nel ciclo del taglio dei tassi Fed, attenderanno in particolar modo la conferenza stampa del governatore Jerome Powell (mercoledì alle 20.30 italiane) per vedere se giungeranno indicazioni sulla possibile durata di tale pausa. La Banca centrale europea, al contrario, dovrebbe tagliare i tassi di 25 punti base, senza offrire nessuna sorpresa. «L’inflazione, al momento, non è vista come un problema, ma potrebbero giungere segnali di maggiore ottimismo sulla crescita dopo i recenti dati Pmi», evidenziano gli analisti del market strategy team di Banca Mps. Da segnalare il proseguimento della stagione delle trimestrali Usa con la maggioranza delle “Magnifiche 7” (Apple, Meta, Microsoft e Tesla) che pubblicheranno i conti. Inoltre, inizia a essere più corposa anche la stagione in Europa, con i risultati di alcune importanti società del settore tech (Sap, Asml), del lusso (Lvmh) e bancario (Deutsche Bank e Bbva).

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Sul fronte macroeconomico, arriveranno importanti indicazioni sullo stato della crescita, con la pubblicazione dei Pil preliminari del quarto trimestre sia in Eurozona che negli Usa (entrambi giovedì). «Nel primo caso è attesa una crescita leggermente positiva (0,1%) a causa di un’economia tedesca attesa ancora in contrazione», evidenziano gli analisti. «Negli Usa, invece, la crescita dovrebbe rimanere solida, con il modello della Fed di Atlanta (”GdpNow”) che stima un Pil in aumento del 3% nel trimestre su base annua, superiore alle stime del consensus Bloomberg (2,6%)».

In Europa, saranno inoltre resi noti i dati preliminari dell’inflazione in Spagna (giovedì), Francia e Germania (venerdì), con la componente energetica che andrà tenuta sotto osservazione, in quanto potrebbe portare a una sorpresa al rialzo. Infine, in Cina verranno resi noti i dati Pmi di gennaio (lunedì): si tratta dell’ultimo dato in pubblicazione prima dell’inizio delle festività per il Capodanno lunare, che dureranno fino al 4 febbraio.

Lato Banche centrali, si riuniranno anche gli Istituti di Svezia, Canada, Brasile (mercoledì) e Sud Africa (giovedì). Tranne la Banca centrale brasiliana, che dovrebbe alzare i tassi, il mercato si attende dagli altri Istituti una riduzione del costo del denaro di 25 punti base.

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